Dopo la nostra denuncia il Direttore Amministrativo dell’Azienda Sanitaria di Potenza ci spiega come sia potuto accadere l’inconveniente e le misure poste in essere nel tentativo di evitare ulteriori disagi agli assistiti

 

 

di Angelomauro Calza

Abbiamo segnalato le difficoltà che incontrano i cittadini che hanno necessità di rinnovare l’esenzione dal ticket, in particolar modo anziani, in quanto il sistema in uso alla ASP di Potenza, gestito dal MEF, da qualche settimana registra una anomalia che non consente né la registrazione della proroga al 30 settembre, come da DPCM Covid-129, né l’inserimento di un codice corretto in caso di nuova domanda. (vedi). Non si ha niente contro nessuno, ci piace solo che le cose siano chiare per tutti. E così, senza vis polemica né pregiudiziali di alcun tipo abbiamo sentito nel merito il Direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Potenza, Giuseppe Spera, che ha mostrato attenzione alla nostra denuncia sin dall’immediatezza della pubblicazione online dell’articolo. Il Direttore ci ha spiegato che, come da prassi, un file criptato con circa 40.000 posizioni è stato inviato al MEF perché si provvedesse a registrare la proroga Covid. Dalla società che gestisce i sistema il file è stato restituito alla ASP nei tempi giusti, ma qualcosa è andato storto per circa 8.000 cittadini. Non si è riusciti a venire a capo del problema che ha causato l’anomalia, subito riscontrata e segnalata al MEF, né la ASP ha avuto, né ha, alcuna possibilità di intervento. In parola povere, se da Potenza devono criptare il file da inviare è possibile, ma decriptare quello di ritorno per apportare modifiche è impossibile, può farlo solo la società che manutiene e gestisce sistema. Spera ci ha assicurato però che finalmente la vicenda è in fase di risoluzione e che quasi certamente entro la fine della prossima settimana tutto dovrebbe tornare alla normalità.

Però qualche domanda non potevamo non fargliela, immaginando cosa avrebbero potuto chiedergli le persone che si sono ritrovate tra le 8.000 che vivono questo problema.

Dottor Spera, perchè non è stata adottata una soluzione temporanea alternativa? Non si è pensato, non si è potuto o cosa?

Giuseppe Spera Direttore Amministrativo ASP

Abbiamo fatto una comunicazione anche ufficiale, con una intervista anche alla Rai su questa cosa. Abbiamo cercato di dire che siccome sarà risolta a breve e in maniera massiva su tutti gli errori di sistema che ci sono stati, e siccome non vogliamo che 8.000 persone si mettano a fare la fila per avere l’esenzione. Abbiamo detto che se non c’è una prestazione urgente per la quale bisogna aggiornare il codice di esenzione, una visita che bisogna prenotare o un farmaco da prendere urgentemente, ed è solo un problema di errore verificato e da mettere a posto, è meglio evitare di recarsi presso i nostri uffici, metteremo mano tempestivamente.

Quindi un invito a pazientare?

Sì, a pazientare se si può pazientare. Noi per esempio abbiamo notato allo sportello persone che vengono per aggiornare l’esenzione ma che non hanno immediata necessità di ottenerla.

Però mi consenta una osservazione. Ci troviamo in questo momento di fronte al problema delle liste di attesa. Lei comprende bene la preoccupazione di chi pensa che se prenoto una visita mi viene fissata a ottobre, se invece devo aspettare un mese per ottenere l’esenzione e chiamo il CUP fra trenta giorni la visita potrebbe essermi verosimilmente fissata ancora più in là nel tempo, o no?

Grazie a Dio l’ASP è l’unica che ha sbloccato le prenotazioni e le liste di attesa. Se si può prenotare proprio grazie al fatto che abbiamo aperto le agende con un lavoro immane che è stato fatto e si sta facendo. E comunque ripeto, non stiamo parlando di un mese né di due mesi, stiamo parlando di una soluzione che arriverà la prossima settimana perché dovrebbe ormai essere definita la questione. Parliamo di una cosa che risolveremo celermente. E’ ovvio che se c’è chi ha una urgenza impellente per una visita, un farmaco salvavita, è diverso: se uno di questi 8.000 si trova in queste condizioni lo risolviamo immediatamente.

Evvabbè, però ci sono anche le visite in ospedale… e comunque resta l’inconveniente per gli altri assistiti, no?

E’ stata fatta una ricognizione e abbiamo notato che ci sono persone che vengono a rettificare allo sportello semplicemente perché si sono accorti dal medico del problema, ma che non hanno bisogno impellente, e così capita di vedere un anziano che si è accorto che gli manca l’esenzione dal suo medico e viene a fare la fila agli uffici

Ma lei sa come sono gli anziani, si preoccupano…

Eh, lo so, ma bisogna comprendere.

Stiamo però parlando di un problema in via di risoluzione, lei ci sta dando tempi contenuti per la sua risoluzione, ma il problema è in essere da mesi. Nel frattempo non si poteva studiare una soluzione alternativa?

Da Mesi no, veramente

Beh, settimane? Da aprile

Sì, vero, ma diciamo che il problema è stato per chi aveva la scadenza intervenuta nel periodo, un problema consistente nei numeri, ma non rispetto al totale delle esenzioni. Soluzioni alternative purtroppo non ce ne sono, perché la ricetta rossa dove poteva essere messo il codice a mano non è più utilizzabile, è una ricetta dematerializzata. La soluzione alternativa che abbiamo adottato, in caso di necessità impellente è che diamo una corsia preferenziale per cui è possibile contattare l’ASP, segnalare l’emergenza e noi ci attiviamo

Quindi è in essere da tempo questa sorta di corsia preferenziale giustificata?

Un medico mostra due impegnative

Certo. Se ci fanno presente che c’è una situazione particolare, urgente, se c’è un farmaco molto costoso da acquistare e non essendoci il codice di esenzione e quindi diventa problematico l’acquisto noi interveniamo inserendo il codice manuale

Quindi alle domande che ho rivolto impersonalmente alla dottoressa Motola ha già risposto lei, a questo punto.

Io sono abituato che non si devono dare risposte solo quando sono successe cose buone. Bisogna metterci la faccia, e ce la metto, anche quando mi rendo conto c’è qualcosa che non va. Risolveremo quanto prima, e così come sono andato a rispondere quando c’è stato uno screening, quando c’è stata la app, quando abbiamo riaperto le prenotazioni è giusto anche prendere le critiche quando c’è qualcosa che non va. Noi abbiamo risposte da dare ai cittadini ed è giusto che le diamo. Intanto stiamo valutando anche delle soluzioni alternative alle procedure in uso per la scelta del medico.

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