Chiesti “lumi” a Bardi. Un sistema di sicurezza blocca ogni giorno per circa tre ore l’immissione in rete dell’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici installati dai cittadini. Ipotesi reti non pronte ad assorbire tutta la tenzione

di Angelomauro Calza

 

Da anni si incentiva l’installazione di pannelli fotovoltaici, di concedono agevolazioni per farlo e i cittadini, tantissimi, lo hanno fatto. Non solo a beneficio della piccola economia familiare, perché c’è chi legittimamente e rispettando le leggi, ne ha fatto una attività imprenditoriale, installando centinaia di metri quadri di pannelli in aree rurali prima destinati all’agricoltura che, rendendo sempre meno, è stata soppiantata dal fotovoltaico. Detto questo, che riassume quanto accaduto negli anni, veniamo a oggi e veniamo in Basilicata. Da qualche settimana si verifica che tra le 13 e le 17 gli impianti si bloccano. E poi proprio nel periodo e nelle ore di maggiore intensità della luce e quindi di maggior produzione.

la produzione di soli 53 watt in pieno pomeriggio assolato così come registrata dall’app dell’impianto fotovoltaico installato. in questo caso produzione bloccata e autoconsumo fornito dalle batterie

Ho personalmente verificato con alcuni amici e conoscenti di Potenza, Possidente, Tricarico, Tito e Chiaromonte questa disfunzione. Ma come è possibile? Ho chiesto ai tecnici che mi hanno installato l’impianto di 6 Kw sul tetto di casa lamentando lavori non fatti a regola d’arte, con qualcosa da correggere, magari nel settaggio dell’inverter. Sono intervenuti constatando la regolarità dell’impianto. A loro dire parrebbe (il condizionale è d’obbligo) che il problema sia invece di altra natura: sembrerebbe che gli impianti installati, sia da parte di cittadini, (quindi piccoli, da 3 o 6 Kw), sia da parte di imprenditori, (quindi impianti che producono migliaia di Kilowatt), immettono nelle reti Enel tanta di quella energia che le stesse reti non riescono a sopportarla, per cui si attiva in automatico un sistema di protezione e sicurezza che blocca l’immissione in rete dell’elettricità, e nel contempo, come giusto che sia, gli inverter sospendono la produzione dei pannelli installati. Diciamo meglio: ogni qualvolta la tensione di rete supera alcuni limiti l’inverter interrompe la produzione per riavviarla quando le condizioni della rete lo consentono. Ma allora le reti sono vetuste? O non sono state potenziate per tempo in maniera da reggere un surplus di carico che si sapeva già che si sarebbe verificato? In queste condizioni viene assicurata a una famiglia, per esempio, la sola produzione occorrente per autoconsumo, che equivale a dire che se il sistema di sicurezza blocca l’immissione in rete, i pannelli producono solo l’energia richiesta per far funzionare frigoriferi, televisori, lavastoviglie e quant’altro consuma energia in una casa. Se spegniamo tutto, l’impianto si blocca. Bene, se davvero dovesse essere questa la causa del blocco contemporaneo degli impianti in ampie zone, non possiamo che essere contenti che il sistema dell’Enel funzioni benissimo sotto il punto di vista della sicurezza e possiamo stare tranquilli per la nostra incolumità. E per il resto? Non posso credere sia davvero questa la causa delle interruzioni di produzione di energia, dai! Sarebbe come dire che in Italia e in Basilicata si è costruito un palazzo green frutto di continua propaganda e invitanti sollecitazioni ai cittadini anche con contributi statali e regionali per installare energia alternativa senza prima gettare le fondamenta! Non può essere. Per questo si spera che questo articolo serva a fare chiarezza, aspettiamo – io e tutti i cittadini che vivono questa situazione – risposte che facciano luce (è proprio il caso di utilizzare questa espressione) sulla questione e che servano a non proiettare ombre sull’Enel se non ha responsabilità, non ne abbiamo assolutamente volontà.

Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

La volontà forte invece è quella di poter usufruire appieno di un impianto che soprattutto tanti cittadini hanno installato spendendo fior di quattrini nonostante i bonus, dando credito alle martellanti campagne di marketing, anche in vista di un piccolo guadagno che per la sua entità di sicuro non risolve i problemi economici domestici, ma sicuramente rappresenta una piccola fonte di risparmio familiare. Detto questo, mi sento di sollecitare il Presidente della Regione Bardi ad agire per evitare che quando saranno sbloccati i fondi destinati al fotovoltaico e al green si intensifichi fatalmente ancor di più la produzione e la fascia oraria di blocco diventi più ampia, con conseguente aumento dei disagi e riduzione delle somme che GSE corrisponde periodicamente. In soldoni: può, Presidente, accertare la responsabilità di queste interruzioni e sollecitare interventi celeri e risolutivi per non assegnare bonus e contributi “a perdere” che non consentirebbero comunque di utilizzare appieno energia alternativa? Restiamo in attesa di notizie e, parafrasando Nick Carter nella famosa serie dei Fumetti in tivvù al termine di ogni episodio, “l’ultimo spenga la luce”. Presidente, ci aiuta a capire e risolvere?

 

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