16 marzo 1978: le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro. Oggi, a distanza di 43 anni dai fatti di via Fani, l’on.Peppino Molinari lo ricorda e ammonisce: “”Se fosse possibile dire:saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani,credo che tutti accetteremmo di farlo,ma,cari amici,non è possibile,oggi dobbiamo vivere,oggi è la nostra responsabilità”

 

di Peppino Molinari*

 

Ricorre oggi 16 marzo il 43esimo anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione della sua scorta:una ferita indelebile nel cuore di tanti italiani che hanno vissuto drammaticamente quei 55 giorni.Riproporre, ricordare la figura e la vicenda umana di Aldo Moro vuol dire mettere in campo,mostrare e valorizzare la politica come impegno personale e responsabile,come lavoro per il bene comune. Aldo Moro é stato autorevolmente e convintamente uomo di parte e di partito e allo stesso tempo delle istituzioni,capace di percepire ,anche da prestigiosi ed incarichi di governo,mutamenti sociali e politici della sua epoca.Tentava di governarli e,prima ancora,di capirli,riuscendo ad “immaginare”spazi laddove altri vedevano soltanto strettoie,opportunità dove altri vedevano pericoli. Questo é forse uno,fra tanti,dei lasciti più importanti di Moro:la capacità e la volontà di sperimentare nuovi assetti,di spingere il proprio pensiero oltre il contingente,di perseguire in tutte le occasioni che lo hanno visto protagonista,gli ideali di libertà e democrazia attraverso una prassi costante di allargamento della partecipazione alla vita politica. Dalla lettura attenta dei suoi discorsi emerge come Moro coltivasse con attenzione la capacità di ascolto,non tralasciando la fermezza,la decisione e la determinazione proprio dei ruoli direttivi e di governo che ha ricoperto. Moro si è sempre sforzato di tenere unito il partito,la DC,anche nelle scelte più difficili convinto che l’apertura di una nuova stagione politica non solo democratica bensi di partecipazione in grado di tenere assieme i partiti,nel loro ruolo sociale e politico,ed i cittadini con le loro giuste e rinnovate richieste,tese ad aprire nuovi spazi di partecipazioe ed azione democratica,quello fosse il futuro per l’Italia.Un accenno  va fatto anche, perchè ineludibile nella sua vicenda,alla profonda fede di Aldo Moro e ai valori del personalismo cattolico.Una fede profonda che lo faceva uomo nella e della chiesa attento al suo magistero ma allo stesso tempo lo portava a spingere più in là il ruolo del cattolico impegnato in politica oltre una semplice appartenenza identitaria o di semplice subalternità.

Via Fani, 16 marzo 1978 (Ph. da Il caffè.tv)

Egli proprio in virtù della sua fede persegui e promosse nel suo impegno partitico e di governo ,la libertà e l’autonomia del politico. Il linguaggio di Moro è un linguaggio di vita,in quanto si occupa della persona,dele sue prerogative e dei suoi diritti.E ciò testimonia anche un pensiero mai fermo,che non si adagia su verità e situazioni di comodo ma che “sonda nuovi territori”. L’immagine che ho di Moro e di un uomo attento “ai segni dei tempi” fiducioso nel futuro,nella speranza di poterlo affrancare dalla terribile ed insensata sorte di cui restò vittima.Penso in ragione di un simile approccio a quanto disse ai Gruppi Parlamentari della DC,febbraio 1978,riflettendo sulla possibilità di far entrare il PCI nell’area di governo “Se fosse possibile dire:saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani,credo che tutti accetteremmo di farlo,ma,cari amici,non è possibile,oggi dobbiamo vivere,oggi è la nostra responsabilità;si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi al tempo stesso, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà”. Quanto attuali devono ancora oggi apparire a noi queste parole,ne ltempo terribile che stiamo vivendo segnato dalla pandemia,con l’appello a lavorare insieme per il bene del paese.Una intelligenza acuta e pensosa,cosi Giuseppe Dossetti defini Aldo Moro come testimoniano i suoi interventi sempre rivolti verso l’uomo,la persona attenta al mutare dei tempi che trasmette ,a distanza di anni ,anche nel tempo della politica dei social,un messaggio ancora valido.

*già Deputato
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