L’animosità interna alla Lega potrebbe avere ripercussioni sull’Esecutivo appena varato da Bardi: non è peregrino pensare a un intervento drastico di Matteo Salvini.

di Angelomauro Calza

 

Ancora un rimpasto nell’ultimo Esecutivo della Regione Basilicata varato il 28 marzo da Vito Bardi? Il dubbio non è peregrino, e se nel passato recente chi ha influito sulle vicende della crisi sono stati Giorgia Meloni e Antonio Tajani, stavolta a scendere in campo ed entrare a gamba tesa potrebbe essere, vestiti i panni del fustigatore, Matteo Salvini in persona. E pure in maniera repentina! A gamba tesa, sì, ma… non per commettere fallo sugli avversari. Le animosità tutte interne alla Lega stanno condizionando di fatto queste ultime ore che separano l’oggi dal voto per il Presidente del Consiglio regionale convocato per martedì 5 aprile, San Vincenzo, protettore degli orfani.

E politicamente orfano potrebbe in effetti ritrovarsi qualcuno laddove le cose non dovessero andare così come dagli accordi raggiunti già da tempo, che prevedono la rielezione di Carmine Cicala a Presidente del Consiglio in aggiunta alle riconferme degli assessori Donatella Merra e Francesco Fanelli. La ridda di ipotesi legate ai malumori che in molti hanno registrato come fattore di attrito all’interno della Lega unito ad altre situazioni di malessere del centrodestra lucano potrebbero far decidere Matteo Salvini a intervenire di persona per riportare ordine nel suo partito, ma anche (perché no?) per tentare di sopire velleità personali di altri consiglieri della maggioranza che inficiano la tenuta della coalizione che non troverebbero più sponde interne alla Lega alle loro ribellioni.

L’Assessore Francesco Fanelli

Del resto sono sotto gli occhi di tutti atteggiamenti e prese di posizione all’indomani del varo del Bardi-ter, fatti di battibecchi e botta e risposta a suon di dichiarazioni ufficiali in Assemblea e comunicati stampa al vetriolo, in cui diversi esponenti politici se le sono cantate senza remore. Risultato è che al momento ancora una posizione unitaria della Lega sul nome del suo rappresentante che dovrà essere candidato e anche eletto Presidente del Parlamentino lucano non ci sta. E questo provoca irritazione nei vertici del partito. Gli altri del centrodestra ufficialmente non aspettano che il nome da votare, ma qualche manovra carbonara per tentare il colpo di mano facendo eleggere un non leghista potrebbe già essere in atto, vista l’impasse dei salviniani. Una simile eventualità comporterebbe di sicuro la reazione della Lega che potrebbe non esitare un attimo a ritirare i suoi assessori dalla Giunta. E va bene, ma in questo cosa c’entra Salvini? Cosa potrebbe fare? Niente di nuovo. Cose già fatte. Già fatte altrove, in Lombardia e Marche per esempio, per motivazioni similari, legate a non compattezza del partito e alla inefficacia dell’azione amministrativa: ritirare gli assessori eletti indicando al loro posto in Giunta due esterni, magari con esperienze parlamentari. Quindi “esterni esterni”: non eletti. In Consiglio Fanelli e Merra, a casa definitivamente i supplenti e voto compatto secondo indicazioni di partito. Un atto di forza come ultima risorsa da utilizzare per sopire rivolte e alzate di scudi interni, e riportare la calma e la disciplina all’interno del partito in Basilicata. Per Bardi sarebbe la quarta volta che mette mano alla sua squadra.

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