Con la nomina dei Direttori Generali brusca sterzata nella evoluzione delle vicende legate al momento di crisi politica: sarà riuscito il Presidente a imporsi mettendo in un angolo i tre Coordinatori dei partiti di centrodestra?

di Angelomauro Calza

 

Mai così segreta la conversazione tra Bardi e i Capigruppo della Maggioranza, Moles, Marti e Gemmato. E’ sempre filtrato qualcosa (sì… lo so… giusto quel che a qualcuno premeva far sapere… ma filtrava!), stavolta no. C’è da chiedersi il perché. Immaginiamo allora che il Presidente Bardi, tirati fuori i muscoli, in continuum con il suo annuncio di voler attuare un cambiamento che desse una sterzata brusca all’azione della Regione, che si è manifestato ieri, con la nomina dei nuovi Direttori Generali, abbia dettato nella riunione nuove regole. E immaginiamo pure che i tre Coordinatori non abbiano avuto elementi per controbattere o contrastare il progetto del Presidente, teso a questo punto a creare davvero una “Bardilicata”, nel senso di attuare cambiamenti tali da poter portare avanti politiche e programmi così come lui immagina, stanco e irritato di aver dovuto in qualche modo subire sin dall’insediamento condizionamenti tali da essere riusciti a volte a minare persino la sua credibilità politica. Immaginare che sia riuscito a mettere in riga lui i tre e non viceversa è lecito. Per ragionamento induttivo, certo, per ipotesi che portano a questo, non per certezze dichiarate. Il Presidente è persona riservata, poco incline a suggerire indiscrezioni. I tre coordinatori invece no, fanno il loro mestiere, devono sempre suggerire, dar input malcelati, sempre in anonimato, certo, ma pur sempre finalizzati a far circolare notizie che portino acqua al loro mulino: è la politica, è sempre stato così, nessuno scandalo. Ma le notizie che fanno circolare servono sempre solo e soltanto a far sapere quanto sono stati bravi, quanto sono riusciti a far prevalere il loro pensiero. Stavolta non circola nulla, quindi… non sono riusciti presumibilmente a far adottare a Bardi la loro ipotetica linea guida per la risoluzione di questo momento di impasse. Ma ve li immaginate Moles, Gemmato o Marti che (esautorati dal ruolo di giudici di Masterchef della politica) fanno trapelare che Bardi ha chiesto loro di non interferire nella sua gestione e limitarsi ad esercitare il ruolo proprio che rivestono, e cioè quello politico? E che Bardi abbia rivendicato (o, meglio, notificato) di voler esercitare in autonomia il suo, quello di Presidente della Regione Basilicata? In soldoni, solo una cosa del genere, con i coordinatori soccombenti, avrebbe potuto causare questo silenzio emblematico, orfano di indiscrezioni, soprattutto da parte loro (“uagliù, nessuno parli, nessuno dica niente a nessuno, non mettiamo in piazza una brutta figura”)! Cosa può essere successo, allora? Beh… che Bardi abbia sostanzialmente detto ai tre coordinatori di maggioranza di confrontarsi tra loro e accordarsi solo sui numeri: quanti assessori spetteranno a ciascun partito. Fatto questo e notificatigli i risultati, lui e soltanto lui avrebbe poi scelto i nomi, rispettando le proporzioni concordate tra i coordinatori. Ecco, potrebbe essere così la questione, perché no? E allora, se così fosse davvero, tanto di cappello al Presidente che in colpo solo avrebbe dimostrato che il progetto “Bardilicata” è possibile, così come – pur nel rispetto delle proporzioni – è possibile che chiami a sedere in Giunta persone al momento “insospettabili”, ma che evidentemente riterrebbe indispensabili per l’attuazione del suo progetto. Aspettiamo allora che il Presidente termini il suo lavoro.

© copyright www.angeloma.it – è consentita la riproduzione anche parziale a scopo di critica, confronto e ricerca purché con citazione degli autori e linkando la fonte