Oggi giornata decisiva per entrambi. Il pallino lucano è in mano alla Meloni: la leader di Fratelli d’Italia può risolvere o acuire i malesseri dell’Esecutivo di via Anzio

 

di Angelomauro Calza
Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi

Ci sono analogie tra la situazione di empasse del Governo nazionale con quella del Governo regionale lucano, inutile negarlo. Situazioni create da non cristallini comportamenti di taluni rappresentanti di forze politiche della coalizione di maggioranza che hanno di fatto posizionato Conte e Bardi alla guida di esecutivi che la maggioranza non l’hanno più. Il 26 gennaio 2021 sarà ricordato come il giorno in cui Conte salirà al Colle per rassegnare le dimissioni e… poi si vedrà. E sarà anche il giorno in cui Bardi ha convocato un vertice di maggioranza. Sempre a Roma. Quella Roma dove una volta i lucanissimi

Gabriele Di Mauro

Tonio Boccia

Antonio Luongo

Boccia, Di Mauro e poi Luongo, si recavano da segretari regionali dei rispettivi partiti a comunicare ai loro segretari nazionali le decisioni assunte all’interno delle azioni politiche da intraprendere sul territorio: gli comunicavano “il da farsi”, quel che i partiti del territorio avevano deciso di fare in presenza di piccole o grandi difficoltà. Avevano peso. Avevano capacità. Avevano rispetto per il primato del partito su questioni che riguardavano il territorio. Roma ascoltava e rispettava, aveva in grande considerazione le espressioni del territorio. Al massimo chiedeva la candidatura alle politiche di uno o due big, ma con un sistema elettorale diverso e più democratico. Per il resto grande considerazione ed autonomia. Oggi no. Si va a Roma per ricevere indicazioni, non perché Moles, Caiata, Marti siano là di stanza per espletare i loro mandati parlamentari. No. Quelli sono i segretari regionali, vero, ma si va là perché probabilmente ciascuno di loro, all’insegna dell’attenzione dei vertici nazionali verso la nostra regione, riceve a sua volta indicazioni da Salvini, da Meloni, da Tajani.

l’on. Antonio Tajani intervistato da Angelomà

Inutile girarci intorno, la Basilicata è, in uno con le altre regioni governate dal centrodestra, terreno di continua verifica e sperimentazione delle alleanze nazionali, ma non ci sta niente di male. Verifiche. Null’altro. E la situazione attuale, per quel che riguarda la Giunta regionale, necessita più che in altre occasioni, l’intervento di vertici dei partiti di centrodestra. Eggià, perchè se analizziamo i numeri (che sono poi quelli che determinano la salute di un esecutivo a qualunque livello) notiamo che la maggioranza in Consiglio regionale ha 12 consiglieri più il Presidente (13). L’opposizione conta su 8 consiglieri. Dopo l’ultimo Consiglio, di sicuro (Sentite e registrate le sue dichiarazioni di fermezza nella posizione) alla maggioranza in questo momento viene meno il Consigliere Vizziello di Fratelli d’Italia. E allora cambiamo i numeri: 12 maggioranza 9 minoranza. Laddove ai fini di un rimpasto dovessero trovare riscontro le voci che vogliono Donatella Merra non più assessore, ed essendo la stessa ovviamente contraria a tale evento, i numeri portano la maggioranza a 11 consiglieri e la minoranza a 10.

Ma se la Merra va via, vuoi che non la segua il Consigliere Zullino, che pure con la sua assenza ha determinato la mancanza del numero legale nell’ultimo Consiglio? Ed ecco allora che Bardi si ritroverebbe in minoranza con 10 Consiglieri a favore e 11 contro. Ecco che allora ci si chiederà: come l’amma cern’ sta farina? Ribadito che voci danno in essere tentativi di scalzare l’assessore Gianni Rosa proprio da una parte del suo stesso partito, è proprio la Meloni che potrebbe risolvere la crisi lucana.

GIORGIA MELONI

Come? Indicando Vizziello come assessore in cambio di una sua incondizionata fede alla maggioranza, e facendosi garante dell’ingresso in Parlamento di Gianni Rosa (accetterebbe?), ridandogli la segreteria regionale e soprattutto indicandolo come candidato certo, già capolista per le prossime Politiche, ovviamente garantendo nel contempo a Salvatore Caiata la candidatura in un altro collegio.

Cosimo Latronico

A Vizziello in Consiglio regionale subentrerebbe una figura di non poca autorevolezza, che risponde al nome di Cosimo Latronico. Con questa soluzione, senza andare a intaccare altre postazioni, si avrebbe una Giunta più riequilibrata territorialmente, con due assessori materani, e si troverebbe la quadra all’interno di Fratelli d’Italia anche per il futuro rappresentato dalle prossime elezioni politiche. Altre soluzioni? Difficile individuarne altre, compreso il totale azzeramento della Giunta: Bardi per quanto sopra esposto, si troverebbe a dover cercare anche lui dei “responsabili”, ma, con numeri che definire risicati sarebbe solo un eufemismo, farebbe lui la figura dell’irresponsabile. Ci sarebbe poi l’alternativa metaforica che Conte oggi salga al Colle… accompagnato da Bardi. Ma il ritorno alle urne sarebbe una iattura, a Roma come in Basilicata.

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