Dopo il suo incontro con i coordinatori regionali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia vige l’incertezza su quel che il Presidente ha realmente in mente e sulla futura entità della Giunta regionale. Tutti esterni? Potrebbe darsi, ma in quel caso anche Sileo, Aliandro, Acito e Bellettieri lo sarebbero (solo per esempio).

 

di Angelomauro Calza

 

Inutile affannarsi e avventurarsi nel rincorrere ipotetici nomi di nuovi assessori regionali. E’ presto. E’ ancora presto.

Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

Bisognerà attendere il responso delle urne delle amministrative di giorni di Santa Teresa e San Francesco e poi pregare ciascuno il proprio Santo perché alla Regione la situazione si stabilizzi, si rimettano a posto tutti i pignatielli, si plachino animi, acque e fermenti e finalmente si inizi a lavorare per recuperare il tempo impegnato male negli ultimi due anni e mezzo. Se Bardi con il suo discorso ha dato una strigliata, è adesso il momento che il cavallo si renda conto di essere stato messo in grado di poter cavalcare. La sensazione è però che la strigliata non basti, e che la scuderia voglia cambiare anche i fantini per correre al meglio. Due le questioni fondamentali, allora, prima ancora dei nomi: il merito e il metodo. Il merito. Il merito sta nelle capacità di Bardi di farsi spiegare (e convincere) dai coordinatori regionali dei partiti di maggioranza quanto realmente contino nelle prese di posizione che alcuni loro rappresentanti in Regione assumono. In parole povere: chi comanda all’interno di Lega, Fratelli d’Italia e anche Forza Italia? Vige il primato del partito?

il sen. Giuseppe Moles, commissario di FI in Basilicata

O il partito viene usato solo come trampolino per ambizioni personali e poi chi si è visto si è visto (l’impressione c’è, ià… nu’ dicimm’ f’ssarie!)? Si è ligi alla consegna? O ciascuno va per la sua strada, senza rispetto di accordi e norme comportamentali conseguenti alla linea politica concordata? Il merito sta poi, conseguenzialmente, nella eventuale e legittima richiesta di Bardi agli stessi soggetti di imporsi, far valere il proprio ruolo, e riportare a sintesi le dialettiche interne, in direzione della necessaria concordia che favorisca l’armonia della maggioranza per poter concludere il mandato recuperando il tempo perduto. Ecco, probabilmente di questo si è discusso nel vertice tra Bardi e i coordinatori regionali Moles, Gemmato e Marti: un tentativo di reinventarsi, di metter su un quartetto come i Beatles, ciascuno con un diverso timbro, ma che insieme diventano una delle migliori espressioni possibili di uno stile inconfondibile. Il metodo. Il metodo lo stabilirà a questo punto lo stesso Bardi, che in più occasioni, nel giro di 48 ore, ha ribadito il suo voler prendere decisamente in mano le redini della corsa, annunciando inversioni di rotta.

l’on. Marcello Gemmato, commissario di Fd’I Basilicata

L’assessore regionale Franco Cupparo

Si è visto quindi con Cupparo, colui che ha dato il “la” a questo momento di crisi che dura da un po’. Non si sa cosa si sono detti, non si sa se e perché si stia soprassedendo alle dimissioni: è stato Cupparo a chiedere di lasciar perdere, colto da ripensamento, o Bardi a chiedergli di non insistere e di temporeggiare (sono dello stesso patito, dall’alto potrebbe essere stato consigliato così)? Boh? Sta di fatto che di sicuro fino al dopo-amministrative nulla si muoverà. C’è chi in questi giorni, riferendosi alla vicenda, ha invocato “responsabilità” e “onestà intellettuale”. Bene, parliamone analizzando molto semplicemente la questione con due domande, lasciando aperto ogni possibile interrogativo, senza sentenziare. Come si dimostra la responsabilità? Trascurando il lavoro assesso

il sen. Roberto Marti, commissario regionale della Lega in Basilicata

rile perché dimissionari in pectore o “accettando-proponendo” di rinviare tutto di un paio di settimane, nonostante l’atto forzato e fors’anche forzoso dell’annuncio già dato di “irrevocabili dimissioni”? E dove alberga l’onestà intellettuale? Nell’insistere perché vengano accettate le dimissioni o nell’opportunità di fare un passo indietro e concordare un rinvio della questione per non lasciare scoperto un ruolo di grande importanza per le politiche economiche regionali? Va bene ciascuna delle risposte alternative, ciascuno pensi liberamente, ma queste domande dobbiamo porcele e dobbiamo trovare una risposta, ciascuno la sua. Infine, un altro elemento. Si ipotizza (lo abbiamo fatto noi per primi, quindi…) una nuova Giunta che potrebbe essere composta da soli esterni. Bene, anche qui qualche domanda per concludere: quanto contano per i partiti i Consiglieri supplenti che con questa soluzione dovrebbero lasciare il posto in via Anzio? Saranno tenuti in debito conto? Non è che escono Consiglieri e si ritrovano Assessori, visto che nel momento stesso in cui dovessero non sedere più tra i banchi del Consiglio diventerebbero “esterni”? O contano tanto da tentare di convincere Bardi a desistere da questo possibile progetto? O non contano tanto da discuterne, per cui dentro o fuori è la stessa cosa? Aspettiamo che Bardi dia seguito con i comportamenti alle nobili dichiarazioni dei giorni scorsi.

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