Il Presidente Bardi rassicura i sindaci nell’ultima riunione in streaming, ma qualcosa non torna nella ricostruzione del tracciato delle responsabilità. L’Anci rappresenta tutti i lucani e non ha mai aperto un fronte armato contro la Giunta: ha solo lanciato più volte richieste di collaborazione probabilmente intese male

di Angelomauro Calza

Il Presidente BArdi ha spiegato ai sindaci i meccanismi che portano al coloramento delle regioni

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha incontrato ieri in streaming il presidente dell’Anci Basilicata, Salvatore Adduce, e i sindaci dei comuni lucani ed ha colto l’occasione in questa plenaria dei primi cittadini lucani per precisare che “la decisione di decretare la Basilicata Zona Rossa è stata presa dal ministro Speranza sulla base dei suggerimenti forniti dal Comitato tecnico scientifico in relazione alla velocità di crescita dell’indice di. Da sempre, insieme ai presidenti di altre regioni, abbiamo segnalato al ministro Speranza che non si possono decidere restrizioni così pesanti sulla base di un unico algoritmo. Abbiamo ribadito questa necessità al ministro Speranza e alla ministra Gelmini anche in queste ore nel corso della conferenza stato regioni. Siamo fiduciosi che il nuovo esecutivo guidato da Draghi ascolterà queste indicazioni” (…) “in una situazione di emergenza sanitaria come questa, le decisioni vengono prese dal governo nazionale, esclusivamente sulla base di dati aggregati epidemiologici oggettivi”. E ancora: “gli algoritmi non possono essere oggetto di trattativa politica perché si tratta di dati numerici e oggettivi. E fa un grave errore chi pensa che si possa aprire un tavolo politico sul tema degli algoritmi”. E nella fattispecie, Bardi ai sindaci ha anche spiegato che “abbiamo fatto riunioni con Cts e Istituto superiore di sanità per comprendere meglio questa scelta e ci è stato spiegato che l’indice Rt faceva riferimento a settimane precedenti e che quindi isolare solo i comuni interessati non avrebbe fermato la velocità della diffusione del contagio” ed ha annunciato di aver chiesto un nuovo incontro urgente al Cts per verificare la possibilità, sulla base degli ultimi dati, di prendere decisioni diverse per Basilicata.

Il Ministro per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini

Evvabbè, Presidè, è tutto più che chiaro, e a sentirla e a leggerla non c’è una sola parola che possa prestarsi a dubbio alcuno. A sentirla e a leggerla. Poi però uno si riallaccia a due o tre cosette che ha sentito e letto da altre parti e allora le domande sorgono spontanee senza vis polemica alcuna da parte nostra. Prima: Presidè, ce lo dica chiaro, ma non è il suo una sorta di scaricabarile sul Governo e su Speranza? Sa, glielo chiedo non per difesa del ministro, ma solo perché a questo punto vorrei sapere: che fine fa l’art 2 comma 2 del dpcm 14 gennaio 2021 che prevede che la determinazione delle fasce colorate avviene d’intesa fra regione e governo? E perché lei ha emesso una ordinanza che di fatto inasprisce quanto decretato da Roma? Seconda: perché nella vicina Puglia si è già allo stadio di zone rosse perimetrate per territori, a macchia di leopardo e in Basilicata no?

Il Presidente della Puglia, Michele Emiliano

Cosa ha fatto Emiliano di diverso da Lei? Non poteva interfacciarsi con lui? Terza: Che fine ha fatto il comma 2 dell’art.38 dello stesso DPCM, che recita e descrive come sia possibile una eventuale rivisitazione della colorazione? Quarta: la nota alla Gelmini preannunciata ad inizio settimana ai 22 sindaci che stavano protestando è stata inviata (anche se non è quello suo il Ministero competente a rigor di quanto specificato nel DPCM)? Non se ne ha notizia, quindi riteniamo giusto che lei un chiarimento lo dia, magari anche attraverso altri giornali (come già successo, visto che con noi non parla). Quinta: Perché ritiene l’Anci un’antagonista, una quasi nemica? E’ sotto gli occhi di tutti che è in atto uno scontro con l’Associazione dei Comuni, ma questo non può assolutamente essere politicizzato: l’Anci rappresenta e racchiude tutti i sindaci, e non va snaturata nè la sua essenza nè la sua mission, in quanto è un’associazione- in soldoni– che rappresenta 550mila cittadini! Va rispettata, così come lei rispetta le più alte Istituzioni, ma gli ultimi avvenimenti, fatti anche di reazioni scomposte da parte di rappresentanti della Regione, non dicono questo. Lei e la sua Giunta non dovete – a parere di chi scrive – sentirvi sotto attacco: dovreste interpretare, ricevere e favorire la richiesta di collaborazione che dall’Anci è stata più volte lanciata. Nessuno deve sentirsi sotto attacco, perché soprattutto in questo momento emergenziale nessuno deve attaccare e nessuno difendersi: L’Anci, rappresentante di tutti i cittadini lucani, ha un ruolo preciso di rappresentanza e di trincea, perché i sindaci sono in trincea, sono loro le prime calamite delle richieste dei cittadini che li hanno scelti come rappresentanti.

La ruota degli esposti dell’Annunziata a Napoli

Le calende

Per questo, quando qualcuno parla nella contingenza di “variante napoletana” alla Regione Basilicata io per primo, che pure mezzo napoletano sono, rifuggo da tale definizione, però vorrei chiederle di evitare che la Basilicata venga adagiata sulla ruota degli espositi come nel 1600 all’Ospedale dell’Annunziata in attesa che qualcuno la adotti, e vorrei anche chiederle di non aspettare le calende greche per decidere come e quando agire in maniera risolutiva. Allora sì, come lei auspica alla fine della sua nota, si vivrà in maggiore sintonia istituzionale perché “dalla pandemia si esce solo se si resta uniti”: e su questo tutti concordiamo appieno. Buon lavoro.

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