Nessuno ci ha mai detto che la bozza di cui per primi abbiamo parlato non esiste, quindi… esiste! La Riforma in discussione? Terreno ambiguo di strategie politiche che mirano a far approvare dall’attuale maggioranza provvedimenti che sono invisi ai territori. Furono concausa della sconfitta di Pittella & C. alle scorse elezioni regionali, ora la stessa materia diventa strumento di allontanamento dell’elettorato dal centrodestra. I politici gongolano, ma i cittadini?

di Angelomauro Calza

Se c’è una cosa che balza all’attenzione è il silenzio della politica della Regione. Il silenzio che regna intorno a tutti i ragionamenti che si stanno facendo intorno alla bozza di riforma del sistema sanitario lucano. Un silenzio talmente vergognoso che non vale manco la pena di sprecare un classico ossimoro e definirlo assordante: ossimoro è termine nobile. Non se lo meritano. Chi? Direte: quelli che stanno studiando il documento? No, no, che c’entrano. Quelli dopotutto fanno il dovere loro: buona o cattiva che sia cercano di mettere a punto la riforma, e comunque ne parliamo più avanti. E’ l’opposizione che sta scandalosamente in silenzio. Sogghigna. Nè basterà qualche prevedibile scaramuccia su giornali compiacenti a far cambiare idea a chi pensa che questa situazione di stallo (moratoria sarebbe termine anche questo troppo nobile per la fattispecie) convenga più di tutti proprio all’opposizione.

L’assessore regionale alla Sanità, Rocco Leone

Dopotutto la bozza che circola, le indiscrezioni che si rincorrono vanno in un’unica direzione: amplificare la mai del tutto attuata “Riforma Pittella”. Mai attuata perché? Perché forse – tra tante cose – incontrava resistenze sui territori? E se i mai augurabili a nessuno guai giudiziari dell’ex Governatore avessero avuto come detonatore proprio il non gradimento di quella riforma? Se qualche individuo che conta, irritato e deluso, avesse attivato quel detonatore? E, alla fin fine, se il centrosinistra ha perso le elezioni, vuoi vedere che il motivo della sconfitta più che nello scandalo-sanità in sé, è stato proprio in un elettorato di periferia (fomentato ad arte dal bomber-man di prima) che ha voluto evitare che la politica sanitaria del centrosinistra arrivasse a compimento?

Luca Braia e Mario Polese

Luca Braia e Mario Polese

Ma allora il cerchio si chiuderebbe immediatamente: “lasciamo finire il lavoro sporco a chi è venuto dopo di noi – avranno pensato strategicamente – lasciamo sia il centrodestra a completare e rendere ancora più indigesta ai lucani del territorio una riforma sanitaria che avevamo già sperimentato essere invisa alla gente (meglio dire all’elettorato), così tornano da noi e al momento giusto ci riprendiamo il comando”. Del resto, i posti che contano, dai dirigenti ai primari, li ha assegnati il centrosinistra, e le persone individuate stanno ancora là, e ci resteranno almeno fino a riforma approvata, salvo poi verificare che fine faranno. Unica certezza è che ad un Governo regionale di centrodestra corrispondono posti-chiave sostanzialmente nelle mani del centrosinistra. Cosa vuoi di più dalla vita? Un lucano? Un lucano autolesionista di centrosinistra che si ribelli a questa idilliaca situazione? Pittella? E perché? E’ la sua riforma! Cifarelli? Mannò, sta nel PD, con Pittella. Braia e Polese? Ma se sono in Italia Viva, in procinto pare di aderire anche alla maggioranza sulla scia delle intese di De Luca in Campania! Trerotola? E chi glielo fa fare di infilarsi in questo pasticcio? Quindi bisognerà aspettare, con la maggioranza che probabilmente sta iniziando a pensare all’insegna del “meglio non fare che fare male”. Intanto a chi ha obiettato che “stiamo scrivendo del nulla” da giorni, che la bozza di riforma sanitaria che ha dato il “la” a tante discussioni in effetti non sia mai stata concepita, non esiste, e perciò stiamo parlando di aria fritta, diciamo che va bene, accettiamo l’obiezione, però a questo punto chiediamoSono politici di centrosinistra, ma non sono mica fessi! Anche per quello bisognerà aspettare. Intanto a chi ha obiettato che “stiamo scrivendo del nulla” da giorni, che la bozza di riforma sanitaria che ha dato il “la” a tante discussioni in effetti non sia mai stata concepita, non esiste, e perciò stiamo parlando di aria fritta, diciamo che va bene, accettiamo l’obiezione, però a questo punto chiediamo: perché nessuno, appena iniziate discussioni, riunioni, annunci di iniziative di proteste popolari ha pensato di comunicare ufficialmente che le cose non stanno come noi di Angelomà per primi abbiamo ipotizzato (?https://www.angeloma.it/politica/riforma-della-sanita-licenziare-gli-attuali-dg-prima-riunione-di-maggioranza-del-dopo-elezioni/) Perché l’assessore Leone, sia pure magari per mezzo del suo staff, non ha smentito, precisato, fatto una telefonata?

Marcello Pittella e Rocco Leone: oltre le appartenenze politiche, l’amicizia e la stima

Dopotutto sia pur con tutte le riserve espresse, i modi di trattare l’argomento sono sempre stati educati, propositivi, civili: perché non dare una versione chiarificatrice dei fatti? Siamo democratici, noi, nel senso che la democrazia la pratichiamo, e siamo civili.  Mica ce l’abbiamo con Leone, né con Bardi, né con nessun altro: siamo dalla parte dei territori, dei cittadini, quegli stessi soggetti che li hanno delegati a rappresentarli, perché quindi questi timori, questa omertà? Dopotutto Assessori, Presidenti e Consiglieri sono in buona sostanza nostri dipendenti, e un dipendente non deve avere paura di chiarire al suo datore di lavoro cosa sta facendo, come sta impiegando il suo tempo, soprattutto se il datore di lavoro sono 550mila lucani. Nulla. Allora vuoi vedere che se non è stato precisato niente in queste settimane è perché forse la bozza, “quella” bozza esiste davvero? Ma allora, se così fosse, l’assessore tace per evitare complicazioni o perché? Per evitare di palesare – magari complice qualche gaffe – di voler davvero andare proprio in quella direzione? Fare una riforma sanitaria, ma farla male? Al chiuso delle stanze di palazzo? E chi ci sta lavorando, è (sono) davvero persone di sua fiducia? O qualcuno che in continuità con il passato cerca di portare avanti determinate politiche e strategie ignorando l’assessore e ubbidendo ad altri? Se così fosse la riforma allo studio non può che essere quella vecchia, quella del centrosinistra. L’assessore Leone queste cose se le è chieste? Questi dubbi gli sono venuti? O no? Vogliamo dire: qualcuno si è chiesto per quale motivo una riforma iniziata dieci anni fa non è stata mai portata a termine? Assessore Leone, non si faccia incastrare! (o è già successo e non riesce a porre rimedio?). E chi è stato? Chi politicamente ha incastrato l’assessore? Questi dubbi gli sono venuti? O no? Vogliamo dire: qualcuno del suo staff – se non lei – si è chiesto per quale motivo una riforma iniziata dieci anni fa non è stata mai portata a termine? Ecco, tutto qua. E questo fino a ieri, ma da oggi anche una nuova domanda: il gruppo di studio istituito dalla maggioranza come opererà? Studierà una nuova riforma, inzierà ex novo, o lavorerà soltanto a fantasiosi aggiustamenti alla bozza già in circolazione? Ecco. Per ora fermiamoci qua. Ragioniamo su questi interrogativi che sono già tanti. Domani il resto.

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