Il Presidente del Consiglio regionale lucano farà rientrare nelle normali dinamiche politiche le contestazioni del Capogruppo di Forza Italia Franco Piro? La Fuoriuscita del Capogruppo Tommaso Coviello e la mancata nomina del senatore Pepe a Sottosegretario si rivelano collante interno al partito

 

 

di Angelomauro Calza

 

Il Presidente del Consiglio regionale lucano, Carmine Cicala, sta in silenzio, e anche se con un vulcano pronto a eruttare sotto i piedi, sembra tranquillo. Non si sente, non si legge, quasi che il momento politico attuale non lo tangesse. Sta là, lavora, ma non entra nell’agone delle dichiarazioni pubbliche. Del resto lui le voci di possibili passaggi ad altri partiti le ha smentite, e pare che il silenzio sia dovuto a precise indicazioni del Commissario Marti: “se parlate fate molta attenzione a quel che dite” pare abbia consigliato, per cui, per non sbagliare, meglio tacere, così nessuno può dire nulla.

Il Capogruppo di FI, Franco Piro

E voci bene informate parlano anche di un Cicala tranquillo, per niente turbato da Forza Italia, da quella mozione di sfiducia (solo politica e non prevista né da regolamento né da Statuto) che il consigliere Forzista Piro, gli ha notificato nei fatti, disertando la riunione dei capigruppo. Bene informati (o pseudo tali) hanno spettegolato minimizzando sul fatto che è solo accaduto quel che Piro, fattosi cavaliere della tavola rotonda in rappresentanza di re Artù, ha tante volte detto. Certo, gli indizi verso una assenza dello stesso Capogruppo di Forza Italia anche al prossimo Consiglio regionale ci sono, ma gente che con il Presidente ci parla forse troppo ad alta voce descrive un Cicala nonostante tutto sicuro che si tratti solo di un segnale, per dare una smossa, quindi non un problema strutturale della maggioranza. Di sicuro se da una parte ci sta il Presidente Bardi, il Governatore, che deve tenere le fila della maggioranza e della Giunta la più alta figura istituzionale della Regione deve avere maggiore attenzione e determinazione dell’Assise: la sostanza è che la Presidenza apparirebbe certa che l’azione di Piro rientra in quelle dinamiche che si sono sempre verificate e che vanno superate con giusta attenzione senza perdere di vista la mission del Consiglio. Eppure chissà come si sarà sentito Cicala quando si è reso conto che la sua assenza in riunione, in quel Consiglio straordinario convocato apposta apposta per approvare la legge istitutiva dell’Api-Bas, è stata concausa delle dimissioni dell’assessore Franco Cupparo…

L'Assessore regionale Franco Cupparo

L’Assessore regionale Franco Cupparo

dicono ci sia rimasto male, si sia sentito mortificato, e che ha sostanzialmente incassato una sconfitta, ma ci sono anche dinamiche che fanno parte dell’attività legislativa. Ci sta di mezzo la missione dell’organo ammnistrativo rispetto a quello esecutivo. Cicala è molto istituzionale, poco politico. Calato nel suo ruolo, garante, ma alcuni parlano del fatto che gli arrivano attacchi probabilmente pilotati. Ma si sa, dai, che la politica è anche strumentalizzazione! Il presidente è tutto sommato entrato da poco nell’agone, e non ha manco inziato a farsi le ossa che già a novembre dovrebbe lasciare. E di questo, chi dice di essergli vicino, non è però del tutto convinto, qualcuno lo ha sentito sussurrare (l’amico, non il presidente) “questo poi dipende da tante cose”.

Va da sé che gli equilibri sono tantissimi e immaginare da qui a novembre le dinamiche non è cosa facile, ci mancherebbe, però se Cicala non lascia, come si fa a eleggere Presidente del Consiglio regionale Baldassarre? O Quarto? Le indiscrezioni ci stanno, quindi fino a novembre può accadere di tutto. Sono tante le situazioni. Del resto non dimentichiamo che nel mese di ottobre ( leggi qua l’articolo ) quando si parlava insistentemente di un rimpasto corposo, il primo a dire “no” fu proprio Cicala, nelle vesti di “pacificatore” tra soggetti che manifestavano turbolenze interne alla Lega.

Carmine Cicala

Il Presidente Carmine Cicala

Intanto, registrata (ma forse non metabolizzata) la mancata nomina del senatore Pasquale Pepe a Sottosegretario in tempi immediatamente successivi alla fuoriuscita del Capogruppo Tommaso Coviello, si registra una ripresa dell’attivismo leghista all’interno del partito, quasi come se questi due eventi rappresentassero una spinta in più per lavorare in maniera più determinata e determinante per portare a casa un buon risultato politico. Una nuova maturità. Due fattori che se all’occhio esterno sembrerebbero perniciose negatività, si stanno rivelando invece elementi di collante per una ritrovata unità, come sostiene qualche autorevole rappresentante leghista: resilienza politica praticata e applicata.

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