Il Presidente a fronte di un esito incerto del voto sulla sfiducia in Consiglio regionale potrebbe giocare d’anticipo e mettere in imbarazzo i partiti e quei Consiglieri non sicuri della loro rielezione

di Angelomauro Calza

L’intensa attività epistolare di ieri tra i vari rappresentanti dei partiti della maggioranza in Consiglio regionale, consistente in una ridda di comunicati stampa e di dichiarazioni, alla fine non ha prodotto alcunchè, se non una certezza: …l’incertezza!

Un momento di una seduta del Consiglio regionale

Essì, l’incertezza dell’esito del voto in Assemblea sulla sfiducia a Bardi al momento è l’unica cosa certa. E le voci e le indiscrezioni su chi potrebbe votarla o non votarla, su chi potrebbe decidere di uscire dall’aula al momento del voto, su chi sarebbe disposto a cambiare idea “a patto che…” continuano a inseguirsi, a giocare ad acchiapperello prima, a moscacieca poi. Moscacieca, sì. Questa la sensazione di quel che sarà domani la partita in Consiglio regionale. Fratelli d’Italia ieri ha sostanzialmente ribadito la sua richiesta: due assessori. E senza possibilità di contrattazione alcuna.

Giuseppe Moles e Vito Bardi

Giuseppe Moles e Vito Bardi

Bardi si trova ora praticamente stretto in una morsa. Quarto gli ha notificato che i Consiglieri di FdI voteranno in favore della sfiducia, ma che lascia ancora per qualche ora la porta aperta alla soluzione, ma sempre a patto che in Giunta siedano due meloniani. Moles nel ribadire che ritiene fondamentale che Bardi prosegua nel suo mandato guidando una Giunta di centrodestra, rimette però a lui ogni valutazione e decisione Infine Marti che invita tutti ad onorare il  mandato ricevuto dall’elettorato ricostituendo l’unità del centrodestra. E’ in questa situazione che Bardi domani dovrà affrontare il voto in aula? E con quale spirito?

Piergiorgio Quarto

Piergiorgio Quarto

Ovvio che appare evidente quanto il problema reale non sia se domani passerà o meno la mozione di sfiducia, (perché se non passa la strada futura è già tracciata e non serviranno Tom Tom per non perdersi)! Il problema o i problemi sorgeranno laddove, in un modo o nell’altro, la mozione non dovesse ottenere la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Consiglio (e non dei presenti): che futuro ci troveremmo a dover/poter predire o ipotizzare e poi vivere? Se si è tangibilmente in assenza di una intesa forte, strutturale, convinta e praticata, non legata ogni volta a umori e situazioni contingenti di singoli soggetti, che si fa? Si iscrive a bilancio la spesa per bombole d’ossigeno e antistress da somministrare di continuo al Presidente? Col rischio che assorba buona parte dei Pnrr o dei Fondi comunitari? E poi che senso avrebbe ricevere una “non sfiducia” per poi continuare nei fatti ad essere sfiduciato? E non è allora forse il caso che Bardi… si desse fiducia da solo? Rimarcasse fiducia in sè stesso?

Il Sen. Roberto Marti, Commissario della Lega in Basilicata

Il Sen. Roberto Marti, Commissario della Lega in Basilicata

Ecco che allora la soluzione potrebbe essere davvero nelle sue mani, nel contempo la più semplice e la più eclatante: giocare in contropiede,annunciare di presentare prima del Consiglio le proprie dimissioni. Metterebbe così politicamente in un angolo maggioranza e opposizione, e di fronte alla realtà che potrebbe prospettarsi per lui quelli che hanno dichiarato di votare per la sfiducia con baldanza, per apparire, nascondendo quelle gambe che però facevano “giacomogiacomo” per la paura di dover affrontare nuove elezioni senza sicurezza di rielezione. Cosa accadrebbe? Beh, che le gambe a questi soggetti potrebbero venire proprio a mancare, ma che innanzitutto il centrodestra (più che gli altri) sarebbe obbligato a porsi seri interrogativi sul da farsi. E poi che Bardi si ritroverebbe nella posizione più vantaggiosa di tutti: si mette là, seduto buono buono, tranquillamente ad aspettare che le dimissioni diventino esecutive, tanto che gli frega? Il suo futuro se anche non fosse più legato alla politica potrebbe essere fatto di tantissime altre opportunità o anche di riposo assoluto. Se così non fosse, cosa più realistica, sarebbe a quel punto lui a valutare le offerte che gli verranno proposte per convincerlo a ripensarci e ritornare ad occupare il suo posto fino al 2024. Sì, secondo me ci sta pensando davvero.

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