Dopo l’approvazione del bilancio poche certezze e tanti interrogativi sul futuro. Bardi in Consiglio tende la mano, Cicala replica e rivendica più sostegno economico al suo assessorato
di Angelomauro Calza
Le cronache hanno ormai riportato l’andamento della discussione nell’ultimo Consiglio regionale, inutile essere ripetitivi, ragioniamo per ipotesi, allora, sul futuro del Governo regionale.

Carmine Cicala e Francesco Lollobrigida
E’ necessario però partire da due episodi. Il primo: la parte della relazione del Presidente Bardi riguardante la posizione contraria al bilancio dell’assessore Cicala, quando sostanzialmente ha detto che pur essendoci state animosità e turbolenze solo in parte e temporalmente sopite grazie all’intercessione degli Stati maggiori romani soprattutto odi Fratelli d’Italia, importante era procedere con serenità.

Il Presidente Vito Bardi
Napoletanamente: chi ha avuto ha avuto avuto, chi ha rat’ ha rat’ rat’, scurdammoce o’ passato, simm’ ‘e Napuli paisà! A dire: lasciamo da parte le polemiche dei giorni scorsi, ricomponiamo i rapporti e procediamo tutti insieme come se niente fosse. Secondo episodio: la replica dell’assessore Cicala, che in segno di distensione ha offerto fragole ai Consiglieri prima che iniziasse la seduta e che ha, dopo Bardi, insistito nel voler intervenire comunque, per rivendicare il suo giudizio sul bilancio per la parte riguardante i fondi all’agricoltura, ribadendo che sono insufficienti per poter espletare al meglio il mandato. La replica – riportano i bene informati – ha mandato su tutte le furie il Presidente Bardi, tanto da non rispondere al telefono a una successiva chiamata di Cicala e a non ricevere lo stesso che voleva fargli, poco dopo, dono di una cassetta di mele in segno di amicizia, come a dire che una cosa sono le azioni politiche, un’altra l’amicizia e la stima personale. Questi due episodi, quindi, alla base della volontà di Bardi – sempre raccolta come indiscrezione – di decidere di fare a meno della presenza in Giunta di Cicala.
E qui iniziano ipotesi, ragionamenti, possibilità sul futuro prossimo dell’Esecutivo. Cosa accadrà? Come già scritto in passato, in fin dei conti la soluzione più indolore sarebbe quella di un Presidente che approfitti magari del ponte del Primo maggio per far sbollire la rabbia una volta di più e continuare con l’attuale assetto senza colpo ferire. E gli altri assessori cosa direbbero, però? Erano già agguerriti fino a prima del Consiglio e solo l’intermediazione di Bardi ha provveduto a far sì che accettassero la posizione espressa in Assise dal Presidente. Sarebbero disposti ora ad accettare una seconda posizione da buon pater familias? Altra ipotesi: il ritiro della delega a Cicala. Il 30 ottobre del 2023, scorsa legislatura, Bardi ritirò la delega all’assessore Merra, con cui era pure entrato in contrasto, nel giro di poche ore, per di più durante un week end. Non aspettò, non lasciò decantare la cosa. Con Cicala non ha ancora agito: un motivo ci sarà. Tentativo di ricomporre? O altri fattori? E quali? Proviamo a immaginare. Il primo: sostituire l’assessore con chi? Non è un sindaco di piccolo comune, lo abbiamo già scritto, non decide autonomamente, il nome dovrebbe indicarlo Fratelli d’Italia.

La Giunta regionale
E qui entrano quindi In gioco i rapporti interni al partito. In tanti aspirano, non è che l’atmosfera interna a Fd’I possa essere definita serena, più di uno vorrebbe (e non solo da ora) a un posto in Giunta. Non è una situazione facile da gestire e forse, in questo caso, potrebbe essere ancora una volta Roma a dover districare la matassa. Secondo: potrebbe Bardi approfittare del momento per far decadere la Giunta salvo rinominarla in brevissimo tempo? Una soluzione di bon ton? Evvabbè, poi magari Forza Italia indica di nuovo Cupparo, la Lega Pepe, Polese Mongiello, e Fratelli d’Italia? si ripeterebbe la stessa situazione con gli stessi enigmi, le stesse incertezze del primo caso. Terzo: poniamo che oltre Cupparo e Pepe anche Fratelli d’Italia indichi senza problemi due nomi tra cui non figuri Cicala, potrebbe sorgere un problema Mongiello? Certo che sì se guardiamo alle prossime elezioni Politiche. Converrebbe a Bardi e al centrodestra riassegnare una delega che sarebbe di Orgoglio Lucano, sì, ma che in realtà rappresenterebbe di Italia Viva? Quel partito che ha già scelto per bocca di Renzi di correre con il centrosinistra? Converrebbe assegnare una postazione di prestigio consentendo di fare campagna elettorale per il centrosinistra da assessore con conseguente evidente danneggiamento del centrodestra sotto il punto di vista dei consensi? Anche se Polese e Mongiello al tirar delle somme sono sempre stati tra i più fedeli al Presidente? Non lo sappiamo. Stimoliamo solo una riflessione in tal senso. Ultima domanda: e se Bardi, che proceda solo nei confronti di Cicala o faccia decadere l’intera giunta, da Fratelli d’Italia dovesse ricevere di nuovo il nome di Cicala? Che succede? Di certo la situazione crea non pochi imbarazzi a un Bardi che lucanamente parlando si starà interrogando: “come l’amma cern’ sta’ farina? ”

