Se confermate le voci di un passaggio da Fd’I alla Lega cambierebbero i rapporti di forza e non reggerebbero più gli ultimi accordi romani. Per l’elezione del Presidente della Repubblica sicuri solo Bardi e Cicala, ma nel passato nessuno dei grandi elettori designati dalla Regione è poi più ritornato alla Camera da eletto

di Angelomauro Calza

 

Ma vuoi vedere che Giovanni Vizziello toglierà Vito Bardi dagli impicci legati al rimpasto della Giunta regionale? Ronzano, ronzano come una zanzara di notte nella stanza: ti ha punto e tu ti svegli, la senti, ma non la vedi. E il nervosismo sale…Sò proprio fastidiosi stì impicci. E lo affliggono da settimane!  E chi ti aiuta? Chi ti porge la pantofola per schiacciare la zanzara?

Giovanni Vizziello

Sì, lui: proprio “quel” Giovanni Vizziello, quello che da tempo vive un rapporto con il Presidente deteriorato per via di alcuni suoi comportamenti che evidentemente hanno urtato il filianpartenopeo. Parliamoci chiaro, se davvero Bardi si aspettava aiuto per uscire dall’intricata situazione politica di sicuro non ha mai pensato che – sia pur indirettamente – l’aiuto gli sarebbe venuto da chi meno te lo aspetti, a sorpresa: dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale. Ma cosa è accaduto di preciso? O, meglio, cosa sta accadendo? Beh, in buona sostanza, per il rimpasto, quel che avevamo avuto l’ardire di prevedere nell’ultimo articolo scritto nel merito, il 19 dicembre (leggi qua l’articolo del 19 dicembre): non accadrà nulla, tutto resterà così come è ora, senza uscite e senza entrate, ma soprattutto senza stravolgimenti dei rapporti numerici in seno alla Giunta.

Il Presidente del Consiglio regionale di Basilicata, Carmine Cicala

E poiché i fatti della Giunta sono legati a filo doppio con quelli del Consiglio, è probabile che alla riconferma degli assessori segua anche quella di Presidenza e Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Tutto parte dal fatto che voci sempre più insistenti danno il Capogruppo di Fratelli d’Italia, Giovanni Vizziello, in uscita dal partito della Meloni e in avvicinamento stretto alla Lega di Salvini: delusione? Amarezza? Incomprensioni? Boh? Per ora sono solo voci, insistenti, sì, ma voci, e per questo destinate a spegnersi o a essere confermate da una comunicazione ufficiale del Consigliere. E’ ovvio che se ciò dovesse accadere  i mutati rapporti di forza in Consiglio giocherebbero a tutto favore di una revisione degli accordi (peraltro mai smentiti, ma manco mai ufficializzati) che prevedevano la cessione di un assessorato da parte di Forza Italia in favore di Fratelli d’Italia: perché ora si dovrebbe premiare un partito che da quattro rappresentanti in Consiglio è sceso a tre, al pari dei forzisti? E poi con la Lega che acquisterebbe invece più forza? Mannò, dai, non si può!

L’assessore Rocco Leone con il consigliere di Forza Italia, Franco Piro

Ecco allora che per Leone e Cupparo rientra l’allarme, così come a questo punto rientra anche per Donatella Merra, certa che se così stanno le cose anche per Carmine Cicala (potenzialmente indicato per sostituirla) non dovrebbero esserci al momento grossi problemi, essendo più certa una sua riconferma a Presidente che una trasmigrazione in Giunta. E a questo punto anche le legittime rivendicazioni e proteste di Franco Piro assumono le sembianze di prese di posizione rese sterili dagli eventi.

Marcello Pittella (ph. G.Silvano)

E così Vito Bardi potrà finalmente dedicarsi ad altro, a cose che attengono più all’esercizio del ruolo di Presidente della Regione che non alle beghe legate alla conquista o alla perdita di postazioni di comando. Intanto lunedì ci si riunisce per votare chi rappresenterà la Regione alle votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica. Certi sono soltanto i Presidenti Vito Bardi e Carmine Cicala, per il terzo si fa il nome anche di Marcello Pittella, ma ancor di più di Roberto Cifarelli, entrambi PD: Marcello Pittella però ha già votato una volta, da Presidente della Giunta, quando fu eletto Mattarella, quindi potrebbe lasciare spazio al compagno di partito. Certo, bisognerà fare i conti anche con la superstizione, perchè tutti i rappresentanti lucani che hanno preso parte nel passato alla votazione e che sono entrati nell’emiciclo, poi… non ci sono più ritornati: come una maledizione che incombe sui grandi elettori lucani. Tutti quelli che hanno avuto l’onore di votare per un Presidente della Repubblica, successivamente candidati alla Camera o al Senato non sono mai stati eletti: come dire “vedi la Camera e poi muori” (politicamente, ci mancherebbe. Sì, vabbè, cè stato Gianfranco Blasi, ma è solo l’eccezione che conferma la regola). Ora bisogna solo chiedersi se Bardi, Cicala e chi sarà designato come terzo votante abbiano anche intenzione di candidarsi in futuro al Parlamento e, soprattutto, se e quanto sono superstiziosi. Intanto…carpe diem!

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