I social impazzano tra nomi, caricature, battute e malfamazioni: è la campagna elettorale del futuro che si incarna in malo modo nel presente.
di Angelomauro Calza

Farmarxista

Farmarxista

I candidati corrono in cerca di voti e l’ironia li rincorre sui social. E così come non cogliere e riportare la vignetta di autore anonimo che gira in rete e che definisce il candidato Presidente del centrosinistra, Carlo Trerotola, “Farmarxista”? chiaro il riferimento all’ormai stantìa questione dell’appartenenza storica della sua famiglia al centrodestra. Evvabbè, ma se allora le cose stanno così, ed ora è un “Farmarxista”, prima cos’era, un “Farmascista”? Siamo certi che se glielo  chiedessimo, lui risponderebbe alla Totò, che di fronte alla domanda se fosse fatalista, pessimista o esistenzialista, rispose candidamente: “veramente sono farmacista”! E quello proprio un farmacista ci voleva per dosare in maniera equilibrata umori, “pensieri, opere e… dimissioni “(!) all’interno del centrosinistra. Un centrosinistra che potrebbe avere la sua forza maggiore proprio nella competizione tra candidati interna alla coalizione. Un esempio su tutti: come si può non pensare che l’agonismo finalizzato a dimostrare chi ha più forza a Ruoti tra Angelo Salinardi con la Lista del Presidente, Anna Maria Scalise, sindaco del paese, con Comunità democratiche e Franco Gentilesca con i progressisti per la Basilicata non si traduca in un aumento dei voti complessivi di ciascuno in favore della coalizione? E come non pensare che l’antagonismo tra Marcello Pittella e Piero Lacorazza e – perché no? – i Progressisti per la Basilicata non possa che portare più acqua al mulino, a beneficio di quel centrosinistra che solo due mesi fa era dato per spacciato e che ora invece sembrerebbe essere ritornato ad essere il nemico da vincere?

il generale Vito Bardi

il generale Vito Bardi

E in questa che viene considerata una delle più “cruente” battaglie elettorali, ecco che laddove il centrosinistra ha ritenuto opportuno e spendibile un farmacista “equilibratore” e pacato, espressione della società civile, il Centrodestra ha individuato in un militare, un” comandante” ( non solo generale) il candidato Governatore giusto per tenere a freno i bollenti spiriti all’interno della coalizione, prima ancora che lanciare l’offensiva ad un sistema criticatissimo e finito sotto i riflettori delle ire popolari da mesi, facente capo al centrosinistra. Un candidato Governatore che qualche poco corretto “animale da tastiera” sta calunniando sui social diffondendo articoli di giornale che si riferiscono al 2014 spacciandoli per attuali, e che gettano discredito su una persona che, coinvolta suo malgrado anni fa in una vicenda di cronaca, ne è uscito più che riabilitato,  candido come la neve. Anche per il Centrodestra vale lo stesso discorso della competizione interna che potrebbe e dovrebbe aumentare i consensi alla coalizione.

Il Prof. Valerio Tramutoli, candidato Presidnete per La Basilicata Possibilev

Il Prof. Valerio Tramutoli, candidato Presidnete per La Basilicata Possibile

A tirare il gruppo in salita (perché il centrodestra parte da una base di consensi non certo confortante rispetto al M5S) è la Lega con il duo Fanelli-Cappiello, rispettivamente a Potenza e Matera, che vuole dimostrare come anche in Basilicata sia in netta crescita, seguita da Forza Italia e Fratelli d’Italia, con la Lista Bardi e IDeA che pure si sono ben strutturate con candidati radicati sul territorio. Rispetto al Centrosinistra, però, l’impressione è che alcuni cambi di casacca tra un partito e l’altro all’interno della stessa coalizione giovino in maniera relativa, lasciando prevedere un aumento o una diminuzione di voti tra le formazioni in campo, ma non un recupero sostanziale a beneficio di tutti. Questo ovviamente riferito all’esistente, mentre ampi sono i margini di consenso che ampliano sicuramente il perimetro del pozzo cui attingere.
Evvabbè, ma allora tutti aumentano? E i Cinque Stelle? E la lista Basilicata Possibile? Sì. Tutti aumentano. E Tramutoli potrebbe (sarà così) sottrarre un bel po’ di voti alla sinistra, che probabilmente senza di lui avrebbe davvero potuto contare su una vittoria già in tasca nonostante tutto. Aumentano. Tutti. Tranne il Movimento Cinque Stelle, sembrerebbero dire i sondaggi.

Antonio Mattia - foto Luisa Calza

Antonio Mattia – foto Luisa Calza

Ma è cosa possibilissima: tutti aumentano perché aumenta il partito della partecipazione al voto. Il Movimento Cinque Stelle anche in Basilicata sembra soffrire il male ormai conclamato: la mancanza di radicamento sul territorio, romacentrico, che non può cavalcare un’onda se non per il tempo che la stessa onda impiega per infrangersi sulla spiaggia o sugli scogli.