Soluzione interna, come già preannunciato: prevalgono le ragioni di un dirigente preparato, lucano, ma avulso dal “sistema Basilicata”. Ora resta solo da nominare il nuovo capo del Dipartimento della Presidenza: il tormentone delle Feste natalizie è servito

di Angelomauro Calza

 

Da ieri sera è ufficiale: il dopo-Grauso si chiama Michele Busciolano, e proviene dal Dipartimento Ambiente, dove svolgeva le funzioni di Direttore generale.

Michele Busciolano, neo Capo di Gabinetto del Presidente Vito Bardi

Prima di parlare di lui e della sua nomina, è bene dedicare uno spazio a quel nome che per molti giorni è stato accostato alla funzione da attribuire, anche se non si è mai saputo chi, come e perché lo abbia tirato fuori dal cilindro, arrivando persino a pensare che il suo nome in giro lo abbia messo lui stesso: Gianpiero Perri. E’ conosciutissimo, sono ben noti a tutti la sua competenza, i suoi trascorsi e la sua trasversalità politica. Ma allora, se in Basilicata è conosciutissimo, che problema c’era? Non può certo essere perchè è conosciutissimo anche a Roma, no? Sarebbe mice che questo fatto abbia rappresentato una diminutio?

Gianpiero Perri

Gianpiero Perri

Non può essere. Può mai esistere che uno è talmente conosciuto che una sua nomina a Capo di Gabinetto non sarebbe stata inosservata? Può mai essere che a Bardi sia stato fatto in qualche modo intendere che l’avrebbe fatta a suo rischio e pericolo? Magari perchè avrebbe messo a rischio la tenuta di tutta la maggioranza? Maggioranza che quindi non l’avrebbe di certo fatta passare in silenzio per ragioni prettamente politiche e non certo per qauestioni legate alle competenze o ad altro? Ma allora, se avesse proceduto con siffatta nomina, per Bardi sarebbe stata una sorta di cupio dissolvi? Un mezzo per lasciarsi andare lentamente, fino anche all’abbandono dell’impegno? Impossibile, perché l’impegno assunto sin dal momento dell’accettazione della candidatura a Presidente della Basilicata Bardi vuole fermamente continuare ad assolverlo, ma è ovvio che in questo senso non poteva quindi nominare come suo primo uomo di fiducia degli affari legislativi una persona invisa al resto della maggioranza. Ma poi… invisa perché? Forse per trascorsi di ordine personale, comportamenti e scelte? Forse perché per sue indubbie capacità ha vissuto per, in e tutte le ultime stagioni politiche in qualche modo e in modi diversi da protagonista? Boh, non lo sapremo mai. Di sicuro però per la politica Grauso, per carattere, per formazione e per estraneità al contesto sociopolitico lucano, ha svolto una funzione di garanzia, sia per la maggioranza che per l’opposizione. Ma allora non mi si venga a dire che qualcuno ha pensato che Perri, soprattutto agli occhi della politica e dei partiti (tutti), non avrebbe avuto queste caratteristiche? Che sarebbe stato a giudizio di questo stesso qualcuno magari anche una mina vagante e per questo non super partes? O almeno nella misura in cui il ruolo richiede? Solo così troverebbe giustificazione la voce che una sua nomina, fortemente osteggiata anche da Roma e proprio dal gotha di Forza Italia, avrebbe potuto innescare ripercussioni serie sulla tenuta della compagine di governo della Basilicata.

Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

Allora, lasciando in piedi tutti gli interrogativi sopra esposti e dando per scontate alcune risposte, ecco che la nomina di Michele Busciolano trova una sua ragion d’essere naturale, quasi obbligata. Noi l’avevamo scritto nella immediatezza delle dimissioni di Fabrizio Grauso: “pare che Bardi non escluda una soluzione interna, e che a prendere il posto di Grauso sia quindi un Dirigente già in servizio presso uno dei Dipartimenti della Giunta vedi clicca qui). A dire il vero conoscevamo già anche chi fosse, ma non sembrava corretto scriverlo subito, in quel momento: anche la politica ha i suoi tempi e vanno rispettati, perché spesso si corre il rischio di bruciare un nome che invece magari merita (come in questo caso) il massimo rispetto. E perché si ipotizzava già Michele Busciolano come successore di Grauso?

l’ex Capo di Gabinetto del Presidente Bardi, Fabrizio Grauso

Beh, il primo elemento è che con Grauso stava già lavorando, aveva collaborato sin dall’inizio. Conosce la macchina amministrativa regionale, ha condiviso alcuni nuovi (rispetto al passato) metodi di lavoro, soprattutto nella delicata funzione di mediazione nei rapporti interni con soggetti politici e amministrativi, ha lavorato molto fuori regione accumulando esperienze esercitando ruoli avulsi e diversi da quelli del “sistema Basilicata”, e quindi assicura la giusta continuità, il giusto dopo-Grauso in quanto, pur lucano, non fa parte del “mondo lucano”. Infine come non pensare che lo stesso Grauso non abbia svolto fino all’ultimo con coscienza e coerenza il suo incarico? Come non pensare che una indicazione pur minima sul nome del suo successore non l’abbia suggerita al Presidente Bardi? Ovviamente consapevole della discrezionalità e della irrinunciabile prerogativa presidenziale della scelta finale? E che lo abbia fatto nel suo stile, senza criticare alcuno, ma mettendo invece in luce le doti personali del soggetto indicato quale sua vera forza, non gettando discredito su altri pretendenti? Può essere? Beh, perché no? Quando si spazia nel mondo delle ipotesi, tutte le ipotesi vanno prese in considerazione. Infine: ma se le considerazioni, gli interrogativi, i dubbi (ripeto, solo politici) su Gianpero Perri dovessero trovare in qualche modo conferma, il ragionamento fatto per la sua nomina a Capo di Gabinetto sarebbe ugualmente valido e applicabile anche per la nomina “di riserva”, cioè quella a Capo Dipartimento della Presidenza, quando la dottoressa Lavieri avrà lasciato libero il posto per pensionamento? Sarà questo probabilmente il tormentone natalizio di qualcuno? Eggià perché gli aspiranti non sono poi pochi.

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