In Basilicata potrebbero aprirsi scenari che Angelomà aveva già ipotizzato 15 giorni fa. Nulla può essere al momento escluso, ma  la parola d’ordine adesso è fronteggiare l’emergenza Covid-19. Prospettive preoccupanti per il Partito Democratico lucano

 

di Angelomauro Calza

Finchè si scherza si scherza, ma la situazione alla Regione Basilicata è in fieri, si aprono scenari nuovi, che quindici giorni fa avevamo solo ipotizzato, e che vedono un pezzo di maggioranza irrequieta sempre più corpo estraneo della coalizione.

il Consigliere Massimo Zullino

il Consigliere Massimo Zullino

Parliamoci chiaro: il tanto amato BraccoBardi Show che tanto successo riscuoteva un anno fa non fa più divertire, pare stia attraversando un momento di crisi, non latente o asintomatica, no: manifesta. Zullino inizia ad essere irrequieto, in conversazioni con i suoi compagni di partito pare che non le mandi a dire, e se nulla sottace è sicuramente perché ha il placet di parte del suo partito (o diventerà questo elemento di spaccatura tra lui, Cicala e Merra e – dall’altro lato – Pepe, Fanelli e Sileo?). E allora la questione non è più solo un fatto personale, ma politico. Però Bardi ostenta sicurezza, forse spazinentio, ma per niente intimorito dalla Lega e dai suoi rappresentanti in Consiglio: e se non lo è sicuramente è perché ha anche lui il placet di Forza Italia (invece compatta) a non lasciarsi intimorire. La “questione Barresi”, al di là dei risvolti legali, sembrerebbe essere stata la soluzione giusta per togliere le castagne dal fuoco sia alla Lega che a Forza Italia (con Fratelli d’Italia e IDeA quantomeno titubanti, che per ora sembrerebbero stare alla finestra).

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

Avevamo scritto il 10 aprile: “ (…) La questione è politica e strategica insieme, e di più largo respiro. A parte gli ammiccamenti prima timidi (del centrosinistra ndr) poi sempre più evidenti nei confronti del Presidente Bardi, che pure potrebbero apparire prodromo necessario per l’assegnazione di incarichi più o meno importanti, resta la questione delle vicende nazionali, con Renzi che da qualche mese sta tentando di instaurare rapporti politici con il partito di Berlusconi. Ma può funzionare? C’è bisogno di un terreno di prova. E quale migliore humus della Basilicata, dove la Lega scalpita e incalza un Presidente forzista, volenteroso di fare, ma che sta rivelando ogni giorno di più le sue debolezze legate a una sostanziale e incolpevole mancanza di esperienza politica? Accade che Braia e Polese, uno del PD, l’altro di Avanti Basilicata, approdino alla corte di Renzi. Sembra strano che ciò sia avvenuto senza la benedizione di Marcello Pittella che, volenti o nolenti, resta il dominus delle politiche del centrosinistra alla Regione e forse non solo. E sembra ancor più strano che Polese e Braia abbiano abbandonato all’improvviso il loro leader di riferimento, lasciandosi andare a quello che voleva sembrare un atto di ribellione e abbandono nei confronti di Marcello Pittella: negli ambienti politici non ci ha creduto infatti nessuno. E arriviamo a oggi, dopo una serie di azioni dei consiglieri dell’opposizione che proprio opposizione non sembrerebbe, l’ennesima esca. (…) anche l’opposizione non sfugge alla regola del proporre di cambiare tutto per non cambiare niente. La proposta del centrosinistra di indicare “con forza” a Bardi ben 100 punti imprescindibili per la gestione dell’emergenza (…) sa tanto di Gattopardo e di puntello ad un traballante Presidente che però se traballa… traballa più per le critiche di suoi alleati che non per l’azione di contrasto dell’opposizione. L’esperimento alleanza Forza Italia-renziani in chiave anti-Lega è già iniziato? Sembrerebbe di sì. Cosa dice Forza Italia? Prudentemente e strategicamente tace…”. vedi  Ecco: tace.

Renzi e Berlusconi

Renzi e Berlusconi

Ancora oggi dopo le dure parole di Zullino.  Ma perché? Perché è la contingenza a consigliarlo, e stavolta la strategia più che gli ordini di partito. L’opportunità. L’arguzia e l’astuzia suggerite e da praticare per il buon fine del progetto. Ma perché? Forse perchè ormai non più probabilmente, ma quasi sicuramente laddove a livello nazionale dovesse compattarsi la coalizione che ha consentito a livello europeo la elezione di Ursula von der Leyen a Presidente Europeo, così come lascerebbe intuire il comportamento di Berlusconi, l’intesa tra Italia Viva a Forza Italia sarebbe realtà? Una conseguenza anche del fatto che tra Matteo e Silvio ci fosse empatia e che fosse risaputo sin dai tempi in cui Renzi era sindaco di Firenze e accettò l’invito a cena di Berlusconi ad Arcore? E forse perché anche il Covid-19 e l’app “Immuni” parrebbero far parte del progetto, se è vero quel che ha scritto “La Verità” la scorsa settimana, e cioè che i creatori dell’applicativo sarebbero legati sia al cavaliere che all’uomo che venne da Rignano? E forse perché anche la Basilicata sarebbe coinvolta? Ed è vero che lo sarebbe perché (ma nulla di male ci sarebbe dal punto di vista della legittimità e della legalità dell’operazione, sia chiaro) parrebbe che anche una cordata di società lucane interessate allo sviluppo dell’app per conto della Regione Basilicata abbiano riferimenti molto vicini alla componente nostrana di Italia Viva rappresentata anche in Consiglio regionale? Ma e’ vera questa cosa? Non si sa, ma in giro si dice, e se pure fosse?

Marcello Pittella

Marcello Pittella

Ecco, dalle risposte a questi interrogativi potrebbe costruirsi una congerie di elementi che, collegati tra loro, porterebbero a ipotizzare che, se non a breve e all’improvviso, ma quasi certamente al termine dell’emergenza si renderà necessario un chiarimento politico all’interno della maggioranza che potrebbe sfociare in una crisi. Una crisi con la risoluzione già scritta: la sfiducia a Bardi. Sì, ma con il Genereale ben saldo in sella a scrutare imperioso la fuoriuscita della Lega dalla maggioranza e quindi dalla Giunta. Intanto Mario Polese, esaurito il suo ruolo di “lepre” si lascerebbe superare in pista (come progettato) dall’entrata in Italia Viva di Marcello Pittella che si porterebbe appresso anche Roberto Cifarelli, e quindi ecco bell’e pronto il rimpiazzo degli assessori leghisti con  esponenti renziani, e la sostituzione del Presidente del Consiglio regionale (probabilmente) con uno dei Consiglieri eletti con il Movimento Cinquestelle (a chi converrebbe, vista la debacle del movimento, continuare nella stoica resistenza al fascino della poltrona?).  E Carlo Trerotola? Beh, anche se gli contendeva la Presidenza della Regione, da Consigliere regionale non è mai stato pregiudizialmente contro Bardi: è uomo di ponderazione, uomo di quella governabilità in favore della gente che prevale sugli interessi altri. Ed ecco allora che da “Van der Leyen” a “Bardi en plein” il passo è breve: La Basilicata come l’Europa! La nuova Giunta possibile? Beh, semmai la “Fanta Giunta”. Eccola: Bardi Presidente, Leone opportunamente trasferito dalla Sanità alle Infrastrutture, Cupparo e Rosa saldamente ai loro posti, Pittella alla Sanità (i suoi ripetuti e recenti attacchi all’assessore alla Sanità Leone hanno più il sapore del voler prendere le redini di quell’Assessorato, piuttosto che un serio e doveroso esercizio di opposizione disinteressata) con in più la delega alla Vicepresidenza, mentre Braia andrebbe alla tanto sospirata Agricoltura. I numeri (anche con il dubbio IDeA) darebbero comunque ragione a Bardi, che manterrebbe la maggioranza. Anzi, laddove il M5S si insediasse alla Presidenza del Consiglio, addirittura (salvo dissidi interni) sarebbe ancora più forte, mentre in caso contrario passerebbe da 13 a 12 voti. Accadrà? Non accadrà? E, se sì, che fine farebbe il PD in Basilicata? Se si sapesse in anticipo anche i giornalisti sarebbero ridotti al mero ruolo di certificatori dell’avvenuto: diciamo che c’è chi ci spera, chi non se lo augura e chi dirà che sono tutte fandonie. Aspettiamo. Anche perchè ci sta un ulteriore elemento da considerare: quanto durerà la pazienza di Bardi?