Notizia del 1° aprile che ha del clamoroso: il voto del 24 marzo va ripetuto! Si ipotizza già la dara del 26 maggio in uno con le Europee e le Comunali. Varie le motivazioni. E’ stato dichiarato incostituzionale e perseguibile il fatto che gli eletti stiano chiedendo anche sui social indirizzo e numero di telefono di chi li ha votati per poter ringraziare consegnando di persona uova di pasqua  con sorprese a base di prodotti tipici. La Corte ritiene indispensabile dirimere la questione legata alle modalità di conteggio dei voti: discordanza di pareri nei sistemi di calcolo hanno portato gli Uffici preposti alle verifiche e alle successive proclamazioni degli eletti a convergere verso un salomonico annullamento del voto del 24 marzo, con ripetizione dello stesso il 26 maggio in concomitanza con le Europee e le Comunali. Stavolta però i dubbi sulle attribuzioni dei seggi dovrebbero essere fugati dalla preventiva emanazione di una circolare che ne stabilisca e chiarisca i criteri. La decisione ufficiale è attesa proprio per oggi, 1° aprile 2019. Pochi minuti dopo la mezzanotte di oggi, 1° aprile 2019, poi, la Corte di Castrazione ha ribadito in sentenza l’annullamento delle votazioni di domenica 24 marzo “per ingerenze prostatiche sulle operazioni ai seggi”. In particolare i giudici hanno dato ragione ai moltissimi anziani che hanno lamentato come artatamente gli sia stato impedito di esercitare il loro diritto di voto in quanto – sapendoli oppositori – sia su Potenza che su Matera in alcuni plessi di scuola materna dove erano insediati i seggi le toilette non erano conformi alle loro necessità: le tazze a disposizione erano a misura di bambini, per cui, non potendo sedersi per soddisfare loro frequentissime funzioni fisiologiche, hanno preferito rinunciare a votare piuttosto che rendersi protagonisti di brutte figure in pubblico o indossare il pannolone.