Possibile nuova maggioranza alla Regione Basilicata già dopo il voto del 21 settembre: via la Lega, dentro i Consiglieri dell’opposizione? Le ipotesi formulate sin da aprile trovano sempre più conferma nei fatti.

 

di Ghino di Punta

Solo lui mancava all’appello, ora c’è: Carlo Trerotola.

Carlo Trerotola scende in campo e difende Bardi

E vuoi vedere che il colpo stavolta la Lega lo accusa di brutto? Ora i numeri potrebbero darle torto: accadrà alla Regione Basilicata come accadde un anno fa a Palazzo Chigi? Sicura di essere numericamente determinante, la Lega si è ritrovata stordita e fuori da una maggioranza anomala, politicamente illogica, ma che fatalmente l’ha esclusa sai giochi di governo. E anche in questo caso specifico, se dovrà essere, alla Regione Basilicata non ci saranno accordi nazionali tra Berlusconi, Meloni e Salvini che tengano: sarà più determinante il rapporto Berlusconi-Renzi. Altro che 21 settembre Giornata della Pace!

Il riquadrino di Cronache Lucane di oggi in cui riprende Angeloma.it

E siamo contenti che finalmente anche Cronache Lucane si sia accorto che alla Regione Basilicata c’è la possibilità che dopo la tornata elettorale nasca una nuova maggioranza: lo stiamo scrivendo da mesi, siamo stati i primi, a volte con fatti e dovizie di particolari, a volte con un po’ di fantapolitica che non guasta mai, spesso con voci di corridoio raccolte, che sono poi quelle che contano davvero. E’ confortante trovare chi rema nella stessa direzione. Ora insieme aspetteremo gli altri. Intanto, per chi tra i lettori volesse rinfrescarsi la memoria, questi sono i link di riferimento: https://www.angeloma.it/politica/cicala-canta-italia-viva-polese-malaticcio-potrebbe-tornare-presto-tra-i-banchi-braia-invece-resta-dove-fino-al-termine-dei-30-mesi/

https://www.angeloma.it/politica/ecco-i-nuovi-assessori-regionali-dopo-lemergenza-il-probabile-bardi-2-cade-la-giunta-da-zullino-arrivano-segnali-pericolosi/

https://www.angeloma.it/politica/un-altro-sogno-il-sondaggio-alla-societa-a-irresponsabilita-illimitata-sconosciuta/

https://www.angeloma.it/politica/presidente-la-salviamo-noi-i-cento-punti-per-non-far-nulla/

Ma torniamo ai giorni nostri: si diceva della possibilità ormai temporalmente vicina di un rimpasto di Giunta, ma di quelli clamorosi, non di quelli che si fanno di routine per onorare una rotazione di incarichi assessorili frutto di intese e accordi preelettorali: no, qui la cosa è molto più seria! Qui si tratta di rimpasti trasversali, all’insegna di “facimm’ ammuina”, che mettono in discussione una intera alleanza, la tenuta di una coalizione che si è dimostrata fragile e cagionevole sin dai primi giorni, prima con schermaglie (subito sopite perché non politiche, ma sorte per la rivendicazione di rappresentanze territoriali) in fase di assegnazione delle deleghe, all’interno di Forza Italia, poi, a Giunta operativa, per mal di pancia interni alla Lega che hanno nel tempo assunto sempre più le sembianze di vere e proprie e dolorose coliche che hanno avuto ripercussioni sull’intera maggioranza, con la sola esclusione di Fratelli d’Italia, che sta là, con Gianni Rosa, imperturbabile e fedele difensore del Presidente Bardi.

Avevamo scritto di possibili, future e clamorose (ma non tanto) intese tra Italia Viva e Forza Italia, intese che partono da lontano, sin dal voto comune a Bruxelles in favore della elezione di Ursula von der Leyen a Presidente Europeo, insieme con una componente del Movimento Cinquestelle (che in Basilicata trova riferimento in Gianni Leggieri, che ha fatto subito l’occhiolino al Presidente Cicala, prodromo di future, possibili e pressoché sicure intese, vista anche l’impossibilità a ricandidarsi con il M5S). All’epoca lo scrivemmo: “ (…)così come lascerebbe intuire il comportamento di Berlusconi, l’intesa tra Italia Viva a Forza Italia sarebbe realtà? Una conseguenza anche del fatto che tra Matteo e Silvio ci fosse empatia e che fosse risaputo sin dai tempi in cui Renzi era sindaco di Firenze e accettò l’invito a cena di Berlusconi ad Arcore? E forse perché anche il Covid-19 e l’app “Immuni” parrebbero far parte del progetto, se è vero quel che ha scritto “La Verità” la scorsa settimana (mese di aprile 2020 ndr), e cioè che i creatori dell’applicativo sarebbero legati sia al cavaliere che all’uomo che venne da Rignano? E forse perché anche la Basilicata sarebbe coinvolta? Ed è vero che lo sarebbe perché (ma nulla di male ci sarebbe dal punto di vista della legittimità e della legalità dell’operazione, sia chiaro) parrebbe che anche una cordata di società lucane interessate allo sviluppo dell’app per conto della Regione Basilicata abbiano riferimenti molto vicini alla componente nostrana di Italia Viva? (…)”. E non si comprendeva anche la sterilità di una opposizione in Consiglio regionale lucano a tratti anche compiacente, a volte persino politicamente sospetta, da parte di Italia Viva nei confronti del Presidente Bardi.

Carmine Cicala

Carmine Cicala

E ipotizzammo di conseguenza anche uno scenario futuribile che vedeva il Presidente del Consiglio regionale, Carmine Cicala, della Lega, che (in vista di una possibile non attribuzione di un assessorato al termine del mandato da Presidente) si scambiava (novello emulo delle strategie espansionistiche di Churchill?) moine con Italia Viva in chiave prossime, lontanemanontanto, elezioni politiche: un aiuto al fratello, Amedeo? Il sindaco di Viggiano ha forse – dicno le capère valdagrine –  il desiderio di sedere alla Camera dei Deputati? Con qualunque partito, basta che è? E’ questo allora che mette i Cicala (soprattutto Carmine) in antagonismo con il senatore Pasquale Pepe? Intanto la Lega rivendicava in Regione un posto in più nell’Esecutivo in danno di Forza Italia, in virtù di una sproporzione tra voti ottenuti e rappresentanze in Giunta. In quelmomento si ragionava del fatto che a lasciare la delega fosse l’assessore Leone e non Cupparo, strategicamente, in chiave futura, proprio per evitare che Cicala espandesse i propri consensi nell’area di riferimento lasciata libera dall’assessore Cupparo, quella della fascia del Sinni e del Lagonegrese (la Val d’Agri è sostanzialmente divisa tra Cicala e l’on. De Filippo: con il passaggio ipotizzato ad Italia Viva e lo sconfinamento di Cicala nell’area di Cupparo, dove l’ex Presidente della Basilicata è già peraltro molto presente, il partito di Renzi sbancherebbe). Bene, cosa è successo nel frattempo? Molto sinteticamente: è accaduto che Bardi ha compiuto alcuni atti di fondamentale importanza per farci comprendere cosa potrebbe accadere in un futuro molto prossimo. La nomina a Direttore Generale del Crob di Rionero di un fedelissimo di Matteo Renzi, Gerardo Di Martino e la nomina a Commissario del San Carlo di Potenza di Giuseppe Spera, che di centrodestra sicuramente non è mai stato, efa parte di quella schiera (in parte dispersa) di tecnici apprezzabili per qualità ed autonomia,  ritenuti di marca poiché non si sono prestati ai voleri dei feudatari del PD. A fronte di questo, ecco che riceve e riceviamo un segnale recentissimo, la dichiarazione del Consigliere Carlo Trerotola, antagonista di Bardi nella corsa alla Presidenza della Regione, di poche ore fa: “Con senso di responsabilità, insieme

Il Presidente Bardi in azione prima della schiacciata decisiva

al collega Roberto Cifarelli, ho partecipato all’odierna seduta della III Commissione Consiliare, nella quale all’unanimità abbiamo approvato la proposta di legge “Misure di sostegno per l’acquisto della prima casa di proprietà” formulata dal consigliere Vizziello, che ha recepito anche gli emendamenti da me presentati per consentire che questo importante provvedimento diventi davvero un efficace strumento di aiuto per i diversificati nuclei familiari ed in particolare per le giovani coppie, che intendono acquistare un’abitazione. Alla riunione si è notata l’assenza d’importanti esponenti della Lega, solitamente presente con più consiglieri nelle riunioni di Commissione ed oggi rappresentata in solitaria dalla collega Dina Sileo.

Continua ad essere sempre più evidente lo sfilacciamento di una coalizione che, anziché fornire risposte concrete alle aspettative ed ai bisogni dei cittadini lucani, è divisa e litigiosa ed è tenuta insieme con lo sputo, solo in virtù delle appartenenze partitiche nazionali. Il Presidente Bardi prenda atto di questa sconfortante realtà e verifichi se una maggioranza sussiste ancora o se, per proseguire la legislatura, occorre intraprendere percorsi coraggiosi ed innovativi che antepongano le esigenze di sviluppo della Basilicata alle catene del posizionamento politico”.

Dina Sileo in uniforme Unitalsi, con un barelliere. Premonizione di soccorso politico?

Come dire che il fronte “antiLega” si allarga, e ci sono anche voci di un possibile riavvicinamento di Dina Sileo alla sua “casa madre”: del resto la sua amicizia con l’assessore Rocco Leone è sempre solida, e la Sileo sarebbe anche l’unica a poter salvare le quote rosa di una nuova giunta, visto che Gabriella Megale a Sviluppo Basilicata sta svolgendo un compito tanto importante quanto delicato e sarebbe cosa da pazzi spostarla a via Anzio senza avere pronta una valida alternativa. Trerotola e Cifarelli, che sono sempre rimasti avulsi dai ragionamenti sino ad ora fatti, sembrano quasi dire: “Bardi, vai avanti, che se ti serve anche noi siamo qua”.  Insomma, la nuova maggioranza potrebbe essere bella e fatta, e tutta in chiave anti Lega. Oh, sembra essere finita qua, ma manca un nome: Marcello Pittella. E come mai? Beh, di solito i registi stanno dietro le quinte a dirigere gli attori sul palco. Come finirà? I risultati del 21 settembre sanciranno la fine di questa maggioranza e la nascita di una nuova Giunta? O la Lega confermerà il suo suvccesso e sarà lei a dettare il rimpasto, magari chiedendo un assessore in più? E se Fratelli d’Italia dovesse confermare l’exploit preannunciato dai sondaggi attuali?

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