Nell’incontro a Roma, assente il Presidente, Forza Italia chiede di rinviare il riassetto a dopo il voto di fiducia e chiede che la maggioranza voti contro compatta. I meloniani rispondono picche e rilanciano: “prima i due assessori”

di Angelomauro Calza

E levte a’ camm’sella, a cammesella gnornò gnornò… Oh, ti torna in mente per forza stà celebre canzone popolare napoletana vecchia di 150 anni, sta filastrocca, stò “accunciamiento” come si dice in gergo partenopeo. Essì, perché la riunione dei rappresentanti dei partiti di maggioranza, ieri sera a Roma, ha assunto le sembianze dei quadretti che nel suo testo Luigi Stellato ha saputo così piacevolmente raccontare. Iniziamo dalla conferma di quel che avevamo anticipato ieri mattina presto: Vito Bardi alla riunione non c’era.

La Giunta del Bardi-bis

E vi diciamo pure che però era a Roma, per altre cose, sbrigate le quali era in attesa di notizie dell’incontro, per poter nel caso raggiungere gli altri e perfezionare l’accordo. Fatto sta che a un certo punto, non ricevendo comunicazioni, pare sia ripartito per Potenza senza vedere nessuno. E l’incontro? Cosa si sono detti e chi ci stava? Beh, erano presenti sia i coordinatori regionali che i delegati nazionali di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia a seguire la vicenda. L’incontro è iniziato con gli emissari forzisti di Bardi che hanno esposto la necessità che non passasse la mozione di sfiducia al Presidente, ed hanno quindi proposto e chiesto di impegnarsi tutti a votare contro. Una volta superato lo scoglio ci si sarebbe rimessi a tavolino per dare un nuovo assetto alla Giunta. Proposta rifiutata immediatamente da Fratelli d’Italia che ha rilanciato chiedendo che in Giunta entrassero due assessori meloniani. E pure subito, hanno insistito, ribadendo altrimenti il voto di sfiducia a Bardi in Consiglio. Per di più parrebbe che Fratelli d’Italia abbia anche quantomeno suggerito che uno dei due posti da assegnarle venisse tolto a Vincenzo Baldassarre, reo di aver abbandonato il partito in cambio della delega in un momento topico delle trattative. Si è discusso tanto, e per molto tempo, ma le posizioni non sono cambiate. Alla fine è stata notificata a Bardi la condizione di irremovibilità di Fratelli d’Italia e la conseguente proposta: due assessori. E i nomi li indica il partito e non Bardi.. Ora solo il Presidente potrà risolvere la situazione: accattare o no. E, se dovesse decidere di accettare, chi lascerà il posto ai due rappresentanti di Fratelli d’Italia, visto che a Roma è stato precisato che i nomi dovranno essere quelli che indicherà il partito e a Bardi non sarà data possibilità di scelta? E con Baldassarre come la mette? Per difenderlo potrà rinunciare sia ad Acito che a Bellettieri? E se no, ritorniamo alla riflessione di martedì scorso (leggi qua ): come farà a togliergli l’assessorato dopo che ha insistito con lui per averlo in Giunta chiedendogli di lasciare il partito? Insomma… cambiamo le parole di Stellato e lasciamo il senso: E levte doje assessori… doje assessori gnornò gnornò… (però alla fine… Ciccillo cuntento ha fatto quello che voleva). Il pallino ora è in mano a Bardi.

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