Il responsabile dell’organizzazione riesce a imporre una tregua almeno fino al 23 marzo. Ipotesi ripercussioni in Giunta regionale
di Angelomauro Calza
L’aggiornamento sulla riunione convocata d’urgenza da Giovanni Donzelli: ieri a Roma oltre ai componenti del Gruppo di Fratelli d’Italia della Regione Basilicata c’erano anche il segretario regionale, Piergiorgio Quarto, e l’assessore Carmine Cicala.

Carmine Cicala Assessore all Agricoltura
Proprio la sua dichiarazione in Aula sulla introduzione dell’indennità differita, in palese disaccordo con la proposta di legge varata dalla maggioranza e il voto invece favorevole dei Consiglieri del suo stesso partito è stato il motivo della “chiamata al chiarimento” del responsabile dell’Organizzazione del partito della Meloni. Indiscrezioni riferiscono di rimproveri di uno dei consiglieri per quel che riguarda la gestione delle acque lucane che avrebbero favorito la Puglia a discapito degli agricoltori del Metapontino. Situazione che parrebbe aver chiarito il segretario regionale intervenendo a difesa dell’assessore. Ma il fulcro della discussione è stato, come dicevamo, il comportamento di Cicala e degli altri Consiglieri regionali nell’ultima seduta consiliare. Senza ripetere le rispettive posizioni, con un volo pindarico arriviamo alle conclusioni della riunione.

Il segretario regionale di Fd’I Piergiorgio Quarto
Donzelli sarebbe riuscito nell’intento di riportare se non una pace almeno una tregua tra i due contendenti, ottenendo il cessate il fuoco almeno fino a dopo il referendum. Ha esercitato, come dicevamo ieri prevedendo sin dalla mattina il possibile esito dell’incontro, il riuolo del buon padre di famiglia. Le parti avrebbero acconsentito, quindi almeno fino al 23 marzo nulla dovrebbe accadere riguardo le voci di una possibile sostituzione di Cicala all’assessorato all’agricoltura e di Quarto alla Segreteria regionale. Che poi, a ben pensarci, agli osservatori questa vicenda, così come sta accadendo anche nel centrosinistra in casa PD, assume almeno all’apparenza più una questione di ricollocamenti, di legittime ambizioni personali nella convinzione di migliorare la presenza e l’azione politica di un partito, che non una sostanziale necessità di cambiamento. Ma tant’è, gli iscritti, i simpatizzanti, i cittadini, si aspettano un partito unito, che lavori in maniera armonica soprattutto al suo interno per poter meglio rispettare il patto con gli elettori, e non hanno certo voglia di assistere a bisticci che minano la credibilità di una forza politica. La constatazione che si stia perdendo progressivamente il primato dei partiti è sempre più deludente, c’è quindi bisogno di dare segnali forti e concreti di una fase di recupero dell’affidabilità alle scelte effettuate nelle urne e nel quotidiano. Una considerazione finale: la questione attuale in Fratelli d’Italia di sicuro non può circoscriversi al solo perimetro del partito, c’è il rischio che possa espandersi ai rapporti interni all’intera maggioranza. Eggià, perché la posizione di Cicala espressa in Consiglio non era contro il suo partito, ma contro un provvedimento condiviso dall’intera Giunta (sia pur con la titubanza di qualcuno) pur essendo il pensiero espresso dall’assessore sin da quando ricopriva il ruolo di Presidente del Parlamentino lucano. Potrà allora la tregua tramutarsi in pace? L’augurio è che si ritorni a lavorare in armonia, serenamente e portare avanti politiche condivise sia pur nel rispetto delle posizioni individuali di ciascuno.

