Non piace l’anatra zoppa al candidato sindaco del Centrodestra a Potenza. “Chi ha lasciato il centrosinistra per candidarsi a mio sostegno non lo ha fatto per il momento favorevole alla Lega, ma per me e per l’idea di città che abbiamo”

 

 di Angelomauro Calza

 Mario Guarente, candidato sindaco a Potenza per il centrodestra in quota Lega risponde ad alcuni interrogativi che i cittadini di Potenza si pongono da quando si sono chiusi i termini per la presentazione delle liste, soprattutto in merito ad alcuni episodi di “migrazione” di alcuni esponenti del centrosinistra verso il centrodestra. 

Mario Guarente

Il programma ormai è conosciuto, tante sono state le interviste e le iniziative sul territorio comunale che hai posto in essere per farlo conoscere e per farti conoscere da chi ancora non sapeva chi è Mario Guarente. Come è questa calamita che ha attratto intorno al tuo nome al tuo progetto per la città anche persone e personaggi di chiara estrazione diversa da dal centrodestra?

Io credo che di fronte alle idee non esistano convinzioni ideologiche e appartenenze partitiche. Ho provato a mettere insieme, e questa era la mia ambizione principale, un po’ tutte le persone che ritenevo migliori riunendole attorno ad un progetto di città, ponendo avanti il programma elettorale e poi la coalizione e gli interessi politici. In questo modo sono riuscito a mettere in piedi una bella coalizione anche con gli amici delle altre liste.

Quindi è il Mario Guarente che attrae e non c’è un traino di quello che è il momento di vento favorevole che spira sulle vele della Lega?

No, assolutamente. Le persone che hanno provenienze diverse dalla mia non hanno aderito alla Lega, sono state candidate nella mia lista civica. Non credo neanche che sia Mario Guarente particolarmente attrattivo, probabilmente gli è piaciuta l’idea di città che abbiamo.

Varrebbe a dire che pur essendo Mario Guarente un chiaro e dichiarato esponente della Lega, in questo caso forse è riuscito nel miracolo dell’aggregare gente che crede nel vero civismo, andando oltre le appartenenze?

Soprattutto quando parliamo di dinamiche locali, che siano comunali o regionali, io ci vedo ben poco che possa creare differenze di tipo ideologico. Di fronte a dei buoni propositi le persone per bene e armate da buon senso possono convergere in un unico progetto.

La tua allora è un’evoluzione di ciò che ha già fatto il sindaco Dario De Luca?

De Luca venendo eletto prima con il centrodestra e andando avanti con una giunta che comprendeva esponenti trasversali del consiglio comunale, ha pensato bene e in maniera positiva che valeva la pena riproporre questo discorso partendo sin dall’inizio dall’idea di un progetto per la città svincolato da ideologie e accordi interpartitici di altro livello. C’è una differenza sostanziale: il mio non è stato un accordo politico post-elettorale. Ed è stato un accordo con delle persone che ritengo valide e per bene, non con partiti.

Quello di De Luca invece…

Intendo dire che è ovvio che De Luca ha inizialmente creato una giunta tecnica, seguita poi da una giunta marcatamente politica con ingressi in giunta di persone riconducibili a partiti presenti all’interno della Assemblea comunale, partiti che hanno garantito a De Luca l’appoggio per poter governare cinque anni.  Io non ho fatto accordi con partiti, ho fatto accordi con singole persone che non avevano tessere di partito. Peraltro se prendiamo l’esempio di Gianluca Meccariello, lui è una persona che per tre anni ha fatto opposizione proprio come noi, nonostante fosse stato eletto nel centrosinistra lui per tre anni è stato all’opposizione quindi era quasi una naturale evoluzione che facesse un percorso con me e non con le persone con cui aveva iniziato l’attività consiliare.

Mario Guarente con tutti i candidati che lo sostengono

Mario Guarente con tutti i candidati che lo sostengono

Questo progetto lascia intendere che, laddove dovesse andare a buon fine ovviamente, anche la composizione della giunta farebbe riferimento a questo tipo di intese che sono state siglate ad personam e quindi sulla fiducia e sulla volontà di lavorare. Escluderebbe a priori dei componenti esterni?

Quello della giunta è un problema che non ci siamo ancora posti perchè nessuno dei candidati all’interno di nessuna delle liste che compongono la coalizione mi ha posto la questione degli assessorati. Nessuno ha chiesto niente e non ci sono stati accordi politici a monte riguardo la giunta perchè partiamo dal presupposto che tra persone per bene ci sia modo di trovare sempre l’intesa. Prima bisogna vincere.

Degli avversari qual è quello che temi di più?

Nutro profondo rispetto per tutti e non sottovaluto nessuno. Non ce n’è uno che temo di più e un altro che stimo di più, credo che siano tutte persone valide e per il rispetto che nutro nei confronti di tutti li pongo su un pari livello.

Sai bene però che c’è un’intesa più o meno tacita o più o meno manifesta che laddove non dovesse Guarente ottenere il 50%+1 dei voti al primo turno sarebbero serie difficoltà perchè si metterebbero tutti insieme contro Mario Guarente.

Veniamo da esperienze in questa città che ci dimostrano che alla fine gli apparentamenti al ballottaggio contano ben poco, ma conta la capacità dei candidati di convincere e coinvolgere la nostra comunità. Lo stesso De Luca è arrivato al ballottaggio con delle percentuali nettamente sfavorevoli ed è riuscito a ribaltare il risultato. Ciò non per gli apparentamenti, ma perchè probabilmente è risultato più convincente di Petrone. Premesso che ci sono tutte le condizioni per vincere al primo turno, sia perchè c’è una voglia di cambiamento in questa città, sia perchè noi abbiamo fatto un numero maggiore di liste con persone molto forti all’interno, qualora dovessimo arrivare al ballottaggio, cosa che sinceramente non mi auguro non per il timore di perdere, ma perchè abbiamo un sacco di cose da fare e ci interessa anticipare di quindici giorni l’inizio del nostro operato, non mi preoccupa questa cosa.

Parliamo del voto disgiunto. Quanto secondo te potrebbe aiutarti e quanto svantaggiarti? 

Mario_Guarente

Mario_Guarente

Il voto disgiunto non lo considero, non lo temo più di tanto, conto molto sulla lealtà delle persone che mi sostengono e sulla forza delle mie liste. La ritengo una stortura della legge elettorale che le persone intelligenti dovrebbero totalmente ignorare perchè l’elettore deve capire che se vota un consigliere di una coalizione e un sindaco candidato in un’altra coalizione può generare il meccanismo dell’anatra zoppa, con una differenza: io ovunque sto dicendo che se si dovesse verificare questa cosa mi dimetterò dopo venti secondi perchè non sono disposto a governare con delle persone con cui non ho condiviso un percorso politico.