di Angelomauro Calza

E’ da poco che il TAR per la Basilicata ha respinto il ricorso presentato da un gruppo di genitori contro l’ordinanza del Presidente della Regione,

Potenza, Tribunale amministrativo regionale per la Basilicata

Vito Bardi, con la quale è stata disposta l’attivazione della didattica a distanza in tutte le scuole in Basilicata a causa dell’aumento dei contagi da Covid – 19. Registriamo subito una nota proprio del Presidente: “Viene così riconosciuto – è il suo commento – che la Regione ha adottato misure appropriate a tutela della salute pubblica e nell’esclusivo interesse della comunità regionale, sulla base delle evidenze scientifiche che, nel caso specifico, avevano segnalato un considerevole aumento dei contagi nelle fasce di età degli scolari e degli studenti.

Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

Naturalmente – ha detto ancora Bardi – le scelte della Regione, con il supporto dell’unità di crisi e della task force regionale, continueranno ad essere improntate alla tutela della salute ma anche del diritto allo studio. È evidente quindi che a questo fine diventa importante la lettura dell’evoluzione dei dati epidemiologici. Non ho chiesto di adottare la didattica a distanza a cuor leggero, e so bene i sacrifici che affrontano le famiglie lucane. Ma in questa fase è prioritaria la salute di tutti”. Domanda: con la prossima Ordinanza attesa per domani cosa potrebbe allora accadere? La Regione non si è adeguata a quanto prescritto dal giudice monocratico. Il giudice monocratico non ha però potere cautelare che ha quindi rimesso al Collegio. Il Collegio per parte sua non ha sospeso perché vuole ben istruire e comprendere nel merito se l’ordinanza era o meno legittima, si è quindi riservato ogni valutazione successiva per quel che riguarda il merito, ed è pur vero che le parti potrebbero abbandonare il merito e fermarsi qui. A questo punto il tutto sta nelle mani della Regione che forte del pronunciamento del TAR potrebbe prorogare l’Ordinanza anche alla luce delle dichiarazioni di oggi in tv il coordinatore della Task Force regionale, Labianca, che ha sostanzialmente detto, riferendosi alle scuole dell’infanzia, che laddove non sono state chiuse le scuole c’è stato un aumento dei contagi. Potrebbe finire così?

Roberto Speranza (ph. Luisa Calza)

il ministro Roberto Speranza (ph. Luisa Calza)

Beh, bisognerà attendere prima il DPCM preannunciato dal ministro Speranza che dovrebbe tenere chiuse fino al 7 gennaio le scuole, ma solo dalla seconda media in poi. Le Regioni hanno possibilità di inasprire le misure, ma sempre in un momento successivo alla emanazione del DPCM, altrimenti lo stesso Decreto renderebbe nulli i provvedimenti in precedenza adottati. Ecco che quindi Bardi – se volesse prorogare la chiusura di elementari e prime medie –  deve comunque attendere cosa prescrive il DPCM. Altra ipotesi è legata alla possibilità che ha Bardi di demandare in qualche modo ai sindaci la valutazione della situazione locale e decidere il da farsi limitatamente alle scuole di ciascun Comune, così come da poteri dei primi cittadini.

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