Il nuovo testo in Consiglio quasi certamente già lunedì 16 febbraio. Si parte dalla XII Legislatura. Eliminata la retroattività e niente beneficio per il Presidente della Giunta (ma non è anche Consigliere?)

 

di Angelomauro Calza

Il Presidente Bardi lo aveva detto e lo ha fatto: in Consiglio regionale, verosimilmente già lunedì prossimo, approda finalmente il testo della nuova legge regionale sull’indennità differita così come annunciato. Si elimina la retroattività e si introduce il sistema contributivo, così come è da anni alla Camera dei Deputati, con i contributi necessari versati per un terzo dai consiglieri e due terzi dal Consiglio calcolati su una percentuale della retribuzione dei Consiglieri. La pensione si matura al compimento del 65 anno di età. Se si è eletti in altre legislature ogni anno in più dei primi cinque si anticipa di un anno la pensione. Sotto i 60 anni non si può comunque godere del beneficio. Esiste la reversibilità al coniuge al 60% così come per il Parlamento. Il Presidente Bardi – pare – ha preteso in Commissione che dalla norma fosse eliminata la parte che prevedeva che il Presidente maturi il diritto: resta solo per Consiglieri, supplenti e assessori. (Evvabbè, ma il Presidente non è comunque Consigliere in quanto membro del Consiglio? Sì, ma essendo i contributi a percentuale, il Presidente ha una retribuzion superiore a quella dei Consiglieri. Massì… tant’è). Ecco di seguito gli stralci salienti del provvedimento.

la Sala del Consiglio regionale di Basilicata ancora vuota

la Sala del Consiglio regionale di Basilicata

Nella versione varata all’art.1 viene richiamato il comma 1 dell’art.11 quinquies della legge regionale n.38 del 2002, inserito dal comma 3 dell’art.16 della legge regionale 30 dicembre 2025, n.57 (collegato alla legge di stabilità regionale 2025) che viene così sostituito: “In attuazione dell’art.2 comma 1, lettera m del decreto legge 10 ottobre 2012, n.174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012), convertito dalla legge n.213 del 2012, e richiamato quanto stabilito dall’ordine del giorno n.01/2019 del 17 aprile 2019 della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Provincie autonome, a decorrere dalla XII legislatura regionale, ai consiglieri regionali eletti nella stessa legislatura o nelle legislature successive, cessati dal mandato, spetta un’indennità differita determinata con un sistema di calcolo contributivo ai sensi del presente articolo”. Eliminata quindi la retroattività, così come ancora meglio chiarito nel successivo art.2: “al comma 2 dell’art. 11 quinquies della legge regionale n.38 del 2002, inserito dal comma 3 dell’art.16 della legge regionale n.57 del 2025, le parole “a decorrere dalla X legislatura regionale” sono sostituite dalle parole “a decorrere dalla XII legislatura regionale”. Il comma 3 dell’art. 11 quinquies della legge regionale n. 38 del 2002, inserito dal comma 3 dell’art.16 della legge regionale n.57 del 2025, è sostituito da “entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente articolo, a pena di decadenza, i consiglieri in carica o temporaneamente sospesi (…) eletti nella XII legislatura ed entro 90 giorni dall’inizio delle successive legislature per i consiglieri eletti successivamente possono avanzare, con una comunicazione al competente servizio dell’Assemblea legislativa, la richiesta di effettuare i versamenti necessari per maturare l’indennità differita. Il Consigliere può versare le somme in unica soluzione o con rateizzazione mensile fino a un massimo di 36 mesi. Se non completa il piano dei versamenti il consigliere non matura il diritto all’indennità differita. Importante il riferimento alle istanze già presentate (quelle dei cinque ex consiglieri Sileo, Giorgetti, Zullino, Quarto e Leggieri). Nel testo di legge si stabilisce che “le istanze eventualmente presentate dai consiglieri eletti nella X e XI legislatura, rivolte ad ottenere la liquidazione dell’indennità differita (…) restano prive di effetti.” Il testo è stato firmato da tutti e tredici i Consiglieri di maggioranza.

 

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