Quello che sta succedendo nella maggioranza che regge la Regione Basilicata ha la parvenza di un thriller ambientato in zona di guerra. Non si comprende come un partito che ha il 50% dei consiglieri eletti, la Lega, perda pezzi senza attuare le dovute contromisure, come un buon militare farebbe per sconfiggere un altro militare: è politica, sì, ma sono azioni di guerra? E allora la Lega dovrebbe metaforicamente svestirsi dei panni di partito politico, indossare una divisa e attuare le contromisure, come nell’ordinamento militare. Anche perchè per armarsi e combattere bisogna avere almeno le stesse armi del nemico. Ma quali? Probabilmente anche il colloquio che sta avvenendo in questi minuti a via Anzio, in strada, ai piedi delle scale d’ingresso alla Regione tra alcuni big della Lega, al termine di una riunione ristretta, potrebbe alla fine svelare se si continuerà ad appoggiare Bardi o se in tempi brevi, stando alle voci, avverrà la ritirata: la Caporetto lucana? Oppure si armerà l’artiglieria pesante? Insomma, non è che crolla quel Ponte sul Fiume così faticosamente costruito?