Il DPCM di ieri lascia aperta la porta alla non applicazione delle misure in alcuni territorio individuati d’intesa tra Presidente della regione e Dicastero della Salute. Bardi ha annunciato una nota alla Gelmini, che però non è il Ministro interessato

 

di Angelomauro Calza

Zona rossa sì, Zona rossa no: “come l’amma cerne stà farina?”. Ripercorrendo rapidamente e molto sinteticamente gli ultimi avvenimenti, registriamo che dopo essere la Basilicata passata da Zona Arancione a Zona Gialla, si registravano indiscrezioni che parlavano di un ulteriore miglioramento, tanto da ipotizzare un quasi imminente passaggio a Zona Bianca (era prevista intorno alla metà del mese di febbraio). Invece ecco che per uno strano algoritmo dall’1 marzo la regione è in Zona Rossa, così come ordinato dal Ministero della Sanità.

Roberto Speranza

Il Ministro Roberto Speranza

Registriamo anche un conseguente considerevole disappunto di cittadini, forze sociali e politiche, imprenditori, operatori economici, piccolo commercio, artigianato, mondo della scuola (e chi più ne ha più ne metta), per finire ad un ricorso al tar presentato da un gruppo di avvocati che fanno notare come nella Zona rossa siano finiti anche Comuni dove il Covid è pressochè sconosciuto sin dallo scorso anno.

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

Il Presidente Bardi non è evidentemente rimasto insensibile al dissenso diffuso, e in una nota di risposta a 22 sindaci che hanno contestato il provvedimento ministeriale, ha tra l’altro scritto “Da tempo, con altri colleghi Presidenti di Regione, stiamo segnalando con forza al Governo la necessità di rivedere parametri e algoritmi. Siamo fiduciosi che il nuovo esecutivo si muoverà in tal senso con maggiore sensibilità rispetto al precedente e, per questo, nelle prossime ore invierò una nuova nota al neo ministro per gli affari regionali, Maria Stella Gelmini”. La domanda che ci si pone è: “perché al Ministro per gli affari regionali e non al Ministro della Sanità?” L’ultimo DPCM (come anche il precedente DPCM) al comma 2 dell’art. 38 riporta testualmente: “Con ordinanza del Ministro della salute (…) d’intesa con il Presidente della regione interessata, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico certificato dalla Cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, può essere in ogni momento prevista, in relazione  a specifiche parti del territorio regionale, l’esenzione dell’applicazione delle misure di cui agli articoli da 40 e 48”, che per brevità non riportiamo, ma che disciplinano gli spostamenti, l’attività motoria e sportiva, l’apertura al pubblico di musei, luoghi della cultura e spettacoli, le scuole, le attività commerciali, i servizi di ristorazione, i servizi alla persona e le attività lavorative. In parole povere, la quasi totalità della vita quotidiana in Zona rossa. Ecco che allora la domanda è pertinente: se nel DPCM è specificato che un Presidente di regione può far valere le sue ragioni d’intesa con il Ministro della salute che deve eventualmente emettere una apposita ordinanza, perché il Presidente Bardi ha preannunciato l’invio di una nota alla Gelmini, e non a Speranza, che è il diretto interlocutore in materia?

Il Ministro per gli Affari regionali, Maria Stella Gelmini

E poi, c’è stata a monte la fase di consultazione preventiva Regione/Ministero Sanità o no? E, se sì, perché il Presidente Bardi non ci rende edotti sulla eventuali contestazioni rappresentate illo tempore al Ministro e rimaste inascoltate? La dichiarazione di Zona rossa, così come specificato già all’art. 3 comma 2 del DPCM del 14 gennaio 2021, viene adottata d’intesa con il Presidente della regione interessata “in un rapporto di leale collaborazione” così come previsto dalla nostra Costituzione. Oltre a ciò, si sa dei buoni e corretti rapporti di amicizia e stima istituzionale tra il ministro Speranza e il Presidente Bardi, per cui, magari, anche una telefonata in serenità, senza l’assillo del rispetto dei protocolli sarebbe potuta bastare per raggiungere lo scopo quantomeno di informare il Ministro sulla reale situazione epidemiologica: è stata fatta? E comunque ora, in attesa del pronunciamento del Tar, siamo certi che almeno la nota oltre che alla Gelmini sarà stata inviata pure al Ministro competente? Così, giusto per giungere prima allo scopo. Oh… Lucio Battisti sembra quasi lo avesse previsto quando cantava “Chissà che sarà di noi, Lo scopriremo solo vivendo, comunque adesso ho un po’ paura, ora che quest’avventura sta diventando una cosa seria: spero tanto tu sia sincero”.

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