La SIleo resta fuori dal Gruppo consiliare della Lega. Individuate possibili soluzioni alla fase di stallo sul rinnovo dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale di Basilicata. Piro Vice Presidente, Cariello Capogruppo leghista?

 

di Angelomauro Calza

La novità pre-pasquale è che in questa domenica delle Palme inizia a prendere forma il nuovo assetto della Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata. Niente di definitivo ancora, sia chiaro, ma qualcosa si sta muovendo. L’avvicinarsi della Pasqua, tra crocifissioni e resurrezioni, dovrebbe vedere la fine del calvario politico che la Regione sta vivendo: e si parla di diverse settimane di passione! Però, come dicevamo, probabile la resurrezione liberatrice in tempi molto brevi. Ma quali le ipotesi che lasciano spazio all’ottimismo? Allora, ci sta chi pone come punto fermo la rielezione a Presidente dell’Assemblea di Carmine Cicala. Ma come? Se proprio questa rappresentava la pietra dello scandalo? Come si è giunti a fare sintesi in favore di questa soluzione, che poi altro non è che la riaffermazione dell’accordo di sempre, osteggiato da qualcuno?

Il consigliere Giovanni Vizziello

Il consigliere Giovanni Vizziello

Il consigliere Massimo Zullino

Il consigliere Massimo Zullino

Parrebbe che la Lega abbia trovato la quadra al suo interno con la nomina a Capogruppo di Pasquale Cariello (in precedenza Presidente della Prima Commissione) e la conseguente rotazione delle Presidenze di due Commissioni, la Prima e la Quarta. Voci indiscrete parlano di Giovanni Vizziello e Massimo Zullino come Presidenti, ma non è escluso che Gianuario Aliandro possa rientrare nei giochi, stante il suo ex impegno di Capogruppo. Inutile ogni ipotesi di assegnazione in quota Lega a DIna Sileo, che ha confermato ad Angelomà la sua iscrizione d’ufficio al Gruppo Misto dal quale pare abbia detto di non voler uscire.

Luca Braia e Mario Polese

Luca Braia e Mario Polese

La Seconda Commissione, Bilancio e Programmazione, dovrebbe restare appannaggio di Luca Braia, in rappresentanza della minoranza, anche se non bisogna dimenticare che gli fu assegnata prima di aderire a Italia Viva insieme a Mario Polese. Ne resta fuori una, la Terza, Attività Produttive, territorio e ambiente: questa dovrebbe andare all’azzurro Dino Bellettieri, a parziale risarcimento della perdita dell’assessorato gemello. Resterebbe quindi fuori Fratelli d’Italia, che ha però dalla sua il fatto di aver chiesto e ottenuto due deleghe nell’Esecutivo.

Il Capogruppo di FI, Franco Piro

La Vice Presidenza sembrerebbe essere blindata in favore di Francesco Piro, attuale Capogruppo di Forza Italia. Altra variabile possibile è quella che si potrebbe verificare qualora Vincenzo Baldassarre non venisse in qualche modo garantito dal Presidente Bardi assegnandogli una postazione di rilievo che non potrebbe di sicuro essere la Segreteria della Presidenza: da Vice Presidente dell’Assemblea ad assessore fedele che per il suo mecenate ha lasciato un partito, accetterebbe di essere in qualche modo “declassato”?

Vincenzo Baldassarre

Appare difficile pensarlo. E se si guarda ai numeri, molto spesso proprio Baldassarre è stato l’undicesimo voto a favore: cosa accadrebbe se gli girassero gli zebedei e per ripicca o anche solo per sfizio non votasse – chessò? – il bilancio? E Piro? Basterebbe la Vice Presidenza per sopire la sua nota avversione verso il Presidente Cicala? Davvero voterebbe per lui? La sensazione è che a sentire ciò che si sussurra negli ambienti di via Anzio lui avrebbe sicuramente la Vice Presidenza, ma solo per ora: non avrebbe nascosto ambizioni anche di salire sul gradino più alto. Del resto lo sgambetto a Cicala lo ha già tentato in occasione della votazione per la nomina dei grandi elettori, a gennaio, potrebbe ripetersi il tentativo? Non è da escludere, certo, ma questo significherebbe rendere vani tutti gli sforzi sono ad oggi compiuti e mettere davvero a rischio la tenuta politica di Bardi e della maggioranza già fiaccata da continue tensioni interne.

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