In una lunga intervista ad Angelomà l’assessore alla sanità lucana si racconta, preannuncia la ripresa della discussione sulla riforma sanitaria, suggerisce di tenere il G20 nella tenda del Qatar a Matera. “Marcello Pittella? Ha sbagliato meotodo”. Di seguito la chiacchierata.

di Angelomauro Calza

Il 10 maggio 2019 lei diventava assessore alla sanità. Oggi, dopo 627 giorni di mandato, se la sente di darsi un voto?

la nuova giunta regionale lucana

10 maggio 2019. si presenta la giunta regionale lucana

Mi darei un Otto e mezzo

Perché?

Perché la passione e la voglia di fare bene è stata tanta, ma mi sono imbattuto in una serie di ostacoli dovuti a un sistema sanitario che di fatto era in default, e siccome non sono sempre abituato a dare colpa agli altri, ma mi do anche un po’ di colpe, faccio diviso due.

Sente di avere delle colpe?

La diversità fra gli uomini è proprio questo: riuscire a guardarsi allo specchio e capire se si poteva fare meglio. Sono una persona che può sembrare sui generis, ma in realtà sono abbastanza preciso sia nel lavoro che nella vita, sono un perfezionista, devo ottenere il massimo risultato: non sono riuscito, perciò mi do questo voto

Il momento più bello del mandato?

Non ho vissuto nessun momento bello. Mi sono trovato travolto in questa situazione dove gestire una pandemia con le risorse umane che avevamo, con il territorio ormai distrutto in termini di sanità, distretti inesistenti, è stata una battaglia difficile che mi ha portato molta sofferenza. Un momento di felicità l’ho avuto qualche tempo fa quando un sabato sera ho ricevuto una telefonata dall’Ospedale di Policoro in cui l’anestesista mi informava che c’era un signore che aveva avuto un brutto incidente ed era già stato operato due volte per una emorragia al fegato. Nessun ospedale voleva accettarlo perché lo si dava ormai quasi per spacciato, in quanto nessun chirurgo avrebbe deciso di intervenire per la terza volta. Ho chiamato il primario si Chirurgia generale di Potenza, il dottor Giuliani, che era a Napoli in quanto era un sabato sera. A Giuliani ho chiesto se se la sentisse di venire a provare a salvare una vita umana. Lui mi ha risposto che sarebbe stato in sala operatoria entro due ore e mezza. Alle 3 di notte questo signore è stato operato ed ora, dopo oltre due mesi di degenza, sta con la sua famiglia, gli è stata salvata la vita. Ecco, quello è stato per me il più bel momento degli ultimi mesi.

Invece il momento di maggiore difficoltà quale è stato?

L’inizio della pandemia

Una commissione con esponenti parlamentari del suo partito sta compiendo un tour negli ospedali lucani per verificarne le condizioni complessive. Cosa ne pensa?

Mah, uno è libero di fare quello che vuole. Io sono abituato a parlare con i fatti, quindi… Le criticità le conosco abbastanza. Fare queste sfilate mi pare cosa da poco

Alla prima tappa, al Madonna delle Grazie di Matera, lei non c’era; mancherà anche alle prossime?

Queste sono sfilate di partito, io sono assessore di tutti i lucani

Che fine ha fatto la sua bozza di riforma della sanità lucana?

La bozza di riforma è capitata nel momento sbagliato e in campagna elettorale è stata strumentalizzata. Noi vogliamo dare ai lucani un sistema sanitario più efficiente e più efficace che serva in toto tutta la regione. Ci lavoriamo, e appena stò virus ci lascia respirare riprenderemo il ragionamento e faremo un riordino. Magari partendo dalla coda, creando prima le reti di servizi sui territori e poi costruendo l’abito. Vogliamo provare a fare il contrario, confrontandoci anche con i sindacati e le associazioni presenti sui territorio. Vogliamo essere il più coinvolgenti possibili: non abbiamo la presunzione di pensare di avere la bacchetta magica. Sono delle ipotesi su cui vogliamo ragionare con i cittadini e con le associazioni per costruire qualcosa di diverso.

Rocco Leone con Marcello Pittella in una vecchia foto

La sta rivedendo questa riforma? O la ripresenterà così come era? All’epoca si parlava di una amplificazione dell’idea della sanità secondo Marcello Pittella, un continuum basato sulla vostra amicizia…

Assolutamente no. Il fatto che io sia andato sui territori a cominciare a far parlare di riforma significa che lo si fa per capire come la pensano persone diverse, si movimenta la discussione. Si ascolta, si cerca di comprendere a fondo le ragioni di tutti e poi – però –  bisogna fare sintesi di quel che si ascolta. Noi abbiamo ascoltato abbastanza, ora riprenderemo a breve il discorso.

Quindi Marcello Pittella non c’entra in tutto questo?

Quando uno deve aggiustare, riformare qualcosa, lo deve fare guardando quali sono i punti critici e quali quelli positivi. Non bisogna pensare che chi ha fatto prima di te ha fatto tutto sbagliato. Poi nella Pubblica Amministrazione c’è sempre da attuare per quanto possibile il concetto della continuità . Non è che uno arriva e cancella tutto. Bisogna prendere il buono di quello che c’era prima di te e metterlo in campo.

Vabbè, ma allora perché tutte queste critiche, anche sue, alla Giunta Pittella?

Pittella non ha fallito sulle idee, ha fallito sui metodi. Perché i progetti si fanno per i territori, non per gli amici

Lei è ancora convinto della sua teoria di regionalizzazione delle politiche territoriali?

Dobbiamo superare il dualismo Matera-Potenza. E’ un freno alla crescita della Basilicata. Io dico che la regione è una, con città importanti, ma anche con tante altre realtà che danno contributi importanti alla crescita, quindi esaltiamo ognuno per i ruoli che deve avere e che esercita. Per esempio, la facoltà di Agraria. Se provassimo a ragionare in termini di regione, l’allocazione naturale sarebbe il Metapontino, considerato ormai da tutta Europa la California d’Italia e del Sud dell’Europa, dove c’è un microclima importante, dove si possono sperimentare colture nuove… ecco, quello sarebbe il posto ideale dove far ricerca. Le fragole del Metapontino, circa 1.000 ettari di terreni coltivati a fragole, l’insediamento più importante d’Italia, non siamo riusciti a creare delle fragole autoctone, le importiamo dalla Spagna. Quindi una Università presente sul territorio e legata ad esso è importante se non necessaria.

L'Ospedale San Carlo di Potenza

L’Ospedale San Carlo di Potenza

Quindi anche alla Sanità potrebbe essere applicato questo concetto? Un San Carlo struttura di eccellenza e le micropatologie curate nei piccoli ospedali territoriali?

Questo mi sembra che più volte sia passato come messaggio. Il San Carlo ci costa 200 milioni di euro l’anno, quindi un notevole investimento in termini economici: non è possibile che debba fare la piccola patologia. Deve fare l’eccellenza, patologie importanti. Quelle piccole vanno fatte dagli ospedali del territorio. Noi registriamo ad oggi tre anni di attesa per operare ernie inguinali. Allora si individuano uno o due nosocomi sul territorio e gli si dà il compito di abbattere in sei mesi le liste di attesa per l’ernia inguinale. E così pr altre situazioni similari.

Beh, se così lei dice, questa affermazione è importante per chi sul territorio teme con ragione declassamenti o addirittura chiusure dei piccoli ospedali

Ma assolutamente no! Noi li dobbiamo rafforzare e gli dobbiamo dare dei progetti-obiettivo ogni volta per farli sentire ed essere efficienti e utili al territorio

Passiamo a cose un po’ più attinenti alla politica e a tutte le sue sfaccettature. Lei detiene probabilmente il record del maggior numero di richieste di dimissioni ricevute. E’ delle ultime ore l’ennesima, stavolta dall’associazione SOS lucana. Cosa risponde?

Rocco Leone, titolare della delega regionale alla Sanità lucana

Secondo lei quando si deve puntare a un gruppo si attacca il più debole o al più forte?

Beh, secondo me dipende pure da chi attacca…

E allora, ci sono associazioni sul territorio non completamente disinteressate. Ci sta un mio concittadino che non riesce a frenare quel sentimento di risentimento nei miei confronti, essendo politicamente un perdente. Molte volte le associazioni danno sfogo a chi vive situazioni del genere

Prima di Natale, però, anche il segretario provinciale del suo partito, l’on. Michele Casino aveva chiesto le sue dimissioni se non avesse dato risposte sulla distribuzione dei vaccini antinfluenzali che avrebbero privilegiato Policoro

Quando manca l’informazione uno poi parla per parlare

I suoi rapporti in Giunta regionale con gli alleati?

Ottimi.

Cosa risponde alle voci che la vogliono in trattativa con Fratelli d’Italia nel caso in cui dovesse lasciare l’assessorato?

Mannò. Io fin quando sono ben gradito in Forza Italia resto là, nel momento in cui dovessi risultare sgradito si vedrà

Sa che ero e sono ancora molto amico di Antonio Nicastro. Al di là di tutta la vicenda che è al momento oggetto di indagine, voglio solo chiederle: perché dopo la prima telefonata non ha poi più risposto, nell’immediato della tragedia, alle richieste di contatto della famiglia?

Io le dico che quella vicenda mi ha ferito molto in termini di sofferenza, perché io ho cercato di interessarmi della cosa, tant’è che quando la famiglia mi ha detto che mi avevano scritto, insieme con il figlio, in diretta, abbiamo visto se c’era la mail che dicevano di avermi inviato, e si è visto che non era mai arrivata. Io ho parlato anche con la moglie, però io sono uno che di fronte al dolore preferisce il silenzio.

Ma quindi lo stato di salute di questa Giunta, da medico e per di più pediatra, visto che è un giovane esecutivo, com’è? Ci sono rumors che parlano di rimpasto ad intervalli regolari. Come sta?

Lo stato di salute è buono. Ci sono le frizioni che in tutti i governi si verificano, e anche il nostro, ma sono frizioni più legate a fatti esterni che non interni alla Giunta. Il Presidente è un’ottima persona, un grande presidente e una persona per bene. Questa Giunta è fatta di persone estremamente leali e trasparenti

Inizia il piano dei vaccini nella maniera più massiccia. Ha inviato lettere ai sindaci con gli elenchi in ordine di somministrazione a partire dai più anziani.

Il Ministero ci diceva di vaccinare gli ultraottantenni, noi abbiamo deciso di abbassato di cinque anni partendo dagli ultrasettantacinquenni

Vabbè assessò… si può anticipare pure a 60… ma i vaccini ci sono o non ci sono? Arrivano o non arrivano?

Noi siamo stati previdenti. Ci avevano detto di conservare il 30 per cento delle dosi. Lo abbiamo fatto, abbiamo iniziato i richiami, al momento 7.000 dosi disponibili per fare i richiami e ne arriveranno altre. Riusciremo ad assicurare tranquillamente la seconda dose.

Ma la preoccupazione non è predisporre un piano, ma il suo rispetto, la sua attuazione nei fatti. Non è che magari non possibile perché non arrivano i vaccini?

Sino ad ora non siamo in difficoltà, sono in difficoltà le regioni che hanno fatto il 90 percento dei vaccini e rischieranno di non poter fare i richiami. Invece noi siamo in grado di poter fare il richiamo senza problemi. Quindi, anche se non dovessero arrivare nuove dosi per continuare la campagna, si può concludere la prima fase con la somministrazione della seconda dose, il richiamo.

E quindi per concludere?

Per concludere mi augurerei maggiore precisione nel descrivere la situazione da parte della stampa, evitare una sorta di terrorismo psicologico basato sull’allarmismo. Noi siamo la regione che sta gestendo meglio la pandemia, i dati ci dicono questo: 1,5 per cento di tasso di ricovero ospedaliero significa che è tranquilla la situazione, che il tracciamento è stato fatto non bene, benissimo.

Assessò, giusto una battuta sulla vicenda degli ospedali del Qatar: perché non vi fate promotore presso tutti gli altri vostri colleghi italiani dell’organizzazione di una convention con oggetto la pandemia e le azioni virtuose poste e da porre in campo come si faceva con gli scout da giovani, in campeggio, con i sacchi a pelo e le cucine da campo, nella tenda montata a Potenza?

Ci sarà il G20 a Matera, quindi li ospitiamo là, che pure ci sta un’altra tenda

Alla fine me lo dice se e quando terminerà il suo mandato?

Spero con le prossime elezioni regionali.

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