La lettera di Francesco Mollica, designato dall’Anci a componente la Commissione regionale Lucani nel Mondo, al Presidente del Consiglio regionale Carmine Cicala e al Presidente dalla Regione Basilicata, Vito Bardi. La sua mancata nomina una svista, un errore o una precisa volontà di qualcuno?

Sabato si è riunita la Commissione regionale Lucani nel Mondo. Da una parte il Presidente Vito BArdi ha dichiarato “Io credo che sia molto positivo il fatto che ci sia un arricchimento di esperienze e di competenze dei nostri giovani fuori regione e all’estero.

Il vice Presidente del Consiglio regionale, Gianni leggieri

Ma credo sia ancora più importante fare in modo che queste competenze tornino nella loro terra perché possano dare il loro contributo e mantenere un legame stretto con la loro terra”, dall’altra sono iniziate contestazioni riguardo la negata conferma della nomina di Franco Mollica, designato dall’Anci, all’interno della Commissione. Gli strali soprattutto contro il Vice Presidente del Consiglio, Gianni Leggieri, che a detta di Mollica avrebbe osteggiato la nomina. Di Mollica pubblichiamo la lettera integrale di disappunto verso l’accaduto, mentre Leggieri ha replicato alle accuse con un comunicato stampa in cui tra l’altro parla di “attacchi animaleschi successivi all’insediamento della Commissione regionale dei Lucani nel mondo” che  “hanno tentato di offuscare una giornata importante, di riflessione e di confronto”. Leggieri sostiene nel comunicato che “tutte le procedure seguite in occasione del suo insediamento sono state rispettate con il conforto dei funzionari e dei dirigenti del Consiglio regionale”. Resta il fatto che l’Anci, attualmente retta dal suo vice Presidente, Andrea Bernardo, da quando Salvatore Adduce ha rassegnato le dimissioni dalla guida dell’Associazione, aveva comunicato alla Presidenza del Consiglio regionale il nome di Franco Mollica quale suo rappresentante in seno alla Commissione. Una designazione derivante soprattutto dalla lunga esperienza maturata da Mollica, per aver guidato la Commissione sia da Vice Presidente che da Presidente. In attesa che sulla questione intervenga – come si auspica – il Presidente del Consiglio regionale, Carmine Cicala, di seguito la lettera che Franco Mollica ha inviato ai vertici della Regine Basilicata.

Egregio Presidente Cicala,

in qualità di ex Presidente del Consiglio, non potevo esimermi dall’esternare una profonda indignazione  per quanto accaduto nei giorni scorsi.

Ritengo che l’aver impedito la partecipazione dell’ANCI , che rappresenta i Sindaci Lucani, all’appuntamento annuale della Commissione dei Lucani nel mondo, ha significato  non  soltanto commettere uno “sgarbo istituzionale”, come pure un’ omissione di atti d’ufficio,  nei confronti dell’organismo –  come ribadito dal Presidente pro-tempore Andrea Bernardo e condiviso da tutto il Direttivo –  oltre che  personale,  nei miei riguardi, in quanto delegato designato,  ma  aver privato della vicinanza, e quindi del  calore delle proprie comunità di origine,  i tanti emigrati collegati in video che, ignari di tutto ciò,  hanno chiesto spiegazioni sulla mancata partecipazione dell’ANCI.

Il Presidente del consiglio regionale lucano, Carmine Cicala

Questo periodo difficile caratterizzato da restrizioni in ordine al distanziamento e contatti fisici, a causa della  pandemia, necessitava una maggiore sensibilità in tal senso e rispetto nei confronti di chi non ha mai reciso il cordone ombelicale con la terra natìa.

Invece, in barba a tali riflessioni si è macchiato, risultandone il mandante, di  un’azione  becera  consumata contro di me,  come se potesse, così facendo, modificare regole in corso d’opera ed  entrare nel merito  per sindacare quanto deciso dall’ ANCI.

Probabilmente all’azione sottende ben altra  riflessione, molto più sottile :   ha considerato la mia presenza ingombrante ( per la mia conoscenza sulla materia e di tutto quanto riguarda  le  Associazioni)  pensando bene di eliminare il problema alla radice,  concedendo   anche un favore al suo vicepresidente che,  notoriamente, mette veti sulla mia persona, con atteggiamento tipico  di un re che dispensa prebende ai suoi cortigiani mentre  persegue  finalità proprie.

Peccato che il suo agire può essere etichettabile solo come l’ennesima caduta di stile , anche perché,  il Presidente è Lei e nessuno avrebbe potuto rubarle la scena, né qualcuno ha mai pensato di farlo.

Non riesco proprio ad accettare la puerile messinscena  delle   interlocuzioni tra uffici regionali ed ANCI, numerose per la verità  che,  ora capisco, erano  artatamente congegnate per perdere tempo, con l’ovvio obiettivo   di voler scientemente  non procedere alla redazione del decreto di nomina e  “piegare”, o meglio “prestare”,   l’Istituzione che rappresenta ad un vile atto di “vendetta politica”, appartenente  al suo Vicepresidente CRLM  ma,  da   Lei , avallata.

Azione gravissima la Sua che, senza alcun timore di smentita, le si ritorcerà contro , e che per quei corsi e ricorsi storici di Vichiana memoria ,  la condurrà  ad essere ricordato come   il  Presidente che ha gestito il Consiglio con meno  terzietà , anziché essere citato come l’artefice di  proficui  dialoghi e  relazioni sociali. Ma ognuno è autore del proprio destino.

Complici anche gli stessi  uffici regionali che si sono , impunemente prestati a tale gioco mentre  avrebbero dovuto supportare il vertice , novizio in tale contesto, ricordandogli che esiste una  normativa  vigente e che andava applicata e non, invece, assecondare un operato in spregio alle stesse  , perciò illegittimo ed arbitrario,  che lo esporrà  a  sicuri ricorsi giudiziari per palesi errori procedurali e regolamentari. Non hanno capito che saranno proprio loro il capro espiatorio di tutta la vicenda,

Non so come andrà a finire la questione , se evaporerà come una bolla di sapone  o se si continuerà  in altra sede, come credo, fatto sta che a Lei va il demerito  di aver scritto    una delle pagine più brutte della politica Lucana,  destinata a suscitare clamore perché  nessuno può accettare un  agire  imperniato su  un abuso del  ruolo istituzionale per fini politici, men che meno per vendette personali.

Il Presidente Anci ff Andrea Bernardo

Chiunque ricopra  una carica  istituzionale non è indenne dal commettere  errori , fa parte del ruolo , si sa, ma quando gli stessi vengono posti in essere  volontariamente si definiscono in ben altro modo.

Auspico soltanto che in questo frangente Lei si renda conto dell’agire vergognoso perpetrato e    si scusi , in primis, con le Associazioni presenti all’Assemblea per il disagio arrecato  e,  poi,  con tutta la Comunità regionale che rappresenta;  contestualmente, però, la invito  a revocare, cautelativamente,  tutti  i provvedimenti adottati in quella seduta, in quanto sa perfettamente che peccano di regolarità e, pertanto, risultano nulli.

Diceva Thomas Macaulay   “La più alta prova di virtù è possedere un potere illimitato senza abusarne.”

Stia tranquillo : non è certamente il suo caso!

Francesco Mollica

già Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata