Il neo Premier è l’unico davanti al quale anche la Merkel potrebbe mettersi sull’attenti. All’estero “no problem”, le difficoltà le troverà in Italia

di Angelomauro Calza

Si è insediato il nuovo Consiglio dei Ministri guidato da Mario Draghi.

Il neo Presidente del Consiglio rei Ministri, Mario Draghi

Dopo mille “mi piace” e altrettanti “non mi piace” conditi da tantissimi “sì, però” e “no, però” questo è. Come a dire che (dopo montagne di critiche positive e negative e catene montuose di dubbi oltre a un universo di italiani social che si sono finalmente manifestati anche politologi e strateghi dopo aver diligentemente svolto negli ultimi mesi prima il ruolo di immunologo, poi di biologo, quindi allenatore di calcio passando per qualche giorno da meteorologo ed esperti di catastrofi naturali) questa è ora la realtà: un Governo che vede stringersi intorno a Mario Draghi tutte le forze politiche ad eccezione di Fratelli d’Italia. Conteniamo gli entusiasmi, ma senza essere nemmeno pregiudizialmente contro. Lasciamo fare, vediamo, aspettiamo, e diamo fiducia: come si fa a dare un voto prima che si inizi a lavorare? Quindi, premesso questo, alcune osservazioni però vanno fatte. Viene denominato dai media “Governo di unità nazionale”: su questo qualche dubbio lo avanzerei, perché in realtà potrebbe essere eccessivo parlare di unità. Non è unito questo Governo, è composito, e la differenza tra le due parole c’è ed è sostanziale. Unito è sinonimo di qualcosa che non presenta differenziazioni, talmente saldato e coeso da formare un unicum; composito è invece sinonimo di eterogeneo, e spesso, come ci insegnavano al liceo, se a un materiale composito vien meno una particella questo può modificarsi fino a disgregarsi. Ecco, questo è il Governo appena nato: una struttura composita tenuta insieme dalla molecola Draghi, che dovrà fare di tutto per evitare che il composto si sgretoli.

Mario Draghi con Angela Merkel

Paradossalmente la cosa gli verrà facile all’estero, soprattutto in Europa, dove con lui l’Italia dovrebbe riuscire a riconquistare quel ruolo autorevole che una quindicina di anni di sciagurate politiche estere erano ben riuscite a farle perdere: Draghi è l’unico al mondo davanti al quale anche la Merkel potrebbe mettersi sull’attenti. Ma perché “paradossalmente”? Beh, perché in Italia invece le cose potrebbero essere per lui un pochetto più complicate proprio per la eterogeneità dell’Esecutivo che ha messo in piedi, composto da partiti i cui leader sono litigiosi, ambiziosi, pronti a cambiare idea ad ogni piè sospinto, una compagine azz’ccata cu’ ‘u sput’ direbbero gli anziani lucani. E’ il tipico caso, quello di Draghi, di chi viene apprezzato e stimato fuori casa, e poco ascoltato in famiglia: potrebbe accadere? Certo che potrebbe! Li conosciamo, no, i nomi dei leader che gli hanno assicurato fedeltà! Come sarebbe che non è vero? La genesi del Governo Draghi lo dimostra, si è arrivati a questo prima con una alleanza Lega M5S osteggiata da Partito Democratico e LeU, e invisa al resto del Centrodestra. Qualcosa non funzionò, ed ecco allora nascere il Conti 2: fuori la Lega, dentro chi come il PD aveva giurato eterna antipatia al M5S; poi per colpa di chi, uscito dal PD ha fondato Italia Viva promettendo a Conte e agli alleati che mai avrebbe creato problemi ne ha invece creati, tanto da far cadere Conte.

Giuseppe Conte

L’ex Premier italiano Giuseppe Conte

Ora con Draghi tutti dentro tranne Fratelli d’Italia (che in verità è rimasta fuori da tutti e tre i Governi). Sarà compito arduo per il buon Mario padre di famiglia tenere a bada tutti, nel tentativo di riunirsi amorevolmente almeno a pranzo e cena: riuscirà? E, se sono vere le voci che circolano, come farà Mario Draghi a continuare ad aspirare al Colle? Non è previsto che un Presidente del Consiglio possa essere contemporaneamente Presidente della Repubblica! O forse sì? Potrebbero cambiare qualcosa nel nostro ordinamento che possa consentirlo? Non mi pare, questo non può essere, quindi l’alternativa all’attesa è che si dimetta da Presidente del Consiglio. Va bene, ma che succederebbe in quel caso? Beh… che verrebbe meno proprio la molecola principale del composito, quella che tiene tutto insieme ed allora o tutti insieme si sono così ben affiatati che resterebbero uniti anche in presenza di un altro Presidente (vuoi vedere che ci sta Conte già pronto?) O si va alle elezioni.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella

In quest’ultimo caso tutto giocherebbe a favore di Giorgia meloni che già da qualche tempo sta ingrossando le fila di Fratelli d’Italia, pronta ad accogliere tutti gli scontenti di questo Governo di “composità nazionale”. E allora, alla fine, sarà Governo Draghi fino al marzo 2023 e un mini Mattarella-bis fino alla stessa data. Poi Mattarella andrà in Senato, Draghi salirà al Colle… e noi italiani non sapremo davvero più per chi votare.

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