Dopo sette anni dalle offese a chi combatteva contro le trivelle, Renzi arriva a Potenza e Matera. Ufficialmente per vendere il suo libro, ma al momento giusto per sostenere Mario Polese, che secondo voci di corridoio sarebbe il probabile nuovo Presidente del Consiglio regionale.

di Angelomauro Calza

Sono passati sette anni e rotti, ma alla fine, vinta la vergogna, Matteo Renzi torna in Basilicata.

Matteo Renzi

Vergogna? Embè, vergogna, sì. non era lui che il 16 luglio del 2014 dichiarò “Io mi vergogno di andare a parlare delle interconnessioni tra Francia e Spagna, dell’accordo Gazprom o di South Stream, quando potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40mila persone e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini”? Eppure all’epoca proprio il sindaco del Comune lucano (che non mi pare essere mai stato sinonimo di comitatino) che più di ogni altro beneficia della royalties, Amedeo Cicala, tuonò:” “Se non si sceglierà un percorso condiviso, Renzi non troverà un comitatino, ma un intero popolo, quello della Val d’Agri, con le sue istituzioni, a spendere tutte le energie per farsi rispettare”.

Amedeo Cicala

Ah, già, ma Renzi qui lunedì viene come scrittore, e non come Presidente del Consiglio. Viene a presentare “Controcorrente”, ma a dire il vero… Controcorrente non siamo stati noi lucani quando lui desiderava il nostro petrolio? E Controcorrente non siamo stati noi con il voto referendario? Sì, proprio noi, con quei tre o quattro comitatini che – unici in Italia – abbiamo raggiunto e superato il quorum, e per di più con una affermazione del SI superiore al 96 per cento!

Beh, la vicenda la riassume bene Piero Lacorazza nel suo libro “Il miglior attacco è la difesa”, dove (v. foto a lato) tra l’altro scrive:

La pagina del libro di Lacorazza

“Il 12 agosto 2014 la riforma costituzionale viene approvata in prima lettura dal Senato della Repubblica. Un presupposto solido che, con l’avvio della riforma del Titolo V della Costituzione e le modifiche all’art.17 su energia e governo del territorio, disvela e realizza un disegno perseguito da tempo: aumentare l’’attività di estrazione in Basilicata. Non voglio ridurre la portata di una riforma costituzionale all’impatto che può avere sul territorio lucano – scrive Lacorazza – eppure circa un mese dopo l’approvazione in prima lettura al Senato, il Presidente Renzi a Brescia, davanti a una platea di industriali, annuncia il decreto “Sblocca Italia” con queste parole: quando io penso che siamo in una crisi energetica che tutti conoscete e abbiamo un sacco di petrolio in Basilicata e in Sicilia che non tiriamo su per problemi dei comitati di turno, ebbè oh, vorrà dire che perderò qualche voto, ma la norma per sbloccare e tirar su il petrolio in Basilicata e in Sicilia, creando posti di lavoro in Basilicata e in Sicilia e consentendo a questo Paese di vincere la sfida energetica, io la norma la faccio, anzi l’ho già fatta e vada come deve andare.” Bene, come è andata lo abbiamo visto tutti: è andata…controcorrente, nel senso che non è andata come lui pensava sarebbe andata: è giusto il titolo del  libro, Controcorrente, cioè le sue politiche, i suoi progetti, le sue promesse cadute nel nulla che si sono ritorte proprio contro di lui, dimostrandone così la fallacità. Vabbè, io spero per Renzi che ad accoglierlo lunedì all’Hilton di Matera e al Due Torri di Potenza non ci siano rappresentanti di quei tre o quattro comitatini (a proposito, è importante dire che per gli incontri ci si dovrà prenotare, come è di norma in questo periodo di pandemia, ma è importantissimo dire che l’ex assessore potentina di Idea, ora con Italia Viva, Marika Padula precisa in un post sui social che propaganda l’iniziativa, che la prenotazione è gratuita!… e io che per vedere e ascoltare Renzi volevo pagare… mannaggia… fammi rimettere i soldi in tasca, và…).

Mario Polese

Mario Polese

Ma la venuta di Renzi in Basilicata in questo momento presenta anche un’altra chiave di lettura, complementare al marketing legato alla vendita del suo libro, ma più seria: si vocifera della possibilità di un allargamento della maggioranza alla Regione Basilicata, con l’ingresso – appunto – di Italia Viva. Una sorta di risarcimento-ringraziamento per la collaborazione di Italia Viva con il centrodestra, soprattutto Forza Italia, in occasione della tornata elettorale della scorsa settimana? Come si concretizzerà questa sorta di innamoramento politico? In molti sono a pensare che l’atto tangibile potrebbe essere la nomina di Mario Polese a Presidente del Consiglio regionale. Può essere? Certo che sì, e Renzi in Basilicata, abituato ad andare Controcorrente, potrebbe dare la spinta definitiva a questa soluzione. E, se mai questa dovesse davvero essere una soluzione, ecco che anche Polese, eletto alla Regione da Segretario regionale del PD, poi passato a Italia Viva promettendo comunque impegno dai banchi dell’opposizione, poi passato con la maggioranza che diceva di voler combattere, si ritroverebbe controcorrente. Sì, controcorrente con quel che ha dichiarato ai cittadini, ma perfettamente in linea con i modi di fare del suo Segretario. Conosco Mario, è buon amico, è giovane e volenteroso, spero non lo faccia. Non tanto per lui, ma in nome della credibilità della politica e dei politici. A costo di andare controcorrente rispetto all’opportunismo meno nobile. A proposito: ma cosa ne pensi, Mariù, dei tre o quattro comitatini?

 

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