Sospetti di regia romana alle spalle dei passaggi in Fratelli d’Italia di Quarto, Baldassarre e Coviello. Solo ipotesi, ma le stranezze da comprendere sono tante

di Angelomauro Calza

 

Vabbè, che vuoi che sia… anche Fiorella Mannoia cantava “come si cambia per non morire, come si cambia per ricominciare”… è l’amore, è il lavoro, è la politica, è la necessità. Ha cambiato Piergiorgio Quarto, ha cambiato Vincenzo Baldassarre, ha cambiato Tommaso Coviello… tanto la maggioranza alla Regione sempre quella è: hanno cambiato partito, non Presidente. …Cazzarola! Mò che ci penso! Eccola la ragione vera dei cambi! O, meglio, ecco quale potrebbe essere… Però… no, no… Non mi convince.

l’ex Capogruppo leghista alla Regione Basilicata, Tommaso Coviello

Certo che uno ci pensa, ma assolutamente non può essere vero. Non può essere che ci sia un collegamento con le voci che circolavano qualche giorno fa, che raccontavano di un Salvatore Caiata e anche di Gianni Rosa presi in qualche modo di sorpresa dalla confluenza repentina in Fratelli d’Italia dei due consiglieri. Eppure, se davvero Renzi dovesse optare per lo scioglimento di Italia Viva e dare vita ad un grande centro, potrebbe essere lui attirare soggetti moderati che stanno guardando al progetto della Meloni, facendo correre il rischio a Fd’I di restare isolato da intese con altri, pur avendo come dote buone percentuali elettorali: hanno alla fine fatto la scelta giusta? Il sospetto è che le vicende nazinali c’entrino poco, nonostante le dichiarazioni ufficiali. Sia Quarto che Baldassarre sono stati sempre visti come una sorta di pupilli del Presidente.

I Consiglieri Quarto e Baldassarre posano con il logo del loro nuovo partito

Come pure Tommaso Coviello: tutti sanno del debole che Bardi ha sempre nutrito verso l’avvocato leghista giovane, capace, intraprendente… uno di cui ci si può fidare.

GIORGIA MELONI

Chi glielo ha fatto fare di lasciare da Capogruppo un partito per approdare altrove senza garanzie per il futuro? Allora mò uno non dice Baldassarre e Coviello, ma Piergiorgio Quarto? eletto nella lista del Presidente Bardi, se ne va, lo abbandona per passare a Fratelli d’Italia e comunque in un altro partito e lui, il suo mentore, se ne sta zitto, senza una cacchio di dichiarazione, una reazione, una parola, un commento, un augurio, una mandata a?… niente? …Eiià, dai! “Nun pot’esse”! E poi tutto accade all’indomani di viaggi romani, di segrete decisioni all’ombra del Colosseo, dell’Altare della Patria e pure di San Pietro?… Essì, perché – per esempio – alla fine si sono rivelate veritiere per larga parte le voci che raccontavano di una decisione che per quel che riguarda Quarto è stata presa/imposta da Roma. La Coldiretti, vero, ma senza la volontà della Meloni…! E come le è saltato in mente alla Giorgia? Così, si alza una mattina, magari in preda agli antidolorifici assunti per placare le fitte dolorosissime alla gamba incidentata e pur con una impegnativa crisi di governo in atto decide di pensare alla Basilicata? Da non crederci, vero, eppure a ben analizzare le cose parrebbe essere stato così.

Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

E allora vuoi vedere che il progetto è più studiato, più articolato, e non era tanto quello, anche da noi ipotizzato, di rafforzare il legame tra Forza Italia e Lega per far fuori dalla Giunta regionale lucana Fratelli d’Italia, ma quello che vedeva invece Forza Italia agire in sintonia con Fratelli d’Italia per far fuori la Lega? E allora può essere – lo scriviamo, ma non ci crediamo – che il deus ex machine di tutto possa essere proprio il Presidente Bardi, ritornato a praticare strategie, da buon ex militare, che magari si è rotto le scatole (come sicuramente se le è rotte, questo sì) dei diversi tira e molla leghisti? Beh, una cosa del genere libererebbe, questa sì, diverse postazioni. Io me lo immagino Bardi, novello Ulisse, tentato dalle sirene meloniane… lui resiste? Certamente! …però persiste quel canto suadente “Tu sei quello che si incontra una volta e mai più…” con la faccia della Meloni e la voce di Orietta Berti… e la timida sua replica jannacciana in cui accenna un timido “vengo anch’io?…” senza sentirsi rispondere “no tu no” (e allora è un “sì”?)… con la sirena che invece gli canta e descrive “una terra promessa, un mondo diverso”, metafora – oltre che di un Ramazzotti che fa sempre bene – di promesse di seggio senatoriale (non necessariamente in Basilicata)… fino a che punto lui potrebbe (avrebbe potuto) resistere…? Un seggio al Senato è un brillantissimo, autorevole e prestigioso epilogo di una carriera politica nata quasi per caso! …vabbè, torniamo seri, veniamo al dunque e poniamoci solo una domanda, che per dovere rivolgiamo direttamente a lei, Presidente Bardi: non è che tra qualche settimana dovremo registrare come cronaca politica dirompente anche il suo passaggio a Fratelli d’Italia? Demolisca gli indizi, per favore, ma solo se non sarà così, altrimenti anche il silenzio ci basta.

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