L’intricata trama delle vicende legate alla decisione di far votare per le regionali lucane il 26 maggio insieme alle Europee ha scatenato gli attori politici che spesso, messo da parte il copione, recitano a soggetto pensando che gli elettori non si siano accorti che hanno dimenticato la loro parte
di Angelomauro Calza

“Se uno tentasse di togliere la maschera agli attori mentre stanno recitando un dramma, e mostrare agli spettatori la loro vera faccia, quella con cui sono nati, costui non porterebbe scompiglio in tutta la scena tanto di meritare di essere cacciato a sassate dal teatro come un forsennato? Apparirebbe infatti improvvisamente un nuovo volto delle cose: chi prima era donna sarebbe ora uomo, chi prima giovane ora vecchio, chi poco prima era un re ora apparirebbe come un poveraccio, chi prima era un dio ora si rivelerebbe un omettino da niente. Smascherare quell’illusione equivarrebbe a privare di senso tutto lo spettacolo. È proprio quella finzione e quell’inganno che tiene avvinti gli occhi degli spettatori. A volte però il capocomico fa recitare allo stesso attore parti diverse, e così quello che poco prima faceva la parte di un re ammantato di porpora, ora è un piccolo schiavo coperto di stracci. Sono tutte finzioni, ma questa commedia non si può recitare altrimenti”.

la Vice Presidente della Regione Basilicata Flavia Franconi

la Vice Presidente della Regione Basilicata Flavia Franconi

Qualcuno penserà: “ma mò che c’entra Erasmo da Rotterdam e il suo “Elogio della follia” con le elezioni regionali in Basilicata? Azz! Come che c’entra? C’entra eccome! Se tutto scorresse in maniera normale, se non fosse tutta una commedia “nei fatti” e non nella metafora, se non fosse che la metafora è aderente ai fatti come non mai, non ci saremmo mica permessi di tirare in ballo il filosofo olandese! Vabbuò, mi spiego che è meglio. La Commedia è quella della data delle elezioni regionali in Basilicata, e, per la sua trama intricata, la potremmo intitolare “Natale in casa Romaniello”, in omaggio al grande Edoardo e all’unico Consigliere regionale, Giannino Romaniello, che ha sempre richiesto a gran voce di tenere le elezioni entro la fine del 2018 e ancora oggi non ha cambiato opinioni, pur cosciente che nulla può per cambiare “un presepe” che non gli piace.

Il Consigliere Giannino Romaniello

Il Consigliere Giannino Romaniello

PRIMO ATTO“Giannì, ti piace o’ presep’”? “NO”! Perché al di là di tutto, la decisione della maggioranza di centrosinistra per il tramite della Vice Presidente Flavia Franconi di indire le elezioni regionali per il 26 maggio, in concomitanza col voto per le Europee è probabilmente stata una mossa sbagliata. “Ma sicuramente – dicono le malelingue –  stava recitando una parte, un ruolo”. Una mossa quindi ad arte, compiuta non valutando a fondo il contesto in cui è avvenuta. Probabilmente sarebbe stato meglio aspettare ancora e indirle per il 10 febbraio, o, forse ancora meglio, non indirle, aspettare senza agire, e, in difetto, avrebbe dovuto procedere il Governo nazionale.

Salvini e di Maio

Salvini e di Maio

SECONDO ATTO – “Giannì, ti piace o’ presep’”?… “NO”! Ora, anche a fronte di un “ravvedimento operoso” da parte del Presidente facente funzioni (ma che motivazione potrebbe addurre? Che non si è resa conto che come il 20 gennaio non è possibile per le cerimonie legate a Matera capitale della Cultura, così il 26 maggio ci sta il Pranzo dei Portatori in vista dei festeggiamenti in onore di San Gerardo?), chi può o potrebbe intervenire e cambiare la data è solo e soltanto il Governo. Ma lo farà? E perché mai dovrebbe, anche di fronte a motivazioni valide? Qualcuno a Roma potrà difettare di congiuntivi corretti e cognizioni geografiche e di storia dell’arte, ma per i fatti suoi di sicuro “nunn’è fesso”! I candidati locali di M5S e del Centrodestra avranno altro tempo a disposizione per farsi conoscere e per sfruttare l’effetto “Europee” con l’onda lunga elettorale e la spinta decisa  dell’azione di popolarità e consensi determinata soprattutto dalle politiche di Salvini e dal protagonismo di Berlusconi che si avverte prepotente sui territori.

TERZO ATTO –  “Giannì, ti piace o’ presep’”? “NO”! Perché i Cinquestelle stanno sbagliando a protestare.

Luigi Di Maio con Antonio Mattia, Mirella Liuzzi e Piernicola Pedicini (ph.Breglia)

Che protestano a fare? Contro chi? Il Governo può cambiare la data, mica la Franconi! Facendo così che fanno? Dimostrano di non avere il peso necessario per intervenire su Salvini? A che serve o è servita quella sorta di sceneggiata rappresentata – commedia nella commedia –  sotto il Palazzo di via Anzio? Agiscano, invece di manifestare! Perché non si sono rivolti direttamente a Roma, a Salvini e Di Maio, in udienza e non con i cartelli di protesta, belli riposati per aver dormito invece di vegliare insieme alle guardie giurate del Palazzo, e a stomaco pieno magari di peperoni cruschi, visto che piacciono a Di Maio e che qua ormai nulla è più possibile fare per scongiurare l’allungamento dei tempi? Che poi, chi ha stabilito i tempi, li ha stabiliti come per legge, per tutelare anche i propri interessi, e se uno tutela i propri interessi nei perimetri della legge mica commette un reato! Non è una cosa vergognosa, è politica, e se uno lo può fare perché non dovrebbe farlo? E poi i  Cinquestelle già protestavano da mesi e sapevano quale avrebbe potuto essere l’orientamento della Franconi, perché non sono intervenuti su Salvini per tempo? Avrebbero potuto farlo, e invece protestano ora che non ci sta più niente da fare. Allora lo fanno apposta? Allora recitano pure loro? Fanno finta di protestare e sotto sotto sono contenti dei tempi più lunghi per il ragionamento del finale del secondo atto? Anche perché il PD si cuoce nel proprio brodo tra ulteriori divisioni congressuale e le motivate proteste dei cittadini sul prolungamento degli stipendi ai consiglieri regionali e ai loro portaborse. GRAN FINALE – “Giannì, ti piace o’ presep’”?… “NO”! Ho scoperto che poi non regge manco la questione della limitazione dell’attività della Regione alla “ordinaria amministrazione”… L’ordinaria amministrazione alla Regione Basilicata è praticamente tutto… che si fa o si è fatto mai di tanto straordinario?… Intanto ho scoperto che la Commedia potrebbe anche non fermarsi al copione scritto e limitarsi a recitarlo, ma poiché “i bravi commedianti, come Chaplin, sanno farti ridere e un minuto dopo piangere” e, come diceva Lord Byron, poiché “Tutte le commedie finiscono con un matrimonio”, se oggi chiedete ancora una volta “Giannì, ti piace o’ presep’”?,  fedele alla commedia, al Grande Edoardo, e a Tommasino di Casa Cupiello, non posso che rispondere “SI'”! …Purtroppo così è se ci pare…