Il Presidente della Regione Molise, Toma, protesta contro indiscrezioni raccolte secondo cui insieme con Campobasso verrebbe esclusa dalle previsioni in presenza di un esiguo numero di abitanti. Tramutoli: “Spero che protesti anche il Governatore lucano”. Guarente: “Questione di democrazia e rispetto dei territori”.

di Angelomauro Calza
Il Governatore del Molise Donato Mola

Il Governatore del Molise Donato Mola

Il Presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha dichiarato a testate molisane che “circola, da qualche giorno, la notizia secondo cui l’Agenzia alla quale la Rai nazionale ha commissionato la raccolta e l’elaborazione degli exit poll e delle proiezioni elettorali avrebbe deciso di non effettuare le rilevazioni nei Comuni di Campobasso e Potenza, unici due capoluoghi di regione che si troverebbero ad essere esclusi dal Servizio pubblico in occasione delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio. La motivazione ufficiale addotta dai responsabili dell’Agenzia sarebbe «una scelta di marketing riferibile all’esiguo numero di abitanti delle due città, ma, se così fosse, ci troveremmo di fronte ad un gravissimo caso di discriminazione operato dal Servizio pubblico e rispetto al quale non avremmo nessuna esitazione a far sentire la nostra protesta e a reclamare i nostri diritti”.

Il Prof. Valerio Tramutoli, candidato Presidnete per La Basilicata Possibilev

Valerio Tramutoli

Premettiamo che la notizia è tutta da verificare, almeno per quel che riguarda Potenza, ma abbiamo chiesto a Valerio Tramutoli e Mario Guarente, due dei candidati sindaco della città, gli unici che siamo riusciti a contattare tempestivamente, il loro pensiero in merito, registrando una sostanziale identità di pensiero. Valerio Tramutoli, serve o non serve sapere in anticipo chi potrebbe aver vinto una elezione? “Serve ad andare a letto prima. Se si parla di Rai Nazionale, se non lo fanno per Potenza, ma lo fanno per altre città è un po’ una mancanza di rispetto. E’ una questione di servizio pubblico. Spero che protesti anche il Governatore lucano, laddove sia tutto vero”.

Mario Guarente

Per Mario Guarente “è una questione di democrazia. Così come dice il presidente del Molise non stiamo parlando dell’importanza della notizia in sè, ma di egual trattamento dei territori a prescindere dal numero degli abitanti. Se iniziamo a valutare l’importanza di un territorio dal numero degli abitanti stiamo sbagliando tutto. Credo che poichè la Rai è un servizio pubblico deve dare pari dignità anche ai Comuni con un minor numero di abitanti”. Messa così la cosa assume un aspetto diverso, si parla di rispetto di quella pari dignità che ciascun territorio deve avere dal servizio pubblico nazionale di informazione e non si può che concordare. Ma se riflettiamo un momento sulle proiezioni, che sono in fattispecie il motivo del contendere, una domanda dobbiamo porcela: cui prodest? A che servono? A chi servono? A cosa servono è chiarissimo: a conoscere in anticipo, con larghi margini di probabilità, i risultati di una elezione, chi ha vinto e chi ha perso. A chi servono? Alle reti televisive che in nome di sua maestà lo share iniziano dirette interminabili che per catturare le attenzioni degli spettatori – a beneficio del marketing che gravita intorno allo share – devono pur essere riempite di un qualche contenuto che abbia a che vedere con i risultati delle urne. Ecco quindi che il marketing che gravita intorno alle società specializzate si trova a fare il paio con l’ansia spasmodica e morbosa del “sapere prima possibile” da parte del cittadino: apoteosi dell’impazienza e febbre da scoop è il connubio spettatore-tv. Si può quindi  fare a meno di proiezioni ed exit poll? Il cittadino-spettatore quasi sicuramente sì, le televisioni quasi sicuramente no (per questo propendiamo per una “storia a lieto fine”, che alla fine le proiezioni ci saranno per tutti).  Quindi, che Potenza, come forse Campobasso, rientri o meno tra i Comuni che saranno oggetto di proiezioni durante lo speciale sui risultati elettorali che la Rai realizzerà in occasione del voto del 26 marzo, è una pura questione di soddisfare la fretta, la frecola che teniamo di sapere subito e per primi, da qualche tempo anche nel tentativo di essere i primi a digitare subito dopo sui social “ha vinto Tizio” “Caio ha perso” e ciascuno ne gode pur cosciente che tantissimi altri hanno fatto lo stesso contemporaneamente. E allora, soprattutto i candidati e i loro più fervidi sostenitori, dopo una estenuante e stressante campagna elettorale che si è conclusa con il sigillo delle urne, non farebbero meglio a fermarsi e ad aspettare direttamente l’esito finale dello scrutinio, quello reale e definitivo? Invece no! Masochisticamente ci si arrovella passeggiando e fumando nervosamente commentando ogni dato che proviene dalle cento tv messe in fila e sempre accese nel comitato elettorale, ciascuna sintonizzata su un canale diverso perchè ciascuna tv si è affidata ad una diversa società per le sue proiezioni e i suoi exit poll… Ecco, se la cosa venisse esaminata da questo punto di vista, che le proiezioni vengono ingiustamente e immeritatamente riempite di deviante significato, allora ben poco conterebbe la notizia del Governatore molisano che protesta per l’esclusione di Campobasso e Potenza dalle proiezioni dei risultati da parte della Rai. Ammesso che l’indiscrezione che ha raccolto corrisponsa a verità.