Incontro riservato dell’assessore con esponenti locali di spicco di Forza Italia? Ipotesi di ogni tipo per l’ipotizzato depotenziamento del San Giovanni, con proteste in preparazione anche nel Lagonegrese: la riforma allo studio deve tendere a valorizzare ospedale e territorio, anche a beneficio della economia locale.

di Angelomauro Calza

Vabbè, oggi (ma continuiamo pure domani) parliamo dell’Ospedale di Lagonegro. Perché? Perché anche questa struttura sarebbe a rischio secondo le voci che circolano in merito alla riforma sanitaria regionale attualmente allo studio. Perché – pare – che ci si stia organizzando, tutti insieme anche nel Lagonegrese: medici, operatori sanitari, cittadini, amministratori.

L’ingresso dell’Ospedale di Lahgonegro

Tutti insieme contro l’assessore Leone? Non sia mai! Lunga vita a lui! No, tutti insieme per la difesa e il potenziamento dell’Ospedale di Lagonegro! E poi ne parliamo perché siamo pettegoli. Assai! E allora tra i pettegolezzi raccolti – che ligi al dovere rilanciamo – ci sta chi maligna che a Lagonegro e nel Lagonegrese il problema più serio pare essere la compromissione di alte figure pubbliche della zona con la sanità privata. Nulla di penalmente rilevante – riferiscono – ma di grande sconvenienza per l’immagine. Evvabbè, ma chi sarebbero queste figure? A questa domanda il silenzio conseguente è rotto solo da un ancor più grande e assordante mutismo. Allora abbozziamo, riportiamo e andiamo avanti, nonostante ci riferiscano che questa questione impedirebbe di fatto che nel Lagonegrese si possa creare un fronte comune e compatto per la difesa e il rilancio dell’Ospedale di Lagonegro così come sta avvenendo nel Metapontino: se così dovesse essere troppi interessi dilaganti e diffusi rendono impossibile il compattamento di questo fronte. E i pettegolezzi parlano pure di un incontro dell’assessore Leone, ieri, con rappresentanti importanti di Forza Italia, il suo partito, che ricoprono altrettanto importanti ruoli anche nelle Istituzioni (ma se è così e sono veri i pettegolezzi, si sono visti anche per sparlare di queste ipotetiche commistioni? E magari scongiurarle? mah?). In frangenti come questo, però, nulla è più pubblico di un incontro riservato! Le voci sui contenuti della chiacchierata dilagano in maniera forse anche incontrollata, parlano di un assessore che ha ascoltato, ma ha detto poco, ha metaforicamente biascicato volutamente invece di dire.

L’assessore regionale alla Sanità, Rocco leone

Ma cosa ha ascoltato? O, meglio, cosa gli è stato detto? Possiamo solo ipotizzare. Di sicuro che in questo momento Lagonegro è presidio fondamentale in quella zona, e depotenziarlo significa depotenziare un intero territorio. A Lagonegro ci sono reparti importanti che da una riforma sbagliata sarebbero ridotti a niente: che fa una chirurgia a Lagonegro? Si accresce? O resta solo come primo soccorso? E pediatria? E la rianimazione rimane come punto di primo riferimento o da appoggio credibile alle chirurgie? E l’ortopedia? E la medicina? E’ un grosso reparto a Lagonegro, perché ingloba varie anime: c’è una sezione che si occupa di ematologia, una di oncolog, tutto ciò che è internistica. Che fine farà tutto questo? E se l’ospedale viene depotenziato, il personale in esubero che fine farà? Verrà trasferito? Ci sono anche pulsioni non solo di primari, ma anche di medici, di infermieri, di personale OSS. Tutto un mondo e tutto un indotto che significa anche economia locale che gira intorno all’ospedale. Se tutto ciò viene ad essere minato, a Lagonegro potrebbe succedere davvero il finimondo.

L’Ospedale di Lagonegro

Ecco, questo pare che l’assessore Leone si sia sentito dire, abbia ascoltato, ma di questo pare che l’assessore Leone abbia poca voglia di parlare. Ha probabilmente compreso che non può più premere solo sull’ospedale della Magna Grecia (essì, parrebbe che almeno nel Metapontino potrebbero essere soddisfatti), perché scontenterebbe il territorio, ma politicamente metterebbe a repentaglio la tenuta complessiva sua, del Gruppo di Forza Italia e anche della Giunta: le istanze sono serie, a Lagonegro si vota! E poi rischia di mettere a repentaglio i rapporti con due figure apicali, amici di partito, come l’assessore Franco Cupparo e il capogruppo Franco Piro: fino a che punto gli conviene? Ecco che allora pare che abbia deciso di prendere tempo per riflettere sul fatto che è necessario tener conto di un territorio vasto e stare attento a come muoversi, senza mortificare nessuno. Non ha dato risposte, pare, ha solo ascoltato, pare, ma tra Metapontino, Lagonegrese, Melfese e Villa d’Agri starà riflettendo? Vuoi vedere che non è del tutto campata in aria l’ipotesi di lasciare tutto come è (come avevamo già scritto ieri)? Lui pare però non aver fatto marcia indietro sul Piano di Riordino Sanitario, questo sarebbe al momento certo (sarebbe…), ma perché? Vuoi vedere che è perché nel lungo periodo il suo obiettivo è quello di legare il suo nome a qualcosa di importante?

Lagonegro

Lagonegro

Essì, altrimenti perché non dice? Perchè non decide? Vuole passare in qualche modo alla storia? E’ legittimo! Magari per una qualche alchimia studiata in laboratorio? Altrettanto legittimo! Legare il suo nome ad una riforma, magari anche già in larga parte realizzata, ma completarla e legarla per sempre al nome di Leone? Ottima idea! Ma allora – se così fosse – ha capito che in questo momento accelerare vuol dire rischiare di impattare contro un muro, scomparire dalla scena e dalla storia? Si è probabilmente reso conto che per fare la riforma ci vogliono i tempi giusti? Evvabbè, ma allora quando si farà la riforma? Sempre le voci dicono che all’incontro non si è posto in maniera negativa, quindi tanti spiragli restano aperti. Lui può. Solo lui può decidere il destino della sanità lucana in questo momento e legarlo indissolubilmente a lui. Ha di fronte tre opzioni: cambiare tra malumori, dissapori e quasi certi rischi di isolamento e fine di una carriera politica; lasciare tutto com’è e attendere tempi migliori; cambiare davvero e passare veramente alla storia praticando il coraggio di riportare tutto a come era prima, rafforzando magari le strutture ospedaliere periferiche trasformandole, in relazione alla istituenda Facoltà di Medicina, in Centri di Specializzazione post-laurea: ciascun ospedale una specialistica. A beneficio dello studio e della ricerca, della valorizzazione delle strutture e delle risorse che le rendono centri di qualità, a beneficio della crescita del tessuto economico lucano. Quale busta sceglierà alla fine l’assessore? La uno, la due o la tre? Continueremo a parlarne di Lagonegro, domani, in una seconda puntata. (1a – continua)

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