La legge elettorale potrebbe paradossalmente favorire la squadra lucana di Schlein, ma i Cinquestelle sono in agguato. A destra per i meloniani nessun problema
di Angelomauro Calza
La discussione politica da un paio di giorni è incentrata tutta sulle ripercussioni che la nuova legge elettorale così come concepita potrebbe avere in Basilicata.
Secondo l’analisi di Cronache Lucane Fratelli d’Italia potrebbe perdere un seggio tra Camera e Senato e né l’assessore regionale Pasquale Pepe della Lega, né l’attuale Presidente della Regione, Vito Bardi avrebbero possibilità di elezione: visto che la legge elimina i collegi uninominali ai due potrebbe essere riservato un posto nel listone nazionale, bloccato, che entrerebbe però in gioco solo in caso di vittoria del centrodestra. Se tutto dovesse non andare per il verso giusto, soprattutto per Bardi potrebbe essere pronto (finalmente dopo le voci del passato mai confermate dai fatti) un posto da Sottosegretario, così anche per Pepe, ma sempre a patto che al Governo vada il Centrodestra, ovviamente.

Il Presidente Vito Bardi e l’assessore Pasquale Pepe
E sull’altra sponda del fiume cosa potrebbe accadere? Paradossalmente la nuova legge elettorale dovrebbe e potrebbe avere un effetto piuttosto positivo per il Partito Democratico, ma non per il centrosinistra inteso come coalizione. Questa legge favorisce nettamente i partiti maggiori e in Basilicata alla fine la faranno da padroni (dovrebbe essere così, ma mai dubitare è stato più legittimo) Fratelli d’Italia e Partito Democratico che con siffatta legge potrebbe ottenere un seggio sia al Senato che alla Camera. Se questo è, difficile pensare che possa riuscire ad ottenere una rappresentanza in Parlamento qualcuno dei cosiddetti “piccoli”, e nemmeno questa progettuale e ancora fantomatica “lista centrista” che altro non è se non un aggregato di soggetti collocati nel centrosinistra, ma che vorrebbero dar vita a “un centro nel centrosinistra”.

Federica D’andrea
A questo (leggi qua) stanno lavorando l’assessore romano Alessandro Onorato, che ha come punto di riferimento l’attuale vice sindaca di Potenza, Federica D’Andrea, Matteo Renzi con il suo fido scudiero Mario Polese, Consigliere regionale, Ernesto Maria Ruffini e Paolo Ciani, che può contare sul Vice Presidente del Consiglio regionale Angelo Chiorazzo. Questa mini coalizione, di grande impatto e significato politico, ma sostanzialmente e potenzialmente meno forte nei numeri, anche se in crescita, non dovrebbe impensierire il Partito Democratico ed alcuni suoi rappresentanti, fatti due conti, potrebbero avere qualche possibilità solo con la contestuale evenienza di sconfitta del centrodestra e presenza in posti che contano nel listone nazionale.

Mario Polese
Tra questi discorso a parte potrebbe meritare Mario Polese, che alcune voci incontrollate danno come uno di quelli che Renzi destinerebbe a un collegio fuori regione e che quindi del listone potrebbe disinteressarsi a fronte di una elezione certa in un collegio “renziano di ferro”. Con la situazione attuale a sinistra il Partito Democratico dovrebbe o potrebbe eleggere un deputato e un senatore, mentre gli altri parlamentari sarebbero appannaggio del centrodestra. Potrebbe quindi finire tre a due per il centrodestra escludendo da questo calcolo i listoni nazionali che potrebbero aumentare il divario tra i due opposti schieramenti. Detto questo, resta una variabile al momento imponderabile, ma sostanziale e decisiva, perché nel caso in cui il Movimento Cinquestelle dovesse quantomeno confermare le percentuali della scorsa tornata elettorale i due rappresentanti che in premessa abbiamo ipoteticamente assegnato al PD potrebbero in realtà essere di fede pentastellata: in questo cado per il Partito Democratico sarebbe una vera e propria Waterloo. Va considerato però che la legge elettorale è una legge ordinaria e no Costituzionale, per cui al tirar delle somme nulla dovrebbe cambiare per quel che riguardfa i seggi da assegnare al Senato alla Basilicata che restano tre. Alla Camera i seggi sono quattro perchè si utilizza il criterio della ripartizione per popolazione il listone nazionale di cui da giorni si parla, in realtà fatte queste precisazioni, non ha ragione di esistere in quanto tre parlamentari verranno eletti con il criterio proporzionale puro, uno va automaticamente assegnato alla coalizione che vince a livello nazionale. Quindi secondo i sondaggi più recenti, in Basilicata se a livelo nazinoale vince il centrodestra si vedrà assegnati 3 deputati e due senatori. Lo stesso in caso di vittoria del centrosinistra con numeri invertiti.

