L’ipotesi prende forza sulla scorta di un ragionamento fondato su una serie di elementi inconfutabili. E alla fine anche Santarsiero per Potenza e CIfarelli e Chiurazzi per Matera potrebbero, sia pur per ragioni diverse, essere parte del progetto

di Angelomauro Calza

Piero Lacorazza si candida Presidente dellaRegione. Un azzardo? Una fantasia? No, il frutto di un semplice ragionamento che si basa su simbolismi e su fatti accaduti negli ultimi mesi.

Piero Lacorazza

Piero Lacorazza

Sul grande tre per sei sotto la scritta #Basilicataprima Piero Lacorazza è immortalato mentre si toglie la giacca, quasi a voler dire “mettiamoci a lavorare”. Oppure se la sta mettendo, quella giacca, a voler dire “andiamo”?  Beh, se la giacca la stia svestendo o la stia indossando è un enigma destinato a rimanere tale, al pari di quello ormai storico e celebre del passaggio della borraccia tra Bartali e Coppi: chi la stava passando e chi la stava prendendo? Enigmi. Ipotesi. Come un enigma che scatena tante ipotesi è quel che accadrà nell’assemblea che Piero Lacorazza ha convocato per domani. Una riunione rigidamente a porte chiuse, perché Lacorazza vuole discutere e fare sintesi con i suoi, dopo che più di un anno sta vivendo momenti partecipativi sul territorio, nelle piazze, in un camper che ha macinato chilometri, il livello che preferisce per ascoltare e raccogliere istanze e indicazioni di persone e movimenti per poter sviluppare la sua azione politica al meglio.

Più volte, già dall’inizio della scorsa estate, Lacorazza aveva detto al PD “per la Presidenza né io, né Pittella”, ed aveva sicuramente non a caso lanciato il nome di Massimo Osanna, accarezzando anche l’ipotesi Carmela Suriano . Insomma Lacorazza il suo “no” al Pittella-bis lo ha manifestato pubblicamente da sempre, ed ha anche specificato che non è un “no” alla persona, ma perchè dopo il 4 marzo la gente lucana aveva manifestato una evidente voglia di cambiamento, segnali che il PD aveva il dovere di raccogliere.

Mario Polese

Mario Polese

Certo, a ben vedere le cose, e a rileggere dichiarazioni che nel tempo sono state rilasciate, gli attacchi di Piero Lacorazza sono sempre stati attacchi sul piano politico al segretario, Mario Polese, mai a Pittella. Ha sempre badato a non commentare altro che la politica e fatti politici, lasciando da parte questioni più prettamente legate alla cronaca giudiziaria. E la “sua guerra” Piero la sta vincendo anche in questi ultimi tempi, con il ritorno di battaglie su ambiente e petrolio che hanno messo in fuorigioco Lega e Movimento Cinquestelle. Intanto, a prescindere se la data delle elezioni sarà una settimana prima o una settimana dopo, tirando le somme tra scadenze e adempimenti amministrativi e burocratici mancano sì e no una ventina di giorni alla presentazione delle liste e alla chiusura degli accordi politici. I tentativi esperiti nel tentativo di convincere Marcello Pittella a fare un passo indietro sono tutti falliti, e Lacorazza è comunque quello che ha pagato un prezzo politico proprio per le posizioni e le azioni in relazione allo SbloccaItalia. La vicenda delle trivelle, peraltro, servì molto, perché fu in realtà una costruzione di relazioni che lo portarono al ruolo di guida delle dieci regioni che votarono l’adesione al referendum. In più oggi Lega e Movimento Cinquestelle propongono cose che all’epoca sono state già dette da Lacorazza che predicava un territorio governato in maniera endogena. A questo punto perché non dovrebbe giocarsela da Presidente?

Essì, perchè da candidato Presidente anche mediaticamente potrebbe condurre le sue battaglie in prima persona, senza timore di alcun confronto.

Marcello Pittella

Marcello Pittella

Quindi Lacorazza che presenta sue liste a Potenza e Matera? Essì, perché se questo è bisogna anche tener conto che dopotutto la Legge elettorale l’ha scritta lui, e le liste bisogna presentarle sia a Matera che a Potenza. Ma sa anche fin troppo bene che da soli la battaglia è davvero improba. E allora il bisogno di trovare alleanze c’è, è necessario correre con il sostegno di altri. Ma chi? Il primo pensiero corre a chi insieme a lui ha condiviso alcuni momenti importanti della vita politico-amministrativa lucana negli ultimi mesi. Momenti come la riforma dello Statuto, il “no” alla Legge di riordino della sanità, il “no” al Piano dei trasporti, il sostegno alla nuova Legge elettorale, mentre all’interno del Partito Democratico va tenuto conto delle posizioni contrarie al Pittella-Bis. Se questi sono gli elementi, il nome che viene automaticamente alla mente è quello di Vito Santarsiero. Il Presidente del Consiglio regionale a dire il vero ha sempre espresso chiaramente le sue posizioni, esaltando ogni volta il bisogno di costruire una coalizione unitaria di centrosinistra per vincere le elezioni, ma se un tavolo di centrosinistra non c’è, alla luce anche delle posizioni contrarie alle primarie di coalizione espresse da Speranza, si commette un errore, è un limite. E Santarsiero recentemente ha anche ribadito la sua posizione rispetto al Pittella-Bis: “Marcello è una risorsa, ma da utilizzare in maniera diversa”.

Vito Santarsiero

Vito Santarsiero

Quindi la sostanza è che lui sta lavorando nel tentativo di salvare il salvabile. Ma la domanda a questo punto è: “e se il salvabile non si salva? Cosa accade?”. Di sicuro non andrebbe con LeU, visto che tra le sue fila si è schierato il sindaco di Potenza, Dario De Luca, che di sicuro non figura nell’elenco delle persone gradite a Santarsiero. E quindi, di risulta, non gli andrebbe a genio neanche Carmen Lasorella, al pari di Lacorazza, che le rimprovera il fatto di aver più volte criticato la Legge elettorale, arrivando a presentare anche ricorso e il silenzio sul petrolio. Sapendo che Lacorazza e Santarsiero si sono parlati ed hanno condiviso alcuni ragionamenti, in conseguenza e in funzione della sintonia più volte praticata, è legittimo prevedere che laddove il tentativo di Santarsiero dovesse fallire, il primo che potrebbe accompagnare il progetto di Piero Lacorazza è proprio lui, il Presidente Vito Santarsiero. Solo lui? Basterebbe? Certo che no. Lui è forte su Potenza, ma a Matera? Chi darebbe credito al progetto di Lacorazza?

L'assessore Roberto Cifarelli

L’assessore Roberto Cifarelli

Se dobbiamo ragionare ragioniamo a tutto campo. Di sicuro c’è che in queste ultime ore, i materani Chiurazzi e Cifarelli pare che si siano sulle posizioni di Zingaretti, che si prepara a vincere il congresso. Le trattative ultime per scongiurare tale operazione sarebbero avvenute proprio durante il pranzo ufficiale di ieri in occasione della inaugurazione dell’anno di Matera Capitale europea della Cultura. C’è quindi un’area politica intera che a questo punto potrebbe aumentare il numero di chi condivide il progetto di Lacorazza, che non si è ancora espresso in chiave congressuale, ma che da anni ha ottimi rapporti proprio col presidente del Lazio. Accadrà? Enigmi. Ipotesi. Destinati per ora a e per poche ore a rimanere tali, anche perché alla fine è il risultato che conta: Coppi o Bartali borraccia a parte sempre due fior di ciclisti erano, e Lacorazza, che sul tre per sei la giacca la stesse indossando o svestendo… sempre attività politica svolge. Le giacche camminano, si fermano, ascoltano, sudano, si sporcano e si lavano, si aprono e si chiudono. E se anche tra marito e moglie i pantaloni non si sa chi li porta, la giacca la porta sicuramente sempre l’uomo. Perché la giacca “è” l’uomo in tutte le sue espressioni. In questo caso l’uomo politico che potrebbe far sì che quella sia la giacca di un candidato Presidente. L’unica cosa che manca a questa giacca è la marca, perché di sicuro da nessuna parte si vede il simbolo del PD.