Dopo la presunta rivalsa di Forza Italia e Lega che potrebbero andare da soli, altro pericolo in vista per l’assessore: voci e ipotesi di movimenti interni a suo danno

di Angelomauro Calza

Premessa necessaria: quale che sia l’esito di questo momento di crisi nei rapporti interni alla maggioranza della regione Basilicata l’unica cosa che ci interessa come cittadini è che gli sviluppi, quale che siano, dalla ricomposizione, al rimpasto, al ritorno alle urne, portino ad uno slargo risolutivo dal carattere definitivo. Non tifiamo per nessuno, quindi, se non per un governo regionale che inizi finalmente a dare risposte ai cittadini più che continuare a fargli porre interrogativi e domande che restano là, disattese. Detto questo, riprendendo il ragionamento iniziato ieri (vedi ) sono tante le voci che girano, più o meno attendibili almeno a livello di ipotesi. Parlavamo di un probabile bicolore Forza Italia-Lega, con l’esclusione di Fratelli d’Italia e di Gianni Rosa. Bene, ne gira una che invece vedrebbe inalterata la composizione della Giunta regionale a livello di partiti. Eggià, perché il ragionamento di ieri era solo in funzione dell’assetto funzionale ad un nuovo esecutivo, ma all’interno di Fratelli d’Italia? Come stanno le cose? La dinamica è complessa.

L'assessore Gianni Rosa

L’assessore Gianni Rosa

E’ un fatto che Michele Napoli non può continuare a stare in panchina, mentre Salvatore Caiata dovrà decidere dove ri-candidarsi. In Basilicata? Potrebbe prendere il seggio. Ma Gianni Rosa è un concorrente e vanta per certi versi anche maggiori diritti a candidatura ed elezione. Per questo, se proprio deve rimanere un esterno nella Giunta regionale, Caiata non potrebbe accordarsi con Michele Napoli? E indicarlo in giunta? Perché no? Potrebbe poi essere lui a portare appoggi e consensi al segretario regionale che potrebbe così convincere la Meloni a candidarlo a Potenza (perché poi alla fine decide la Meloni, a Roma). Rosa ha comunque buone possibilità di rimanere ancora in giunta, visti gli apprezzamenti che il presidente Bardi ha più volte espresso nei suoi confronti, e sempre che non si vada verso un bicolore, però se questo è quel che appare all’esterno, all’interno di Fratelli d’Italia Rosa rappresenta un elemento di instabilità, soprattutto dopo che ha pressato per Tisci direttore di Arpab, riuscendo a concretizzare la nomina. E comunque la presenza di Rosa sul territorio è indiscussa, l’uomo forte è lui, difficile scalzarlo.  Staremo a vedere. Intanto, andando a rispolverare le cronache degli ultimi mesi, notiamo che non è la prima volta che una seduta del Consiglio regionale termina per mancanza del numero legale. La seduta del 25 giugno scorso vide mancare il numero legale tanto da spingere il capogruppo leghista, Coviello, a diramare una nota in cui richiamava gli alleati della compagine di centro-destra ad un impegno più proficuo e ad una presenza più costante per assicurare il corretto svolgimento dei lavori del Consiglio. Erano assenti tutti i consiglieri di Forza Italia, tanto che arrivarono le scuse ufficiali a mezzo stampa, da parte dei consiglieri Acito e Bellettieri. Altro episodio riguardò la seduta del 4 febbraio, quando il numero legale venne meno sempre per le assenze di esponenti della maggioranza. Con un balzo temporale a ritroso andiamo a novembre 2019, alla seduta del Consiglio che vedeva i vertici della Total spettatori di eccezione, seduti ai primi posti riservati al pubblico. Insieme ai consiglieri dell’opposizione che decisero di abbandonare l’aula per protesta, uscì dall’aula anche il leghista Zullino, che motivò poi il suo gesto con denunce pesanti riguardanti comportamenti e metodi da lui non condivisi, utilizzati per determinare provvedimenti e nomine all’interno della maggioranza. E anche venerdì Zullino, dopo aver visto bocciato il suo emendamento proposto all’Assemblea, è scomparso all’improvviso dagli schermi dei partecipanti al Consiglio regionale, come a dire “non mi fate giocare con voi? E allora andate alla malora, vado a giocare da solo!”, determinando così un’altra mancanza del numero legale. Questo per dire che l’episodio di venerdì è solo l’ultimo di una serie di inciampi della maggioranza sul numero legale, tutti causati da diversi episodi legati a provvedimenti in discussione che verosimilmente non incontravano l’unanimità dei consensi all’interno della compagine di centrodestra. Allora, se questo è, vuol dire che il problema non nasce nella seduta di venerdì? E se è così allora nessuno può puntare il dito? C’è forse bisogno di un esame di coscienza e che tutti si cospargano il capo di cenere?

Vito Bardi

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi

Che il vero tema, quello centrale, vede una revisione dei rapporti del Presidente Bardi con il Consiglio? Con gli eletti forse bisognosi di un rapporto più profondo con il Presidente? Che vorrebbero più ascolto? Più confronto anche in privato? Ha ragione chi sussurra che se Bardi riesce a instaurare un rapporto più diretto e profondo con i singoli consiglieri le cose possono migliorare a beneficio di un futuro politicamente meno complicato? Non si sa. Staremo a vedere cosa accadrà a Roma, quella città dove fu deciso che Bardi sarebbe stato Presidente, dove si decideranno le sorti di Fratelli d’Italia in Basilicata. Quella Roma che agli occhi dei cittadini provvederà comunque a sancire la poca autonomia regionale di questa maggioranza.

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