Cosa potrebbe esserci dietro il possibile passaggio di Vizziello alla Lega, le diatribe in Forza Italia, le aspirazioni di Zullino e il possibile voto-trabocchetto per Carmine Cicala. Se le ipotesi rispondessero a verità Latronico resterebbe al palo

di Angelomauro Calza

Il Vice Segretario della Lega lucana, il Consigliere regionale Massimo Zullino

Sintetizziamola così: c’è chi dice che se dovesse avvenire il passaggio di Giovanni Vizziello da Fratelli d’Italia alla Lega, con la regia di Massimo Zullino, accadrebbe per due motivi che lascerebbero poco spazio agli ideali. Il primo è rappresentato da una sorta di protesta nei confronti di chi ha voluto nominare coordinatore regionale del partito Piergiorgio Quarto che a Fd’I è arrivato da poco e non lui che invece è stato eletto nelle fila del partito della Meloni in cui opera da tempo.

Cosimo Latronico

Il secondo motivo ha un altro nome: Cosimo Latronico. I maldicenti, ma bene informati, vociferano che tra i due non corra buon sangue, per cui quando Vizziello ha saputo che Latronico sarebbe stato indicato da Roma come futuro secondo assessore regionale di GFd’I si sarebbe risentito. Quale migliore strategia, allora, per togliersi un sassolino dalla scarpa e anche una soddisfazione, se non andar via da un partito che senza di lui non avrebbe più i numeri per rivendicare un secondo assessore?

E così Quarto registrerebbe una prima sconfitta e l’amico-nemico Latronico resterebbe ancora fuori dalla Regione. Questa operazione porterebbe Massimo Zullino a poter rivendicare un avanzamento gerarchico interno alla Lega: chiedere la segreteria regionale della Lega che a questo punto, con un consigliere in più, può rivendicare con maggiore forza la guida di Acquedotto Lucano o di Apibas, dove è in pectore il meloniano Michele Napoli sin da agosto.

il sen. giuseppe moles

Il sottosegretario giuseppe moles

Voci da Forza Italia: Giuseppe Moles parrebbe non voler vedere nè sentir manco parlare di Franco Cupparo e di Rocco Leone, e Rocco Leone e Franco Cupparo pare non vogliano sentire né vedere Giuseppe Moles che nei giorni scorsi ha ricevuto la Consigliera di parità, Ivana Pipponzi: un segnale a qualcuno? Non è che l’ha ricevuta da coordinatore regionale del partito per proporle qualcosa come hanno malignato in tanti? Mannò, chiariamo subito: sono cortesie istituzionali che ricorrono da sempre, nient’altro che un incontro tra due figure istituzionali, l’uno sottosegretario, l’altra consigliere di parità. Intanto lunedì prossimo in Regione riunione dei Gruppi. Il giorno dopo si vota per decidere chi saranno i grandi elettori che a Roma esprimeranno il loro voto per l’elezione del Presidente della Repubblica. Sembrerebbe tutto scontato: Bardi, Cicala e uno tra Cifarelli e Pittella. Sembrerebbe.

Il Presidente Carmine Cicala con il Consigliere di FI Franco Piro: chi tra i due sarà grande elettore?

Eggià, perché se così fosse Fratelli d’Italia resterebbe al palo. Unica certezza è che deve necessariamente essere delegato un componente dell’opposizione. Bardi non si tocca, resterebbe in bilico il Presidente Carmine Cicala, ma Fd’I accetterà senza reazione alcuna questa ipotesi? E anche Franco Piro: può essere sempre lui l’escluso da tutto? Cè un però: se per Piro la strada sembra chiusa dal Presidente Bardi per via della appartenenza allo stesso partito, per qualcuno di Fratelli d’Italia potrebbero aprirsi le porte della Camera grazie alle modalità di votazione: due preferenze e con voto segreto, per cui teoricamente nel segreto dell’urna potrebbe accadere di tutto. Per il momento sembrerebbe essere tutto e da giornalista… il naufragar m’è dolce in questo mare.

 

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