Latronico accusato di aver agito in autonomia. Disatteso l’impegno di lavorare sulle riforme strutturali che interessano i settori chiave dell’economia lucana

di Angelomauro Calza

“Settembre poi verrà, ma senza sole e forse un altro amore nascerà”. Beh, la canzone di Peppino Gagliardi, cult di inizio anni ’70 si presta all’attualizzazione metaforica applicata alla politica regionale. Tutto nasce dall’introduzione del ticket farmaceutico di 2 euro e 50 centesimi per ogni ricetta presentata in farmacia. Alle proteste di sindacati, associazioni e partiti di opposizione l’assessore Latronico ha risposto precisando che una larga fascia di cittadini non sarà interessata al pagamento, garantendo l’esenzione a chi rientra in molteplici casi di condizioni particolari di salute, di reddito e di età. Ciononostante le proteste non si sono sopite. E alle proteste nelle ultime ore si è aggiunta anche la posizione di Azione in seno al Consiglio regionale che ha chiesto di discutere del provvedimento in una riunione di maggioranza. Sarà questo prodromo quantomeno di una verifica politica? Può essere. Se tiriamo fuori dai cassetti della memoria quanto accaduto mesi fa in occasione della discussione e dell’approvazione del bilancio, caso Cicala a parte, non possiamo non ricordare che in quell’occasione fu proprio Marcello Pittella a tendere una mano all’interno della coalizione di maggioranza assicurando comunque il suo sostegno pur di fronte alla gravità economico-finanziaria registrata soprattutto nella sanità. All’epoca si specificò che si trattava di un sostegno tampone a patto di dare impulso a una stagione delle riforme che dovevano interessare la sanità – appunto – l’agricoltura, l’energia, il piano industriale, il lavoro, il digitale. Fu indicato il termine del 31 dicembre per una verifica sullo stato di attuazione se non della approvazione. In quella occasione Azione pose un out out: quelle riforme erano la conditio sine qua non per continuare il percorso iniziato all’indomani dell’elezione del Consiglio.

L’assessore Cosimo Latronico

Allora tutti condivisero, ma, oggi, poco o nulla sembrerebbe essere stato fatto. Da qui il pensiero maligno: sarà la questione ticket la miccia che innescherà un processo di verifica interna alla maggioranza di centrodestra? Alla Giunta viene rimproverato che da quel momento sono stati varati solo atti di programmazione ridotti a meri atti amministrativi, come appunto il ticket in questione che sembrerebbe essere fatto passare come operazione di sistema senza esserlo, ma cosa ancor più grave è che parrebbe non essere stato discusso in maggioranza, un atto che Azione giudica troppo severo per i lucani, grave sotto il profilo metodologico e poco incisivo politicamente per poter essere condiviso dal partito di Calenda. Resta il dato ufficioso e non confermato ufficialmente che nel primo trimestre dell’anno sembrerebbe esserci un debito legato particolarmente all’emigrazione sanitaria di oltre 40 milioni di euro. Ma allora la questione è ben più importante e ampia rispetto al solo caso-ticket? Sarà accertato nei prossimi giorni e comunque non appena si verrà a conoscenza dei contenuti della discussione che dovrebbe animare la riunione dei partiti del centrodestra: di sicuro una ben più grave situazione politica anche rispetto al voto contrario sul bilancio dell’assessore Cicala che ha scosso le cronache politiche di inizio anno. Un inizio di settembre senza sole, quindi, pur con il caldo che continua ad imperversare e che se pure terminerà meteorologicamente, infuocherà la politica regionale con il dubbio che potrebbe anche nascere qualche altro amore.

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