Il candidato Governatore del Centrosinistra racconta ad Angelomà gli ultimi 8 mesi di vita politica. Non gli è più piaciuta la destra perchè ha perso classe e stile di una volta. Lascia dubbi sulla proposta di un sottosegretariato ricevuta, e lancia segnali di pace sulle cose da fare agli avversari. I suoi rapporti con Grillo, il suo giudizio sulla Franconi.
di Angelomauro Calza

E’ stato coinvolto quasi all’improvviso. Una sorpresa per tutti, ma per lei? E’ stata una sorpresa essere stato individuato come candidato governatore?

E’ stata una sorpresa. Non ci pensavo manco lontanamente. E’ stato un segno di stima da parte di tutto il centrosinistra. Parlo di centrosinistra, non parlo di singoli, né di segmenti della coalizione, tengo a precisarlo ulteriormente, perché se il centrosinistra non fosse stato unito intorno al mio nome non avrei accettato. Questa destra non è la destra vera, è una pseudo destra da combattere. Questo il motivo per cui mi sono sentito di scendere in campo, di accettare la candidatura che mi veniva dal centrosinistra. Non mi ci trovo nei valori di questa destra. Non sono più i valori di una volta.

Carlo Trerotola

Ma allora è il centrosinistra che ha abbracciato delle idee del centrodestra o è il centrodestra che si è allontanato dalle sue?

Certamente il centrodestra si è allontanato da quello stile e quella classe che c’era nel vecchio centrodestra non solo in Basilicata, ma in tutta Italia, e il centrosinistra si doveva espandere per contrastare questo centrodestra.

Combattere questa destra, quindi combattere anche il sovranismo?

Il sovranismo visto come una negatività sì.

Adesso si trova a fare opposizione a quella che è una maggioranza di centrodestra. Come giudica questa situazione?

 

Il centrodestra spero che non sia così allineato al centrodestra nazionale, perchè quando qualche volta i consiglieri di maggioranza, soprattutto della Lega, sottolineano “Lega Bassa Italia” e sottolineano “Lega Basilicata” sinceramente mi fa piacere, perchè è come differenziarsi dalla Lega nazionale. Se lo sottolineano penso voglia dire che anche loro non condividono determinate cose. Quando si è parlato di autonomia fino a due mesi fa, loro avrebbero certamente difeso la Basilicata mettendosi di traverso rispetto al governo nazionale, sono convinto che avrebbero difeso a spada tratta la nostra regione. Io la vedo così, è il mio punto di vista.

Però sta nei fatti che il centrodestra da sei o sette mesi è al governo della Basilicata e da qualche parte si levano delle voci di ancora non completa operatività, qualcuno accusa questa giunta regionale di non aver ancora iniziato a governare. Che ne pensa?

Sicuramente è una nota dolente importante, considerate che se non sbaglio nella maggioranza ad avere già avuto esperienza in Regione è il solo assessore Rosa. Penso che mi sarei trovato in queste condizioni anche io, anche se avevo dalla mia parte alcuni candidati con esperienza. Un certo immobilismo c’è, ma diamo del tempo e poi penseremo ad attaccare. Loro devono dare conto ai cittadini più che alla minoranza, noi agiamo da stimolo per un lavoro costruttivo, non c’è un’azione di blocco o di negatività. Se propongono qualcosa di buono e valido per i cittadini penso che tutto il centrosinistra voti a favore, io certamente farei così, ma sono convinto che vale per tutta l’opposizione.

SPERANZA A BOLOGNA

SPERANZA A BOLOGNA

In rapporto a quella che era la sua idea di sanità, che ha fatto conoscere e socializzato durante la campagna elettorale, come si sta muovendo ora l’assessore Leone?

L’assessore Leone potremmo dire simpaticamente che ha un brutto carattere, abbiamo avuto anche una persona di spicco del centrosinistra con lo spot ha un brutto carattere. Leone si ritrova vecchie patate bollenti e deve risolverle. Ci sono delle cose positive che ha fatto il governo precedente di cui io non facevo parte, e ci sono cose non condivise o da migliorare. C’è il famoso decreto che blocca le assunzioni e che ha bloccato il vecchio governo regionale rischiando di bloccare anche quello nuovo. Devo dire che da questo punto di vista siamo fortunati ad avere ora un ministro lucano e speriamo che Speranza possa dare una mano ai cittadini, non al governo, dobbiamo vederla in questo senso. Se Speranza può dare una mano alla regione non dobbiamo vederla come se avesse aiutato il governo regionale di centrodestra, ma come un aiuto ai cittadini. Quindi se si riesce a convergere su alcune cose con l’assessore Leone io non credo che lui si possa mettere di traverso.

Ma allora se l’attuale centrodestra proponesse al Consiglio un provvedimento che a suo giudizio soddisfacesse bisogni e servizi della gente lo voterebbe?

Assolutamente sì. Lo può proporre il diavolo, ma se è a vantaggio dei cittadini – non di politici – di quelli che difendo quotidianamente, non esiterei a votare in favore. I problemi della gente non vanno ignorati. Se la gente ha problemi di lavoro, nella sanità, bisogna aiutarli. Io non do conto a politici di rango né ho padrini: io devo dare e do conto alla gente. Sia a quella che mi ha votato che a quella che non mi ha votato. Siedo in Consiglio per questo.

Dopo le elezioni è accaduto che il centrosinistra non si è ritrovato unito

Non direi. Direi che c’è stata discussione. Io farei riferimento al vecchio segretario di stato di Kennedy, Sorensen, che aveva fatto un manuale su come si decide alla Casa Bianca, che è sempre attuale. Si decide dopo un ampio dibattito. Il dibattito è importante e nel centrosinistra alla Regione c’è ancora dibattito, scambio di idee, ma alla fine si è uniti sempre. Un po’ come accaduto in questi ultimi tempi per il governo, dopo che è stato insediato. C’è un arricchimento di dialettica, di idee. Sono i diversi punti di vista che vanno ad arricchire il dibattito ed allargano potenzialmente la platea.

Resta il fatto che alla Regione lei ha fatto Gruppo a sé, il segretario regionale Polese sta col PD e Pittella con il suo.

Ma sono elementi che arricchiscono il dialogo, la dialettica. E anche se io aderissi a un gruppo o a all’altro non avrebbe importanza se alla fine la dialettica e le rispettive opinioni confluiscono in un unico progetto politico che ci trova concordi.

Zingaretti a Potenza per Carlo Trerotola - Foto di Giacomo Silvano

Zingaretti a Potenza per Carlo Trerotola – Foto di Giacomo Silvano

Quindi lei resta indipendente?

Indipendente sì, ma ascolto tutti

 Ci sta chi dice con malizia che si sono moltiplicati i gruppi per moltiplicare i finanziamenti

Questi discorsi non mi piacciono, non ho proprio idea. Sarebbe riduttivo se lo si facesse solo per quello. Io ho fatto gruppo a sé stante perché mi è stato chiesto da una grossa fetta di miei elettori, non perché volessi sistemare qualcuno

Si era sparsa la voce che Carlo Trerotola era tra i nomi in ballo per un sottosegretariato. Cosa c’è di vero?

Che ti voglio dire? Poteva anche essere una voce reale…

…Quindi è reale?

Non lo so, si è bisbigliata questa cosa, però bisogna anche pensare: potevo io essere all’altezza di una cosa del genere? Non credo, quindi andiamoci piano, la politica è una cosa molto seria, cerchiamo di non fare il passo più lungo della gamba.

Cioè?

Cioè, parlando per assurdo, io non accetterei mai di andare a fare il Presidente del Consiglio. Bisogna avere predisposizione ed essere pronti. Io ho già sudato tanto per questa candidatura

L’approccio c’è stato allora?

Lasciamolo largo…

Ma a questo punto, largo per largo, che sottosegretariato era? Alla Sanità?

Beh, di certo non avrei potuto fare qualcosa non riferita al mio campo professionale. Già è difficile fare qualcosa di cui si ha competenza, figuriamoci poi se mi mettevano a una parte lontana dal mio campo. Con questo non voglio dire che sarei in grado di fare il sottosegretario alla sanità, ma quantomeno è una cosa del mio settore. Se fosse stato un settore distante non avrebbe avuto proprio senso. In questi ruoli serve la specificità. Dei tecnici

Però noi abbiamo un Trerotola che è, sì, il farmacista di Chianchetta, ma sappiamo anche che non è il farmacista che quando la farmacia è chiusa legge il giornale o va a giocare a biliardo. Sappiamo invece che Trerotola è uno che le competenze le ha, che sono anni che non si limita alla sola attività di gestire e mandare avanti una attività e che gira il mondo proprio per le sue competenze… 

Questo è bello, ne sono orgoglioso e sono perfino un tantino presuntuoso per questo: perchè ho ottenuto risultati lusinghieri e quando qualche università mi ha chiamato per qualche evento, le prime volte mi tremavano le gambe per la paura, avevo la bottiglietta d’acqua, poi man mano anche negli incontri con colossi e multinazionali, gente di altissimo livello, non ho mai avuto timore di confronti.

Flavia Franconi

Flavia Franconi

Quindi la competenza ce l’ha. Un po’ com’era la Flavia Franconi che era in lizza per la Presidenza dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco…

La Franconi io l’avrei vista più come un Direttore Generale che come Assessore regionale…

Però Lei nel campo la sfida l’ha lanciata più volte. Anzi, non ha avuto bisogno di lanciarla, la sua competenza si è vista nei fatti e nel tempo

Beh, sì…

 Quindi non avrebbe meravigliato nessuno una proposta tipo quella di cui parlavamo?

Sicuramente è una cosa bella, ma avrei esitato molto, sono cose enormi.

Ha declinato per questo? 

No, no. Non diciamo così.

Allora può essere che se alla fine la sua nomina a sottosegretario è saltata è stato perché alla Sanità avevano già Speranza ministro, e due lucani, addirittura due potentini, allo stesso Ministero avrebbero un po’ stonato?

E’ probabile. Ci sono dei bilanciamenti. E anche giusti. Se ha inciso mi fa piacere perchè abbiamo un ministro lucano che potrà fare certamente cose buone.

Un’ulteriore lettura era quella che con Trerotola al governo si liberava un posto in Consiglio regionale per il primo dei non eletti.

Sinceramente sono giochi e calcoli che io non ho fatto e non mi ci metto proprio dietro a queste cose.

Possiamo dire allora che era un bisbiglio ad alta voce?

Io lo ho sentito poco, forse ero distratto.

Ma questo bisbiglio che lei stesso dice che pare ci sia stato… veniva da parte di Renzi o di Zingaretti?

Non ho idea. Io l’ho sentito e l’ho letto sui giornali…

E invece questa questione di chi va con Renzi, chi resta nel PD… come si pone in questa disputa?

Al di sopra. Se si è uniti io ci sto, ma se non si è uniti non mi interessa schierarmi. A me interessa il “noi”

Quindi o si fanno cose comuni oppure ognuno per fatti suoi…

Se il discorso è aggregante ed impera il “noi” ci sto, se invece si tratta di supportare un “io” allora non mi interessa. Io mi pongo a favore del noi e non dell’io. Se io dovessi scegliere una parte non avrebbe senso, quale è il senso di fare una scelta individuale? Se non si lavora insieme non si va da nessuna parte. Io sono per costruire una unione più larga possibile, adesso si sentono tanti malumori di destra che si stanno avvicinando al centro, il centro si sta allargando e pure la sinistra deve raccogliere, devono unirsi, si deve lavorare bene, arricchendo di più il centrosinistra con una dialettica importante.

Mi pare di capire che o si sta tutti insieme oppure lei si comporta come alla Regione: un gruppo a sé stante equidistante da tutti.

Sì. Equidistante da tutti. Ma senza fare chiasso, con discrezione. Sono per il fare non per l’apparire. Il che non significa che alla Regione non faccia opposizione. Sono però per una opposizione costruttiva, concedendo i giusti tempi a quelli della maggioranza perché hanno oggettivamente bisogno di un po’ di tempo per iniziare la loro strada, per carburare. Poi dovranno dar conto. Ai cittadini, non a me personalmente

Ritorno un attimo indietro. Alla fine è vero che è rimasto sorpreso perché ha riconosciuto un attestato di stima di tutto il centrosinistra, stimato come persona soprattutto, ma formalmente qualcuno aveva detto che l’ha individuata Marcello Pittella. E’ vero?

La stima in quella occasione mi è stata attestata anche da buona parte del centrodestra, e voglio precisare che se me l’avesse detto solo Marcello non avrei accettato

Ma come è nata questa convergenza intorno al suo nome? Un nome collegato storicamente e per tradizione a tutt’altra parte politica. Come gli è venuto?

C’è stato un periodo che sui social mi capitava di parlare. Sono stato individuato spesso come Cinquestelle, spesso come centrosinistra e anche alcune volte come centrodestra

Quindi in questo momento tu sei un gruppo a sè stante, disponibile a una unione e collaborazione fattiva solo se le varie forze del centrosinistra convergono su un qualcosa che diventi un soggetto unico pur nella identità specifica di ciascuno. Un po’ come accaduto con il Governo. E allora il tuo rapporto con i 5 Stelle, com’è?

Io ritengo sia buono., C’è stima da parte mia verso di loro. Ci può essere stata qualche frizione, può darsi che io abbia inciso su di loro per quel che riguarda il risultato elettorale in Basilicata, però in quel momento non mi convinceva. Non mi piaceva il modo della ricerca del candidato, io ho contatto con la gente e in molti la pensavano come me.

Beppe Grillo

Beppe Grillo

E’ stato accusato anche di aver avuto simpatie per i Cinquestelle e per Grillo

Io sono stato spesso agli spettacoli di Grillo e ho trascorso con lui del tempo a parlare. Era il 2006, 2007, non negli ultimi mesi. E ci sono delle cose che condividevo. Quando ci si circonda di persone e personalità di altissimo valore, come ha fatto Grillo, perché non ascoltare? Io ho grande predisposizione all’ascolto. Questa unione PD Cinquestelle, al di là delle intese di governo, la vedo come un passo avanti, di positivo, di buono. Ci saranno state pure delle forzature, ma alla fine è positivo. Vedremo come andrà. Ho ascoltato Bersani in tv e la pensiamo uguale: la positività è questa. Si riparte insieme. E’ un bene. Ciascuno con le proprie caratteristiche e individualità, ma insieme. Come ho già detto: “l’io” deve essere superato, altrimenti non si va da nessuna parte.

Rassicuriamo chi ancora ne parla, che quella di Carlo Trerotola è stata una scelta maturata che ha seguito quelle che erano le evoluzioni della politica degli ultimi anni e si è conclusa per ora con questo approdo in Consiglio regionale con le intenzioni dette: operare in favore dei cittadini e che si trova nel centrosinistra, ma con lo scopo principale di fare gli interessi della gente di Basilicata. Giusto?

Certamente.