Non è il solo colpevole in una situazione in cui si governa seguendo una programmazione che non c’è. L’assessore e il Presidente si sono incontrati preventivamente?
di Angelomauro Calza
Riflettendo a bocce ferme, dopo che il ciclone sembrerebbe essere stato declassato prima a tempesta, poi a leggera brezza senza che si siano registrate conseguenze degne di nota, il cittadino si chiede: “ma come? Tutta questa turbolenza, tutte le polemiche registrate, le incazzature tra Presidente e assessore all’agricoltura, le animosità interne alla Giunta, le mille ipotesi di assetti futuri dell’Esecutivo regionale, i viaggi a Roma a parlare con i big di Fratelli d’Italia, i video dei ministri, i botta e risposta in Consiglio regionale e chi più ne ha più ne metta, per 6 o 7 milioni di euro, poi diventati 2 o 3, all’interno di un bilancio di poco meno di 5 miliardi?

Carmine Cicala
Cioè ci si scanna per un iniziale 0,0014% in più o in meno da assegnare all’Agricoltura? Come se in una famiglia padre e figlio litigassero per l’aumento di una decina di centesimi della paghetta settimanale? So’ cos’e’ pazz’!” Essì, sembrerebbero proprio se non cose da pazzi, picci di criaturi, se non fosse che per questi picci si sono mosse le montagne della politica lucana e romana che hanno scosso e disaggregato il tranquillo e assopito stato delle cose, e quindi picci non sono. Allora è stata una questione di principio? O forse invece il significato della contesa è più profondo, e noi non riusciamo a coglierne il senso? Ha ragione e coraggio Cicala che ha avuto l’ardire di interrompere la consuetudine atavica di una giunta che vota da sempre compatta il bilancio per poi presentarsi ancor più unita in Consiglio per la sua discussione e approvazione?

Il Presidente Vito Bardi
Ha ragione Bardi che in Consiglio, dopo settimane turbolente durante le quali da più parti veniva sollecitato a prendere provvedimenti nei confronti di Cicala per quel suo voto contromano, ha sostenuto la posizione di proseguire nell’azione di governo regionale con serenità, come se nulla fosse accaduto pur convinto che qualcosa era davvero accaduto? Ed ha avuto ragione Cicala a replicare subito dopo in Consiglio ribadendo le sue ragioni? O Bardi che alla replica si è evidentemente irritato ritornando a minacciare provvedimenti nei confronti del suo assessore? Noi non lo sappiamo, ma qualche osservazione la facciamo. La prima, la più evidente e scontata è una domanda: Ma Bardi e Cicala si sono incontrati o no prima della fatidica seduta di quel venerdì 10 aprile, quando si è votato il bilancio in Giunta come prassi vorrebbe? Cicala aveva chiesto precedentemente a Bardi di rivedere al rialzo le voci che riguardavano il suo assessorato? E Bardi sapeva della richiesta e spiegato preventivamente al suo assessore che soldi non ce ne stavano? Cicala e Bardi si sono presentati alla riunione coscienti l’uno che la sua richiesta non sarebbe stata accolta, l’altro che era stata avanzata e che l’assessore era pronto alla battaglia pur di sostenere la sua posizione? Il voto contrario – in soldoni – è stato un fulmine a ciel sereno o era nell’aria? E se non si sono incontrati preventivamente vuoi vedere che uno era certo che in Giunta la sua richiesta sarebbe stata accolta e l’altro invece non sapendone nulla non ha potuto o voluto accoglierla? E se parliamo, come detto in premessa, di uno zero virgola zero zero e spiccioli, è una questione politica o di rivalse?
O, meglio, questione di metodo – come Cicala ha sostenuto sia nel suo intervento di replica sia nel documento messo a verbale della seduta di Giunta – o questione personale? Sono in molti a sostenere che il tema da affrontare riguardante la Giunta non è solo l’agricoltura, ci sono anche la Sanità e l’ambiente, per esempio. In tanti sostengono che sarebbe necessaria una spinta che provochi una reazione virtuosa sugli altri fronti anche sotto il punto di vista dei Direttori generali, c’è un malcontento diffuso, la sanità è stata a rischio commissariamento e forse ancora il pericolo non è scongiurato. Diciamocelo bello chiaro chiaro: non può continuare a funzionare così. E se volgiamo lo sguardo ci accorgiamo – se vogliamo accorgercene, se qualcuno vuole accorgersene – che lo stesso discorso vale anche per l’ambiente, come dicevamo: cosa la Giunta ritiene di mettere in campo con i due parchi nazionali e con i regionali? Qual è la possibile riforma sulla forestazione che deve diventare produttiva? E per la sanità che deve diventare territoriale e domiciliare facendo eccellenza in ospedale, così come spesso sostenuto da dietro le quinte, solo per le classi patologiche più importanti? Se queste cose (ce ne sono altre, ba queste bastano a mò di esempio) stanno nelle mani di una programmazione che non esiste è inutile limitare il lancio degli strali solo verso un assessore, troppo poca cosa gli spiccioli pomo della discordia, non vogliamo assolutamente pensare che siano solo il pretesto per distogliere le attenzioni da tutta una serie di altre questioni che vanno affrontate per incidere in maniera strutturale e non limitarsi a mettere solo le pezze. Ecco, anche, ma non solo, per questi motivi l’aria che spira non porta con sé elementi di novità: Cicala quasi certamente resterà Assessore all’Agricoltura perché la situazione è tale da non poterlo considerare unico imputato di qualcosa che non va.

