Potrebbe essere il 31 marzo la “domenica del voto”, salvo ricorsi al Consiglio di Stato. Il Tribunale Amministrativo regionale di Basilicata infatti si è pronunciato sui ricorsi presentati avverso la decisione della Regione Basilicata di indire le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale il 26 maggio, in uno con le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Il ricorso presentato da Francesco Pagano, di Idea, è stato dichiarato inammissibile, mentre quello presentato da Antonio Mattia, Gianni Leggierii e Giovanni Perrino è stato accolto. I tre  In particolare, hanno lamentato la fissazione della data delle elezioni di cui è questione soltanto al 26 maggio 2019, stante l’effetto «di dilatare considerevolmente la prorogatio degli organi elettivi regionali scaduti il 17 novembre 2018, con evidente lesione dei principi di democraticità, sovranità popolare e buon andamento della pubblica amministrazione sanciti dalla Costituzione». Tra l’altro avevano lamentato Violazione dei principi di democraticità e sovranità popolare nonché di efficacia e buon andamento dell’attività amministrativa – Eccesso di potere per errore sui presupposti di fatto e di diritto e conseguente travisamento, contraddittorietà, difetto di istruttoria e di motivazione, illogicità,sviamento. La Regione Basilicata, costituitasi in giudizio, ha concluso per l’inammissibilità in rito, e per l’infondatezza nel merito del ricorso.Si è in primo luogo sostenuta l’inammissibilità dell’impugnazione per «carente allegazione dell’interesse concreto ed attuale al ricorso», in quanto il giudizio in questione non costituirebbe «esercizio di azione popolare» e non implicherebbe «una legittimazione diffusa e un coincidente interesse alla legalità del procedimento elettorale».

Giovanni Perrino

Giovanni Perrino

I tre ricorrenti allegando le rispettive qualità, non contestate, di cittadino elettore e di consigliere regionale hanno sostenuto di essere portatori di un «evidente interesse sostanziale, diretto e qualificato alla legittimità del procedimento elettorale e, nello specifico, alla fissazione della data di svolgimento delle elezioni che assicuri il rinnovo nel tempo più breve degli organi scaduti e soddisfi i valori costituzionali sottesi all’espressione della volontà popolare secondo il meccanismo della democrazia elettorale». Il TAR ha ritenuto che i ricorrenti vantino, appunto un interesse sostanziale diretto e qualificato alla legittimità del procedimento elettorale e alla fissazione della data di svolgimento delle elezioni, non essendo per essi indifferente una data piuttosto che l’altra.
Il ricorso sarebbe stato poi da considerare secondo la Regione Basilicata inammissibile in quanto cumulativo, ma il TAR ha stabilito che lo stesso è volto al
conseguimento di un unico risultato, costituito dall’anticipazione della data di svolgimento delle elezioni, rispetto alla quale non è dato ravvisare alcun conflitto, anche potenziale, di interessi tra le parti.

antonio mattia

antonio mattia

Perrino, Mattia e Leggieri, si oegge nella sentenza, non hanno chiesto al TAR di stabilire direttamente la data di celebrazione delle elezioni, bensì soltanto di ordinare, in caso di accoglimento dell’azione di annullamento, all’Ente regionale intimato di procedere all’adozione di nuovo provvedimento di indizione nella prima data utile, nel rispetto di quanto stabilito sul punto dal quadro normativo di riferimento, il che esclude in radice il paventato trasmodamento nell’esercizio di poteri ascritti a altro poteri dello Stato. Per questo il Tribunale Amministrativo sentenzia che l’azione di annullamento è fondata, anche perchè lalegge 2
luglio 2004, n. 165,  intitolata “Disposizioni di attuazione dell’articolo 122, primo comma, della Costituzione”, all’art.5 L’art. 5  “Durata degli organi elettivi regionali”, originariamente prevedeva che «Gli organi elettivi delle regioni durano in carica per cinque anni, fatta salva, nei casi previsti, l’eventualità dello scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Il quinquennio decorre per ciascun Consiglio dalla data della elezione».
Il decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, convertito con modificazioni in legge 15 luglio 2011, n. 111, all’art. 7, ha quindi prescritto: «1. Le elezioni dei Presidenti delle province e delle regioni, dei Consigli comunali, provinciali e regionali, del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati, si svolgono, compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, in un’unica data nell’arco dell’anno. 2. Qualora nel medesimo anno si svolgano le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia le consultazioni di cui al comma 1 si effettuano nella data stabilita per le elezioni del Parlamento europeo». “e le elezioni dei nuovi Consigli hanno luogo non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio”». Ma successive modificazioni e integrazioni di legge hanno stabilito che : «Gli organi elettivi delle regioni durano in carica per cinque anni, fatta salva, nei casi previsti, l’eventualità dello scioglimento anticipato del Consiglio regionale. Il quinquennio decorre per ciascun Consiglio dalla data della elezione e le elezioni dei nuovi Consigli hanno luogo non oltre i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori».

Leggieri e Perrino con l’europarlamentare Pedicini (ph. Melandronews

Infine, la legge regionale della Basilicata 20 agosto 2018, n. 20, recante “Sistema di elezione del Presidente della Giunta e dei consiglieri regionali”, all’art. 5, “Indizione delle elezioni e convocazione dei comizi”, ha stabilito che «Le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale possono aver luogo a decorrere dalla quarta domenica precedente il compimento del periodo previsto dalla legge dello Stato in base all’articolo 122, comma 1, della Costituzione e non oltre il termine di cui all’art. 5 della legge 2 luglio 2004, n. 165». La norma da ultimo richiamata, dunque, che direttamente incide, nella Regione Basilicata, sulla durata degli Organi e sulla scansione dei tempi di celebrazione del relativo procedimento elettorale di rinnovo, è netta nello stabilire, per effetto del “rinvio recettizio” al ripetuto art. 5 della legge n. 165 del 2004, che le elezioni non possono avere luogo oltre «i sessanta giorni successivi al termine del quinquennio o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori». Che il rinvio operato dall’art. 5 della legge regionale n. 20 del 2018 abbia carattere recettizio è reso palese dalla constatazione che il richiamo è indirizzato a una norma puntualmente individuata dalla legge che lo effettua.
Rimarcato anche che la potestà legislativa delle Regioni in materia elettorale ha carattere concorrente o ripartito, spettando alla legislazione statale esclusivamente la determinazione dei principi fondamentali
attraverso una legislazione di cornice. In altri termini, le leggi statali in materia elettorale dispiegano effetti diretti nei confronti degli ordinamenti regionali soltanto nella misura in cui costituiscano “principi fondamentali” in materia, ovverossia laddove siano stati recepiti nell’ambito della legge cornice n. 165 del 2004, o comunque possa attribuirsi a esse tale natura.

L’ulteriore e distinta previsione di cui all’art. 7, n. 2, del d.l. n. 98 del  2011, secondo cui «qualora nel medesimo anno si svolgano le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia le
consultazioni di cui al comma 1 si effettuano nella data stabilita per le elezioni del Parlamento europeo» non ha formato oggetto di recepimento, per testuale scelta del legislatore statale, nell’ambito
della legislazione di cornice in materia elettorale regionale. La potestà legislativa regionale – subordinata, giova ribadire, ai soli principi generali dell’ordinamento legislativo statale – risulta quindi svincolata
dal rispetto di tale ulteriore profilo.  La Regione  – conclude il TAR –  dovrà provvedere a convocare, nel termine di venti giorni dalla comunicazione della presente decisione, i comizi per le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Basilicata, da tenersi nella data utile più ravvicinata.