Nell’immaginario collettivo dei politici, da destra a sinistra, e anche di arte del Partito Democratico sarebbe “sempre più chiara la strategia di guadagnare tempo in tutti i modi”. La motivazione dell’Assemblea dei 1000 delegati convocata per sabato è una scusa? Magari per coprire la mancanza di indirizzo riguardo la decisione da assumere sulle primarie?

Questa la lettera invita intorno alle 18 dal Presidente dell’Assemblea del PD di Basilicata, Vito Giuzio. Ciascuno si formi il giudizio che crede.

“In virtù di sopraggiunti impegni nazionali nella giornata di domani legati all’assemblea di Sabato a Roma che si esprimerà sul Congresso Nazionale e che vedrà la partecipazione di componenti dell’assemblea e della necessità di riunioni preparatorie al Consiglio Regionale di Sabato in Basilicata, l’Assemblea Regionale prevista per domani 16 novembre è rinviata a data da definirsi nelle prossime ore”.  Ci sbagliavamo, quindi l’8 novembre, quando abbiamo scritto “L’Assemblea regionale del 16 novembre indetta da Vito Giuzio si farà. Non sarà quasi certamente rinviata per prendere altro tempo adducendo magari la motivazione che il giorno dopo a Roma è stata convocata quella dei Mille delegati (che tra l’altro dovrebbe sancire la regola che il Segretario del partito ed il candidato Premier non possono coincidere con la stessa persona). Più verosimile pensare invece ad una Assemblea di chiara sostanza ecumenica, che dovrebbe poi sancire solo una sua riconvocazione, con la scusa di discutere alla luce anche delle nuove regole nel frattempo stabilite a Roma, ma che in realtà serva a far slittare tutto a dopo il pronunciamento della Cassazione”. Ci sbagliavamo nella forma, ma non nella sostanza: di fatto, con il rinvio di pochi minuti fa, si prende altro tempo, si rinvia, non si decide e si aspetta. Non ci sbagliavamo, però, quando nello stesso articolo abbiamo scritto :”Se questo è, resta una considerazione soltanto da fare: il Partito Democratico in Basilicata è sempre più “Marcello Pittella dipendente”. E se pure si dimette da Presidente, non vuol dire che si dimette da leader, a questo punto indiscusso, del PD”. Morale? A inviare la lettera è stato Giuzio, ma di sicuro non può aver deciso tutto da solo. Forse anche per niente. Del resto dell’Assemblea del 17 si sapeva da tempo e nessuno aveva mai posto il problemi di “accavallamento:; il fatto di “essersene accorti” solo ora lascia spazio a dubbi e illazioni, soprattutto all’interno del Partito Democratico, soprattutto sotto il punto di vista della condivisione della linea politica.