L’idea di un soggetto politico che accolga tutte le anime politiche anti-centrodestra. Non si tratta più di capire chi si avvicina a chi, ma di lavorare per mettersi insieme sulla base di progetti condivisi perchè l’elemento delle alleanze è fondamentale
di Angelomauro Calza
Ma come? Il centrosinistra esce sconfitto dalle elezioni comunali di Matera e il Partito Democratico non riunisce un direttivo, una assemblea, una cosa qualunque per una analisi del voto? Del perché e del “cosa” non ha funzionato?

Roberto Cifarelli e Marcello Pittella: stretta di mano elettorale o anche profetica?
E i tanti giovani materani che si erano mobilitati mossi da rinnovato entusiasmo verso un progetto nuovo e un uomo, Roberto CIfarelli, che se ne era fatto interprete? Li si lascia là, amareggiati e sconfortati? Mica ci si può permettere di disperdere questo prezioso patrimonio, o no? E i tanti che pensavano fosse l’inizio di una nuova stagione politica, soprattutto partecipativa che avrebbe anche riportato alle urne chi da tempo aveva deciso, deluso, di disertarle? Che risposte hanno ricevuto alla loro attonita presa d’atto del risultato perchè qualcosa non ha funzionato? Nessuna. E non c’è nessun fattore fitofiliaco santochirichiano a spiegare la defaillance. Sì, c’è, ma non può bastare a spiegare la sconfitta. Vaglielo a dire a chi ha votato centrosinistra che ci sono mille spiegazioni, mille interpretazioni, mille letture, ma sono le riflessioni e gli interrogativi non univoci di mille giovani, mille cittadini e cinquecento iscritti al partito: ciascuno ha la sua ipotesi, esposta per strada, allo stadio, in palestra, in mille luoghi, tranne che in quello deputato alle analisi, alle discussioni, ai mea culpa, alla progettazione della rinascita: assemblee e direttivi. E un’altra sconfitta è stata per il PD la perdita della maggioranza alla Provincia di Matera.

assemblea pd a Tito
Anche in questo caso nessuna riunione, nessuna assemblea, nessuna analisi partecipata e discussa nei luoghi deputati. Alle ultime comunali di Matera è nata una alleanza di centrosinistra che vedeva all’interno della coalizione anche Azione che alla Regione è invece posizionata dall’altra parte. Una sorta di ritorno di fiamma di Marcello Pittella verso quella che per decenni è stata la sua famiglia? Allora è stata questione d’amore? È stato un avvicinamento al centrosinistra o a Roberto Cifarelli, candidato sindaco? Il tentativo di Cifarelli a Matera era quello di contribuire a costruire un nuovo centrosinistra, questo è acclarato. Azione ha sempre dichiarato di aver stretto alla Regione un accordo programmatico e non politico con il centrodestra. Quindi… sesso a via Verrastro, amore a Matera? Pot’esse? E allora però, se così è, l’amore potrebbe pure essere corrisposto, no? Potrebbe darsi che almeno una parte del PD adesso questo amore lo ricambi e tenti un avvicinamento invertendo il senso di marcia? Stavolta è il PD, o parte di esso, una sua costola, ad avvicinarsi ad Azione per allontanarla definitivamente dal centrodestra? Non si sa. Di sicuro c’è tanto PD che è convinto che bisogna riprendere a ragionare seriamente e con la mente sgombra da condizionamenti e preconcetti di sorta se si vogliono vincere le prossime elezioni.

Assemblea PD a Matera (Foto di Sassilive.it)
E ragionare vuol dire muoversi su due piani contemporaneamente e obbligatoriamente, ma bisogna saperlo fare scientificamente: uno è quello dell’opinione pubblica, della sensibilizzazione su una serie di temi che il centrodestra sta trascurando o quantomeno trattando con supponenza e sufficienza, e sono i temi della sanità, del lavoro, del petrolio, del reddito familiare. La Basilicata è una regione piccola e che invece di crescere, grazie a politiche non consone né lungimiranti e attente, si sta riducendo sempre più. Si provvede a indebolirla invece di agire per fortificarla. In questo contesto e con questo obiettivo l’elemento delle alleanze diventa fondamentale. E qui il secondo elemento.

Achille Occhetto
Nessun tentativo di avvicinamento ad Azione sic et simpliciter, né ad altri, ma la convinzione che serva “una cosa” (di occhettiana memoria?) completamente nuova che veda dentro tutti quelli del PD che intendono evitare che il partito si rinchiuda ancora di più in se stesso, e tutti quei soggetti politici che condividono l’idea neonatologica. Serve allora un PD che sia più aperto e pronto anche a darsi un pizzico sulla pancia: meglio un pizzicotto prima che dolori e spasmi dopo. Quindi non si tratta più di capire chi si avvicina a chi, e lavorare per risolvere l’enigma, ma di darsi da fare per costruire una “cosa nuova” (dalla svolta della Bolognina a quella della “Milanese”?), che racchiuda in sé progettualità, visione del futuro, capacità e voglia di fare. Ci sarà e quanti saranno nel PD quelli che comprenderanno e decideranno per un vero rinnovamento? E gli altri? Tutti quelli che rappresentano il centrosinistra o parte di esso oggi? Sarà la prossima la stagione che vedrà nascere un nuovo soggetto centrosinistrorso o comunque anticentrodestra che compatti anime ad oggi autonome con il comune intento di recuperare gli spazi che da qualche anno sono stati lasciati al centrodestra? Può darsi, ma ancora si tratta di una identità indefinita, che qualcuno sta tentando di plasmare ad immagine e somiglianza delle aspettative dei lucani e di quel centrosinistra che è ancora convinto di un progetto di rinnovamento serio e condiviso e che bisogna crederci per poterlo vedere realizzato. Ci sarà da lavorare tanto, e noi saremo qui ad osservare.

