Fd’I potrebbe portare a Roma due Senatori e un Deputato. Forza Italia si gioca il seggio alla Camera con Italia Viva (favorita). I Cinquestelle pronti a fare due sgambetti

di Angelomauro Calza

A dar credito ai sondaggi nazionali delle ultime ore (riportiamo quello di Quorum/YouTrend per Sky TG24) le prossime elezioni saranno teatro di una sfida per il primato relativo tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico, entrambi tra il 23 e il 24 per cento (24,2% Meloni, 23,4% Letta), la Lega al 13,5%, M5S 9,9%, Fi raggiunge l’8% (-0,3%), Azione + Europa il 5,2%, (+0,3%) Sinistra italiana/Europa Verde si attesta il 4,0% (-0,2%), Italia Viva al 2,6% (+0,8%) come ItalExit (+0,6%). Insieme per il futuro di Di Maio è all’ 1,8% (-0,8%). Se questo è a livello nazionale, cosa potrebbe accadere a cascata in Basilicata, complici e causa la riduzione del numero dei parlamentari da eleggere che ora si scopre non essere stata voluta da nessuno, ma che quasi tutti hanno votato e questo sistema elettorale che tutti vogliono cambiare e nessuno osa? Alla Camera dei Deputati (stimata anche in Basilicata la supremazia di Fratelli d’Italia rispetto agli altri partiti) il seggio assegnato alla Basilicata sembrerebbe essere destinato al candidato della Meloni.

salvini berlusconi meloni (ph.tiscali.it)

salvini berlusconi meloni (ph.tiscali.it)

Per il proporzionale invece dei tre posti a disposizione uno appare certo essere appannaggio anche qui di Fratelli d’Italia. E gli altri due? E’ qui che viene il bello dell’incertezza, la suspanse dell’ultimo minuto, della lettura dell’ultima scheda estratta dalle urne. Se il Partito Democratico dovesse rispecchiare in qualche modo le percentuali nazionali, il suo capolista sembrerebbe essere favorito rispetto agli altri. Cinquestelle: il dato stimato dal sondaggio è nazionale, ma il Movimento – si sa – è molto più forte al Sud che al Nord, quindi è ipotizzabile una percentuale credibile intorno al 15% che non minerebbe il risultato del PD. Gli intoppi iniziano a sorgere quando parliamo di Italia Viva che in Basilicata i sondaggi danno a circa il doppio della percentuale nazionale, intorno al 5%. Questi i dati a bocce ferme, senza la “variante Marcello Pittella” che se non si verificassero alcune condizioni basilari qualche “Sibilla… Inumana” predice che potrebbe far venire meno il suo impegno nel PD e dare una mano “aumm’ aumm'” a Italia Viva che non a caso ha deciso di candidare in Basilicata il ministro Elena Bonetti. Due i possibili effetti. Il primo: che il PD con Pittella rispecchi le previsioni dei sondaggi e Italia Viva elegga il suo ministro forte della percentuale più alta a danno del secondo eletto per il centrodestra (ma questo significherebbe anche una defaillance complessiva del trio Be-Sa-Me, per cui tutte le previsioni andrebbero a carte quarantotto).

Il Ministro Elena Bonetti che potrebbe essere eletta in Basilicata

Il secondo: che Italia Viva, con l’appoggio di Pittella, raggiunga una percentuale ancora più alta, a danno del risultato del PD. Ciò causerebbe l’elezione della Bonetti, ma anche la possibile entrata alla Camera del capolista dei Cinquestelle a danno di quello del PD. Esiste una terza possibilità, sia pure estrema: che comunque vadano le cose, con il PD unito, si registri un risultato premiante solo per Italia Viva. Queste le variabili, ma resta un fatto che al momento, a bocce ferme, il posto alla Camera sembrerebbe essere appannaggio del Partito Democratico. Per il discorso dei resti, a destra quel che vale per Italia Viva è valido per Forza Italia: l’8% nazionale in Basilicata potrebbe tradursi in quel 12-13 per cento che potrebbe assicurare l’entrata in Transatlantico del suo capolista. Per la Lega, invece, in Basilicata e al Sud vale il discorso inverso affrontato parlando del M5S: il 13,5% nazionale equivale sostanzialmente a un 25/26 per cento al Nord e a un 7/8 per cento al Sud: un dato quindi molto basso. In soldoni, quindi, alla Camera per la Basilicata potrebbero esserci due posti per Fratelli d’Italia, e uno a testa per Democratici e Azzurri, con le mine vaganti Italia Viva e Cinquestelle.

Giovanni Toti e Maurizio Lui presentano il loro simbolo

Ultima variabile intervenuta nella notte è Vincenzo Baldassarre che potrebbe accettare di essere il capolista della lista Toti-Lupi, designato direttamente dalla segretaria nazionale di Idea Mariarosaria Rossi (che ha aderito al partito del Presidente della Liguria). I due leader hanno presentato ieri il loro simbolo e hanno dichiarato di aver deciso di esser presenti con una loro lista in tutti i Collegi. In Basilicata Idea alle regionali ha ottenuto il 4,18 per cento, per cui se dovesse confermare i suoi consensi sarebbe sicuramente in lotta per un seggio alla Camera assegnato con i resti, fatto salvo il raggiungimento del quorum. Senato della Repubblica. Un solo posto a disposizione con il maggioritario, e stando ai sondaggi sembrerebbe indiscutibile la sua assegnazione al Centrodestra (verosimilmente con la conferma del senatore uscente Pasquale Pepe). E gli altri due? In questo caso (grazie, Ettore Rosato, della concessione) i risultati non vengono condizionati dalle percentuali nazionali, vengono eletti i due che prendono più voti e uno dei due non sembrerebbe così scontato essere predestinato al Partito Democratico. Se il Centrodestra dovesse davvero ottenere il successo previsto, e dato atto che alle scorse Politiche al partito della Meloni non venne assegnato nessun candidato al maggioritario, il risultato dovrebbe/potrebbe vedere un seggio a Fratelli d’Italia e uno a Forza Italia o un seggio a Fratelli d’Italia e un altro a Forza Italia. Attenzione però alla variabile al momento sottovalutata: il Movimento Cinquestelle che potrebbe comunque ottenere un senatore. Al tirar delle somme, “I Magnifici Sette” potrebbero essere così composti: alla Camera dei Deputati 2 di Fratelli d’Italia, 1 Forza Italia/Italia Viva, 1 PD. Al Senato della Repubblica: 1 Lega, 1 Fratelli d’Italia, 1 PD/M5S.

© copyright www.angeloma.it – è consentita la riproduzione anche parziale a scopo di critica, confronto e ricerca purché con citazione