Marina Berlusconi e Luca Zaia pensano a un nuovo soggetto politico e lanciano la volata all’ex Presidente della Camera alla Presidenza della Repubblica con la benedizione di Gianni Letta
di Angelomauro Calza
Non poteva essere una semplice colazione tra amici quel pranzo che Marina Berlusconi e Luca Zaia hanno consumato insieme il 22 aprile. Si sono rivisti venerdì scorso e pare che nei loro discorsi abbiano parlato di fututo.

Marina Berlusconi
Ma allora… di sicuro qualcosa bolliva in pentola già da tempo e questo qualcosa parrebbe essere il progetto di costruzione di un nuovo soggetto politico più centrista, che vedrebbe già coinvolto anche il governatore friulano Massimiliano Fedriga, una sorta di Lega meno estremista, più moderata, che proprio per queste caratteristiche vorrebbe distinguersi e distaccarsi da quella di Salvini, che vedrebbe concorde tutta la famiglia Berlusconi. L’operazione non prevederebbe un disimpegno o una messa da parte di Antonio Tajani, anzi, sarebbero così smentite le voci che lo vorrebbero in qualche modo relegato ad altri ruoli dopo che ha contribuito nel dopo-Silvio Berlusconi, alla crescita notevole di Forza Italia.

Luca Zaia
L’obiettivo è ben individuato, anche se distante tre anni (il mandato di Mattarella scade nel gennaio del 2029): portare un loro candidato alla Presidenza della Repubblica, verosimilmente Pierferdinando Casini che nel suo curriculum politico oltre a ruoli istituzionali di prestigio e impegni nel centrodestra può contare anche su quelli con il centrosinistra, sarebbe quindi una figura che potenzialmente potrebbe essere attrattore di consensi trasversali. Tutta l’operazione nascerebbe e andrebbe avanti con la benedizione di Gianni Letta.
I tempi sarebbero abbastanza stretti se si considera che il primo passo dovrebbe essere quello di essere presenti alle prossime Politiche. L’intento è la nascita di un asse più spostato verso il centro che verso gli estremi e pare che il progetto stia attirando le attenzioni anche di alcuni deputati meloniani che erano fuoriusciti da Forza Italia, attratti dalla possibilità di schierarsi più al centro con una forza qualificata. Insomma un centrodestra meno di destra e più di centro che parrebbe non lasciare indifferenti anche ex democristiani e altri centristi per cultura e formazione che ora militano nel centrosinistra e che non vedono di buon occhio le politiche della Schlein che a detta di molti trascurerebbe questioni importanti per dirigere le maggiori attenzioni verso le battaglie per i diritti civili che hanno conquistato gran parte delle azioni politiche che la segretaria PD sta ponendo in essere. Alle prossime elezioni quindi potrebbe essere proposto agli elettori di votare per un vecchio/nuovo soggetto centrista che non è escluso possa mettere in difficoltà sia il centrodestra che il centrosinistra e porsi come alternativa che nasce dal centrodestra. Certo, resta da verificare con quale sistema si andrà a votare, ma pare che sia che la nuova legge che si attende contempli il maggioritario, sia che contempli il proporzionale non sarebbe di ostacolo alle ambizioni di chi si sta adoperando perché il nuovo soggetto politico non resti solo un mero desiderio di centro.

