Elezioni politiche, date, strategie e opportunità. Contesto e nomi in Basilicata tra novità riconferme e pretendenti velleitari
di Angelomauro Calza
Si ha voglia a sostenere che le elezioni politiche si terranno a scadenza naturale, il prossimo autunno: accadrà prima. Molto prima.

Elly Schlein

Giuseppe Conte

Giorgia Meloni
C’è fermento, movimentismo finalizzato, e se Gigliola Cinquetti cantava “tre mesi sono lunghi da passare” figuriamoci quanto siano lunghi 12 mesi! Per di più con in mezzo la tornata amministrativa della collezione “primavera-estate”, a giugno. Una tornata che già da tempo nei sondaggi parrebbe essere pressochè certo appannaggio del centrosinistra. Meloni & C. non consentiranno di arrivare alle Politiche reduci da una débâcle che non gioverebbe certamente all’aumento o quantomeno al mantenimento dei consensi popolari, leggi sconfitta. Più verosimile pensare ad una chiamata alle urne precedente alle amministrative, marzo o aprile. E non regge manco, sempre per lo stesso motivo, un election day con più schede da votare tutte in una volta: l’effetto traino dei candidati alle amministrative al momento sondato negativo per il centrodestra potrebbe causare una doppia sconfitta, tutta in una volta. Cui prodest? Beh… agli oppositori di questa compagine governativa sicuramente, ma al centrodestra altrettanto sicuramente no. Meglio approfittare del momento più o meno favorevole fatto di provvedimenti inseriti nella legge finanziaria dall’abolizione del bollo auto alla reintroduzione della quota 100, dal taglio dell’IRPEF alla tassazione agevolata per i rinnovi dei contratti di lavoro fino alla riduzione delle tasse per i giovani lavoratori e tutto il resto. Insomma provvedimenti che dovrebbero favorire la simpatia degli italiani verso il Governo, ma si sa che le emozioni durano un momento, vanno sfruttate al meglio e al più presto soprattutto in chiave elettorale. Ecco allora che già (e già da tempo a dire il vero) i partiti si muovono. Loro e i loro uomini. La nuova legge elettorale c’è, bisogna ora lavorare per sfruttarla al meglio, a destra come a sinistra, ma soprattutto al centro, quel centro che tenta di inserirsi in maniera determinante tra i due poli.

Roberto Vannacci (foto dalla sua pagina ufficiale FB)
E allora in Basilicata chi aspira ad essere candidato, o eletto e rieletto in Parlamento? L’elemento di novità sembrava dover essere Futuro Nazionale, ma non azzardiamo alcun nome perché l’impressione è che Vannacci l’abbia presa troppo lunga e già si è spompato. In definitiva il generale è un neofita della politica, quindi non ne conosce ancora i suoi tempi e i suoi umori, è partito come un caterpillar su tematiche trite e ritrite, di cui la gente ha subito compreso l’aspetto sloganistico, invece che quello sostanziale. Per di più ha fatto un uso pessimo dei social, non è al passo con la gente. Infine non è ancora ben strutturato sul territorio e dopo le elezioni suppletive in Calabria è scomparso dalle cronache politiche. Resta da capire se si tratta di uno stallo, come capita quando ci sono delle impennate improvvise, e poi riparte, o se è un declino vero e proprio.

L’assessore Franco Cupparo
In Forza Italia gioca molto il fattore “primi dei non eletti alla Regione”. Al momento, oltre alla Casellati che dovrebbe essere capolista al Senato, come si ventilava al momento del passaggio di consegne della Segreteria regionale a Vito Bardi (che non sarà candidato), unica quasi certezza dovrebbe essere una candidatura di Franco Cupparo, attuale assessore alle attività produttive (ma lui dice di non essere interessato). Una sua elezione scatenerebbe reazioni al momento decifrabili, ma complesse.

Roberta Taddei (ph. dalla sua pagina FB)
Il posto che lascia libero spetta di diritto a Forza Italia e il papabile più accreditato dovrebbe essere Michele Casino, ex assessore, ma… c’è un dilemma: potrebbe il partito consentire che al suo posto in Consiglio subentri l’attutale coordinatore provinciale degli azzurri, Gianluca Modarelli che negli ultimi tempi ha assunto posizioni critiche all’interno di Forza Italia? Non si sa.

Gianuario Aliandro (ph. da Facebook)
Di certo invece si sa che se ad occupare la poltrona di assessore fosse un Consigliere eletto nella circoscrizione di Potenza, verosmilmente Nario Aliandro, ad entrare in Consiglio sarebbe Francesco Cannizzaro, di Noi con l’Italia, ma candidato con Forza Italia, senza escludere nemmeno una sua chiamata diretta in Giunta forte del sostegno diretto di Maurizio Lupi e che può contare a Roma anche sull’appoggio dell’ex parlamentare attuale sindaco di Reggio Calabria, suo omonimo parente stretto, Francesco Cannizzaro.

Francesco Cannizzaro con Maurizio Lupi
Altri nomi per la lista sono il sempre più emergente materano Eustachio Papapietro, mentre per le donne il nome che circola è quello di Gabriella Megale, amministratrice unica di Sviluppo Basilicata, mentre l’ala più giovane del partito sembrerebbe spingere per Roberta Taddei, della direzione nazionale dell’organizzazione joung dei forzisti, figlia dell’attuale vicesegretario regionale e segretario provinciale di Potenza di Forza Italia, Vincenzo, ex parlamentare (che potrebbe però anche ritornare in gioco in prima persona). Per Fratelli d’Italia Ignazio Larussa ha spiegato sin dalla metà di settembre che la strategia del partito è quella di indicare come capolista in quanti più collegi possibile i nomi di leader nel tentativo di prendere due piccioni con una fava: da un lato si evitano possibili contrasti e gelosie tra chi localmente aspira a capeggiare la formazione, dall’altro si favorisce una più intensa attività di campagna elettorale tra gli altri candidati, in cerca di preferenze che premierebbero comunque il partito oltre che il successo personale. Ineluttabilmente un siffatto intervento lascia intendere che al di là delle dichiarazioni ufficiali almeno già da settembre si ipotizzava il voto anticipato, altrimenti che senso avrebbe avuto parlare di strategie elettorali sin da un anno prima?

Il Ministro Casellati con l’on. Caiata e il sen. Gianni Rosa
Ma non è questo che ora ci interessa. Il punto è: se i due che capeggeranno le liste di camera e Senato saranno esterni e gli altri candidati lucani si giocheranno l’elezione andando al conteggio delle preferenze, cosa potrebbe accadere? Chi avrà più certezza di elezione o rielezione? I posti saranno quasi certamente due, uno per ramo del Parlamento, e Rosa al Senato potrebbe giocarsela con Latronico, si dice, e forse con Donatella Merra, si dice. Alla Camera non dovrebbe esserci più Mattia, ma Caiata potrebbe trovare ostacoli da temere, come Amedeo Cicala o come la donna, al momento individuata dai rumors in Maddalena Fazzari. Il primo potrebbe però cedere il passo alla candidatura in cambio di una promessa futura e futuribile di guidare la coalizione di centrodestra alle prossime elezioni regionali, ma in campo, alle votazioni più vicine, potrebbe esserci il fratello, Carmine, attuale assessore all’agricoltura: entrambi rappresentano un avversario più che temibile per il loro bacino di preferenze. E, come per Forza Italia, anche in Fratelli d’Italia c’è chi attende che si liberino posti in Giunta per poter fare il salto dal banco di via Verrastro alla poltrona in Giunta magari dopo aver dato il proprio contributo di preferenze al partito concorrendo ad una più solida affermazione della lista. La Lega.

Matteo Salvini e Pasquale Pepe
Per lo stesso ragionamento di Larussa, quella di presentare candidati forti che portino voti alla lista prima ancor che a loro stessi, fatta salva l’incognita capolista, potrebbero scendere in campo i tre attuali rappresentanti in Regione, forti dei loro bacini di consenso, per una affermazione significativa della lista, e quindi Pepe, Fanelli e Tataranno. Azione al momento ha un’unica certezza, quella resa nota dal segretario Calenda: Marcello Pittella sarà il rappresentante in Parlamento. Cosa avrà voluto intendere o far intendere con questa affermazione? Che Pittella sarà candidato è cosa che non sorprende, ma che dia certezza di elezione, vista la situazione in Basilicata e quella a livello nazionale, dove ancora una scelta netta e precisa di schieramento non è stata compiuta, potrebbe significare che a Pittella sia riservato più di un collegio e anche come capolista pur di vederlo seduto tra i banchi parlamentari. Italia Viva ha in Mario Polese il suo ariete.

Il Consigliere Mario Polese

Vincenzo Baldassarre
Anche per lui si prospetta una pluricandidatura già da tempo, come a dire che comunque vada in Basilicata anche Renzi avrà un lucano in Parlamento? Potrebbe essere, anche se restano da capire le ripercussioni che la presenza in lista in una coalizione di sinistra potrebbero registrarsi a livello di parlamentino regionale. Di sicuro per Polese fa il tifo Vincenzo Baldassarre che, primo dei non eletti, una volta in via Verrastro sarebbe un fedele tassello del centrodestra, una sicurezza per la tenuta di Bardi. Dall’altro lato il cosiddetto “campo largo” che ancora agli appassionati di geometria non è stato però svelato quanto sia lungo. Di sicuro c’è che entro novembre dovrebbe essere definito il programma, poi si passerà ad affrontare la discussione sulle primarie che dovrebbero tenersi entro febbraio: un termine tutto sommato anche abbastanza ravvicinato alle elezioni se è vero che si andrà al voto entro la fine di aprile e comunque non prima del 14 dello stesso mese, visto che da quella data i neodeputati e senatori avranno maturato il diritto a pensione. La discussione tra Conte e Schlein, Fratoianni e Bonelli ruota molto intorno alla guerra in Ucraina e ciascuno porta avanti le proprie convinzioni che a ben vedere rappresentano una questione inconsistente: le dinamiche legate alla guerra sono talmente veloci, quotidianamente variabili a seconda degli umori dei soggetti in causa, che appare fuori luogo legare una parte importante del programma alle strategie future connesse al conflitto di posizionamento dell’Italia, ma tant’è, sono settimane che la guerra russo-ucraina sembra essere diventato il principale motivo di possibile stallo delle intese nel centrosinistra. Partito Democratico.

Piero Lacorazza
In Basilicata principali candidati a un posto non solo in lista, ma anche da capolista sembrerebbero essere il commissario Daniele Manca al Senato e uno tra Piero Lacorazza e Carlo Rutigliano alla Camera. Ufficializzate le candidature alla segreteria regionale del partito (sempre ammesso che alla fine il congresso si tenga) è ovvio che per la situazione in cui versa il PD chi vincerà al congresso sarà quasi certamente anche il candidato più naturale a capeggiare la lista. Per la donna il PD potrebbe attingere, in nome dell’alleanza lucana, in Basilicata Casa Comune e presentare Viviana Cervellino? Tutto è possibile, vista e registrata la carenza di personaggi di spicco Piddini puri. Nel PD, ma anche e soprattutto nell’elettorato, si è stanchi di parlamentari fantasma calati da Roma, visto soprattutto la riuscita del mandato di Vincenzo Amendola, grande assente nel suo collegio, distante dalla Basilicata e poco conosciuto. Ancora più sconosciuto ai lucani è il senatore Mario Turco, che recita la parte del Carneide di fronte all’elettorato di Basilicata

Carlo Rutigliano (ph dalla sua pagina FB)
: chi lo ha votato lo ha fatto senza averlo mai né visto né letto manco attraverso uno scarno comunicato (ve lo facciamo vedere noi nella foto acorredo), ed è stato eletto dal Movimento Cinquestelle.

Mario Turco (ph dal suo profilo FB)
Vuoi vedere che pure lui aspira “legittimamente” a un secondo mandato di… assenza dal territorio? Glielo consentirà Giuseppe Conte? Lo imporrà? Glielo consentiranno i fedelissimi del Movimento? Araneo e Verri su tutti, ma anche Arnaldo Lomuti, uscente e pretendente, lui sì, legittimamente, a un nuovo mandato parlamentare? Di altri nomi non si ha notizia, dopotutto il Movimento non è strutturato sul territorio in maniera tale da rendere possibili previsioni soprattutto nominative. Di certo i Cinquestelle si giocano il terzo posto che vale un seggio alla Camera con Forza Italia. Avs potrebbe schierare Donato Lettieri. Buone probabilità di candidature del centrosinistra sono quelle legate a nomi che attualmente occupano postazioni di rilievo in alcune amministrazioni comunali e soprattutto in organismi del mondo della cooperazione, soprattutto donne, come Caterina Salvia, per esempio. Insomma, manca sostanzialmente poco all’appuntamento elettorale, ma le incertezze sono di gran lunga superiori alle convinzioni. Non resta che attendere gli sviluppi di questo che di sicuro è uno dei periodi più vaghi e dubbiosi della politica. Non solo italiana, ad onor del vero.

