Tante ipotesi. Dal Congresso di Forza Italia possibili indicazioni sulla collocazione di Azione? Bardi resta Presidente? I probabili nomi di Fratelli d’Italia.

di Angelomauro Calza

 

Non sarà sfuggita agli osservatori più attenti la morbidezza dell’intervento di Marcello Pittella al Congresso di Forza Italia a Potenza. Morbidezza e leggerezza, attenzione e cautela nel non colpire né Bardi né il suo Governo regionale che lasciano scorrazzare la mente nelle praterie degli scenari più svariati se si tiene conto che al tavolo della Presidenza era seduto Alberto Cirio che, oltre ad essere il Presidente del Piemonte, è anche il Vice Segretario di Forza Italia.

Passaggio di consegne alla Segreteria reigonale di Forza Italia tra Maria Elisabetta Casellati e Vito Bardi

E sempre agli stessi “più”, presenti al Congresso, non è sfuggito nemmeno il fatto che i due, amici di vecchia data per il ruolo istituzionale ricoperto, prima che i rappresentanti dei partiti che hanno portato il loro saluto andassero via, si sono appartati per qualche minuto a parlare. O a parlottare: semplice scambio di saluti meno formali o ufficiali o altro? Non si sa, ma di certo Marcello Pittella in Azione non è personaggio marginale e immaginare un approccio con Forza Italia per il tramite di Cirio in chiave alleanze elettorali non è idea peregrina, soprattutto se si tiene conto che con la nuova legge elettorale a Calenda conviene sicuramente andare al voto in coalizione se non altro per il fattore premio di maggioranza.

Pittella parla in piazza (ph da Facebook)

Una sorta di sondaggio in avanscoperta? O già qualcosa di più? O niente di tutto questo? Staremo a vedere. Intanto di sicuro trapelano indiscrezioni secondo cui Vito Bardi non dovrebbe essere presente nelle liste di Forza Italia alle prossime Politiche, sia che si tengano a scadenza naturale, sia che al voto si vada in anticipo. La Segreteria regionale rappresenterebbe la giusta e adeguata collocazione in attesa di una futura chiamata a Roma senza passare per il voto, un incarico prestigioso e adeguato immediatamente dopo la scadenza della sua Presidenza regionale. Del resto sia all’interno del partito che da parte degli alleati non sarebbe certo gradita una sua scelta che lo vedrebbe terminare in anticipo il mandato per tentare l’andata a Roma: nessuno o quantomeno molti dei consiglieri non hanno convenienza a ritornare al voto e quasi certamente anche a casa in anticipo. Più verosimile l’ipotesi che vedrebbe Franco Cupparo in corsa come secondo di lista, dietro a un big nazionale capolista. Ma anche qui niente di certo. Come niente di certo c’è anche in Fratelli d’Italia. DI quasi sicuro solo che a capeggiare le liste saranno leader nazionali, si parla addirittura di Meloni, ma più probabile è Lollobrigida. Potrebbe sembrare un voler sminuire le forze territoriali, i candidati lucani, ma così non è se si tiene conto che lo stesso Larussa ha spiegato giorni fa che la strategia del partito è quella di indicare in quanti più collegi possibile i nomi di leader nel tentativo di prendere due piccioni con una fava: da un lato si evitano possibili contrasti e gelosie tra chi localmente aspira ad essere capolista, dall’altro si favorisce una più intensa attività di campagna elettorale tra gli altri candidati, in cerca di preferenze che premierebbero comunque il partito oltre che il successo personale. Ma in Basilicata? Le liste prevedono l’assegnazione complessiva di sette parlamentari: quattro alla Camera e tre al Senato.

Carmine Cicala e Francesco Lollobrigida

Tolti i due posti da capolista che quasi certamente saranno appannaggio di Roma, restano tre posti alla Camera e due al Senato. E, tra questi, almeno due dovranno essere riservati a donne per l’obbligo di alternanza. Se teniamo conto che sicuramente Salvatore Caiata e Gianni Rosa saranno ricandidati, restano in bilico tre posti che dovranno essere assegnati a due donne almeno e ad un uomo. Per le donne allo stato non si può non pensare a Maddalena Fazzari e Donatella Merra, e questo, per l’ulteriore criterio della rappresentanza territoriale, potrebbe voler significare una candidatura per Cosimo Latronico in quanto della provincia di Matera. Resterebbe fuori però Carmine Cicala, che in quanto a preferenze e consensi appare in base alle ultime votazioni più forte. Se dovesse alla fine prevalere il criterio di schierare proprio i più forti potrebbero a questo punto essere sacrificati una tra Fazzari e Merra e con Latronico che farebbe posto a una donna del materano (Gentile?). Ma queste sono ipotesi del momento, ragionamenti ancora prematuri per certi versi, ma di sicuro non prematura, ma preventiva è stata la decisione del partito di nominare un commissario regionale: Mauro Rotelli al posto di Piergiorgio Quarto al quale sicuramente sarebbe stato difficile spiegare che dopo cinque anni da segretario regionale al partito non garbava la sua candidatura, e non solo da capolista, come deontologia partitica vorrebbe, ma neanche da numero 3 o 4. Sì, anche in questo caso si dice che altri commissariamenti sono in arrivo dopo Basilicata e Campania, ma questo non vuol dire: quando c’è da far prevalere il primato del partito tutto il mondo è paese.

 

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