La domanda sorge spontanea dopo la pubblicazione di un suo post su Facebook. Nel caso punterebbe a Palazzo Madama, alla Camera i giochi potrebbero essere già chiusi
di Angelomauro Calza
A volte basta poco per scatenare le fantasie più ardite. In questo caso è stato un post pubblicato su Facebook il giorno di Ognissanti da Donatella Merra, l’ex assessore regionale prima in quota Lega, poi transitata in Fratelli d’Italia. Proprio l’incipit incuriosisce e si presta a pensieri curiosi: “Sono figlia del Vulture e vedere oggi le difficoltà della mia terra mi stringe il cuore. Ma dobbiamo ripartire da ciò che di buono abbiamo fatto e da quello che sapremo strappare, con le unghie e con i denti, al futuro. Non abbandoniamo il campo, siamo sempre in gioco”.

Donatella Merra
Inizia così, poi continua: “La restituzione del campanile normanno della Cattedrale di Melfi alla comunità di Melfi, del Vulture e dell’intera Basilicata è il simbolo di una storia che continua, di un’identità che resiste e di una comunità che deve ritrovare la forza di guardare avanti”. La domanda è: ma come, sono mesi che pubblicamente l’ex assessore sembrava essere scomparsa dalla scena pubblica e politica e poi all’improvviso interviene sul restauro terminato del campanile normanno della Cattedrale di Melfi? E a che pro, lei che è di Lavello? E cosa può voler dire quel “siamo sempre in gioco”? Vuoi vedere che sotto sotto si cela qualcosa che va ben al di là del suo interesse verso un bene architettonico di valore? Diciamola “papale papale” (visto anche il contesto religioso): Donatella Merra ha dato inizio alla sua campagna elettorale? Avevamo ipotizzato nei giorni scorsi un suo ritorno nell’agone politico attivo immaginando una sua candidatura alle prossime elezioni politiche, potrebbe questo essere un segnale di veridicità di quanto avevamo scritto?

Salvatore Caiata
E ci diamo anche una risposta: perché no? Nei mesi passati avevamo anche riportato una voce che riguardava un abboccamento di Futuro Nazionale che si ventilava le avesse proposto una candidatura salvo ricevere una risposta interlocutoria, un “poi vediamo”, un “poi se ne parla semmai”, perché Merra era in attesa di un segnale concreto da parte di Fratelli d’Italia, un riconoscimento per il suo impegno e il suo essere dopotutto la prima dei non eletti alla Regione per un solo voto, anche alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che non le aveva dato ragione in virtù del ricorso presentato.

Maddalena Fazzari
Qualcuno pensava ad una nomina importante che però non è ancora arrivata, ma il partito assicurava sia pur non ufficialmente che non l’aveva e non l’avrebbe dimenticata. E allora vuoi vedere che il riconoscimento le arriva sotto forma di candidatura alle politiche ormai vicine? E magari qualcosa, in privato, le è stato già anticipato, tanto da indurla a uscire pubblicamente e in maniera prepotente, ricordando anche quel che come assessore regionale ha fatto per la Basilicata, ma soprattutto per la sua terra, il Vulture? E allora diamo per buona questa fantasia, mettiamo che sì, sarà candidata. Ma dove? In quale lista? No, non in quale intendendo in quale partito, ma se al Senato della Repubblica o alla Camera dei Deputati. Alla Camera i giochi sembrerebbero essere complicati per lei: a settembre Larussa aveva affermato che il partito avrebbe candidato dei leader come capilista in molti collegi elettorali per spingere alla competizione interna dei candidati locali che avrebbe dovuto tradursi in una maggiore raccolta di consensi alla lista.

il senatore Gianni Rosa
E già le voci in Basilicata parlavano di un diretto coinvolgimento di Lollobrigida, Donzelli, financo la Meloni: uno di loro capolista, si giocava quindi per il secondo posto. Le riflessioni a freddo, però portano a pensare che in questo modo la Basilicata avrebbe potuto perdere un rappresentante: il capolista sarebbe entrato nel listone nazionale e optando per quest’ultimo alla Basilicata sarebbe spettato un territoriale in meno. Poi però uno pensa: beh, ma Salvatore Caiata non sarà un ministro, ma è pur sempre il Presidente della Commissione economica dell’InCe, che non è certo poca roba: può essere considerato anche lui se non un leader, uno dei rappresentanti in vista di Fratelli d’Italia?

L’assessore Cosimo Latronico
Uno meritevole di considerazione a livello nazionale, certo, ma anche internazionale? E come no? E allora perché non pensare a lui come capolista e come candidato indicato per la Basilicata all’interno del listone nazionale? In questo modo la Basilicata non perderebbe alcun rappresentante: tre deputati eletti con il proporzionale e uno attinto dal listone: verosimilmente due a Fd’I, uno al PD e l’altro conteso da M5S e Forza Italia. Ecco che allora la lotta in Fratelli d’Italia per aggiudicarsi il secondo posto si restringe e verosimilmente a contendersi la piazza d’onore potrebbero essere la Vice Presidente del Consiglio reigonale, Maddalena Fazzari, peraltro politicamente molto vicina alle posizioni a Caiata, e uno tra i due fratelli Cicala, Amedeo, sindaco di Viggiano, o Carmine, assessore regionale (più il primo).

l’assessore regionale Carmine Cicala

Il sindaco di Viggiano Amedeo Cicala
Se le cose stanno così per la Merra diventerebbe non conveniente candidarsi a Montecitorio. Meglio Palazzo Madama: lì il gioco della candidatura nel listone non c’è, alla Basilicata non spettano posti e quindi se da Roma dovessero indicare un capolista “forestiero” (per evitare contese interne che potrebbero alimentare disimpegni e nuocere al risultato complessivo della lista) se la giocherebbe con le preferenze con l’uscente senatore Gianni Rosa e forse con l’assessore Cosimo Latronico: molto più agevole, più probabile rispetto alla Camera. Dopotutto lei parte da un portafoglio di qualche migliaio di voti raccolti nel solo collegio di Potenza, a questi si aggiungerebbero quelli di Matera, soprattutto dell’elettorato femminile di centrodestra: si può fare. E, se dovesse accadere, due donne andrebbero ad occupare altrettanti scranni in Parlamento.
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