Lasciare la Presidenza in anticipo comporterebbe un drastico calo di consensi a Forza Italia e al centrodestra in favore degli avversari. Gli Azzurri ritrovano e fortificano l’unità interna. La Casellati ricandidata a prescindere dalla nuova legge elettorale.
di Angelomauro Calza
Le voci di un trasferimento di Vito Bardi armi e bagagli a Roma in occasione dell’appuntamento elettorale del prossimo anno non possono che alimentare scetticismo più che pettegolezzo. Ma come? Mancano due anni al rinnovo del Consiglio regionale e lui si dimette portando ad elezioni anticipate? Significherebbe quasi certamente una debacle del centrodestra, uno spalancare le porte agli avversari.
Non lo permetterebbe il partito, non lo permetterebbero ancor più gli alleati, ma, soprattutto, non lo vorrebbe e non lo vuole lo stesso Bardi che vedrebbe dissolversi in un attimo autorevolezza e credibilità che si è creato in otto anni di Presidenza della Giunta. Bardi quell’esperienza politica che in molti gli addebitavano di non possedere all’inizio del suo mandato presidenziale ora l’ha acquisita, e viene certificata dal suo essere stato scelto per guidare Forza Italia in Basilicata dopo anni di commissariamento affidato a Maria Elisabetta Alberti Casellati. L’aver individuato Bardi come candidato unico alla Segreteria regionale lucana degli azzurri significa tante cose. Su tutte, la più importante che serve anche a far chiarezza su quanto si è detto e scritto negli ultimi mesi, è che il partito è riuscito nell’intento di avere un segretario e non un commissario, e – cosa ancora più significativa – è riuscito ad ottenere da Roma che il segretario sia espressione del territorio.

Il Presidente Vito Bardi e il ministro Alberti Casellati,
Le voci discordanti dei mesi passati fraintese come un attacco alla segreteria Casellati non erano in realtà contro l’attuale Ministro, ma rivendicavano un segretario e non un commissario, un lucano e non un forestiero, ma il Ministro non era in discussione come persona. E in questo contesto si colloca la quasi certa elezione al Congresso ormai prossimo di Vito Bardi che dovrebbe avere come vice il mai domo Vincenzo Taddei. Un riconoscimento dunque per l’attuale Presidente della Regione, che lo riabilita e lo impegna autorevolmente alla politica, segnale questo di una ritrovata unità interna a Forza Italia dopo le scaramucce dei mesi passati. Una unità che porterà al sostegno convinto alla Casellati (unico candiadto certo ad oggi) in occasione della tornata elettorale parlamentare, dove certamente il Ministro sarà ricandidato, con un grande impegno nella fase preelettorale, specialmente laddove dovessero essere ripristinati i voti di preferenza: in questo caso Forza Italia e gli alleati si vedranno costretti a schierare in campo, di fianco a lei, i pezzi da novanta per ottenere quanto più consenso possibile, poi sarà affare dei singoli candidati riuscire a prevalere l’uno sull’altro. Importante sarà il risultato complessivo per contribuire magari a superare quella soglia del 42 per cento che consentirebbe una schiera di oltre cinquanta parlamentari come premi odi maggioranza, e in questo caso anche la Basilicata potrebbe aspirare ad ottenerne uno in più.
I nomi dei possibili candidati? Ancora nessuna certezza, è presto e sono legati proprio alla legge elettorale, ma di sicuro, come dicevamo, non ci sarà Bardi al quale, in caso di conferma dell’attuale maggioranza, sarebbe stato riservato un posto a Roma, questo sì, ma solo al termine del suo mandato presidenziale: un sottosegretariato o un importante incarico in un Ente di prestigio, di quelli che contano. Ma riuscirà Bardi a contemperare il mandato Presidenziale con quello della Segreteria regionale? Beh, se se ne parla e se la cosa appare ormai certa, dobbiamo pensare che il Presidente non lascerà nulla all’improvvisazione e che si stia già attrezzando per poter svolgere al meglio i due mandati, sicuramente all’insegna della serenità e della necessaria collaborazione frutto – appunto – dell’unità ritrovata e del rinnovato entusiasmo diffuso. Staremo a vedere. Di sicuro, ad oggi, c’è che in Forza Italia, tra aspirazioni individuali e collettive, si attende solo l’ormai prossimo congresso per iniziare a lavorare in vista dell’appuntamento delle Politiche.
© copyright www.angeloma.it – è consentita la riproduzione anche parziale a scopo di critica, confronto e ricerca purché con citazione

